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dossier palazzetto
polifunzionale

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palazzetto dello sport:
l'originale di Caorle

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Ne abbiamo parlato tempo fa e crediamo siano note a tutti le nostre perplessità e le nostre critiche su un'opera, il palazzetto dello sport, che appare sovradimensionata per le esigenze della nostra città e che impegnerà per anni una notevole quantità di risorse economiche pubbliche. Un'opera che abbiamo definito faraonica che ha avuto, in fase realizzativa, anche alcuni risvolti che definire surreali è poco: ricordiamo ancora il clamoroso errore che ha determinato la necessità di ruotare l'edificio che altrimenti avrebbe sconfinato su aree adiacenti; la vicenda del parcheggio annesso al palazzetto la cui progettazione è stata fatta immaginando volumi di traffico e stazionamento incredibili; le modalità non del tutto chiare con cui si sono andati a ridefinire gli oneri a carico del Comune per la gestione del palazzetto, ...
Poteva bastare? No! Perché di recente abbiamo scoperto che la grande opera vuole ingrandirsi ancora con la realizzazione di ben 5 campetti di calcetto (3 esterni coperti e 2 interni al Palazzetto in costruzione). Non capiamo il senso di questo ulteriore intervento perché il calcetto, per quanto sia uno sport popolare, non è praticato qui nelle nostre zone in modo così assiduo e costante da rendere necessaria la realizzazione di 5 campetti.
E allora? Avanziamo un sospetto! Forse il Palazzetto, così come è, non ha l'appeal che qualcuno aveva preventivato e forse gli spazi "commerciali" e sportivi annessi al Palazzetto non stanno suscitando l'interesse previsto. E così qualcuno deve aver pensato di rendere più appetibile la cosa aumentando la dotazione di strutture sportive accessorie. Funzionerà? Riusciranno a piazzare sul mercato gli spazi annessi al Palazzetto i cui costi, ci dicono, siano molto alti? Non sappiamo e non vogliamo lanciarci in previsioni che potrebbero essere azzardate. Sappiamo però che il Comune dovrà cercare 700.000 euro (il 50% dell'importo previsto) per questa integrazione e, visti i tagli che si preannunciano nella spesa pubblica, non crediamo sarà facile recuperarli. Non ci sembra nemmeno corretto sminuire la portata finanziaria dell'operazione dicendo che i soldi (forse) saranno forniti dalla Regione quasi che questi non fossero comunque soldi di tutti.
Intanto i lavori del Palazzetto procedono un po' a rilento e i tempi di consegna previsti sono slittati; si parla di "imprevisti" dovuti al rinvenimento di residuati bellici e di necessità di bonifiche ambientali. Sarà tutto vero? I verbali di sospensione e ripresa lavori non chiariscono molto le cose e, per alcuni aspetti, ci sembrano addirittura fatti apposta per giustificare dei ritardi e non dover pagare delle penali.
Dall'ultima volta in cui ci siamo occupati del Palazzetto si sono avuti dei cambiamenti anche nella esecuzione dei lavori: alla SACAIM (la ditta che aveva progettato e avviato la realizzazione dell'opera) è subentrata la "Eventi Cividale S.p.A." che completerà i lavori e curerà la successiva gestione dell'impianto.
Non siamo esperti di diritto societario, ma abbiamo la sensazione di trovarci di fronte ad un artificio che ricorda un po' le scatole cinesi perché la ditta "Eventi Cividale S.p.A." è controllata dalla SACAIM che ne detiene il grosso del pacchetto azionario. Qualche perplessità suscita anche il recente aumento del capitale sociale che è stato effettuato su indicazione del Direttore dei lavori pena la possibilità da parte del Comune di non corrispondere le somme richieste dalla ditta per il lavori svolti. Crediamo che il capitale sociale, anche se aumentato, non copra nemmeno il costo della progettazione del palazzetto, costo che, a nostro avviso, è inferiore a quello dichiarato perché il Palazzetto di Cividale è in buona sostanza copia di un edificio analogo già realizzato dalla SACAIM in Veneto (anche in questo settore valgono le cosidette economie di scala).
Temiamo poi che non ci siano più le grandi certezze iniziali sulla remuneratività della gestione del Palazzetto e non ci meraviglierebbe scoprire che qualcuno stia cominciando a pensare a come cautelarsi da possibili rischi?
Intanto l'ultimazione dei lavori è slittata di rinvio in rinvio dall' 11 ottobre 2002, all'8 novembre 2002, all'11 gennaio 2003 fino ad arrivare al 7 marzo 2003 e già si parla di nuovo rinvio.
Ci sono molte cose che non ci sono chiare e stiamo raccogliendo documenti per comprendere meglio la situazione. Il Palazzetto intanto rimane lì a simboleggiare un modo sbagliato di usare il denaro di tutti.

Cividale del Friuli, 28 dicembre 2002

lista Rinascita - PRC

 

l'originale di Caorle

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Lo abbiamo già detto in diverse occasioni: Il Palazzetto dello Sport di Cividale è la copia di un edificio analogo già realizzato dalla SACAIM in Veneto e le immagini del palazzetto di Caorle che sopra vi proponiamo confermano le nostre affermazioni. Non esprimiamo alcuna opinione sul valore estetico dell'edificio e non vogliamo nemmeno sbilanciarci in un giudizio sulle sue caratteristiche funzionali. Una cosa però ci sentiamo di dire: non capiamo con quale logica si è deciso di riproporre a Cividale un progetto pensato per Caorle. Si tratta di una forzatura perché qualsiasi edificio di quelle dimensioni va progettato tenendo conto del tessuto urbanistico della città, delle dimensioni delle città, della storia, del contesto paesagistico, ... e non ci sembra che Caorle e Cividale abbiano molto in comune.
Sempre che non si sia voluto risparmiare sui costi di progettazione: usare un progetto da già pronto, magari con qualche adattamento, è sempre più economico che farne uno completamente nuovo. Cosa possiamo dire ancora? Nulla di nuovo se non ribadire che, fra progetto non originale e lavori in economia, al costruttore con ogni probabilità, l'intera opera costerà meno di tutti i miliardi di vecchie lire di cui si è parlato a suo tempo.

Cividale del Friuli, 25 febbraio 2003

lista Rinascita - PRC

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