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E' di pochi giorni
or sono la notizia che i lavori per il nuovo Palazzetto dello
Sport starebbero avviandosi alla conclusione e che per il prossimo
settembre l'intero complesso dovrebbe essere utilizzabile per
le attività per cui si è voluta la sua edificazione.
L'uso del condizionale è d'obbligo se non altro perché,
in quest'ultimo anno, la conclusione dei lavori è stata
annunciata più volte e ogni data prevista è stata
puntualmente disattesa. Numerosi i ritardi accumulati nell'esecuzione
dei lavori e numerose le giustificazioni addotte. Alcune fra
queste sono poco credibili: non ci convince la giustificazione
legata alla necessità di adeguare alcune opere per lo
smaltimento delle acque meteoriche (non ci risulta che la piovosità
a Cividale abbia assunto nell'ultimo periodo connotati imprevedibili),
non ci convince la giustificazione che si richiama alla necessità
di smaltire l'amianto del precedente manufatto (la presenza di
amianto nel vecchio cementificio era nota a tutti), non ci piace
il riferimento alla necessità di costruire un ascensore
con accesso sull'esterno (le opere atte a favorire l'accesso
dei disabili dovrebbero essere previste fin dalla progettazione),
ci sembra risibile la giustificazione che si appella al fabbisogno
idrico del palazzetto, ...
Sta di fatto che questi eventi "imprevisti" e la necessità
di nuove opere finalizzate a migliorare la redditività
del complesso hanno portato alla revisione del contratto-convenzione
fra il Comune e la ditta "Eventi Cividale S.p.A.".
Si stabilisce un nuovo termine per la consegna dei lavori (31
luglio 2004) e si carica il Comune di ulteriori oneri con la
conseguente necessità di accendere un nuovo mutuo. I previsti
campetti per il calcetto, di cui tanto si è parlato a
suo tempo, probabilmente non verranno costruiti perché
la Regione non ha concesso il finanziamento richiesto dal Comune
e anche la cordata di imprenditori che aveva manifestato interesse
per la parte del complesso più indirizzata alla medicina
dello sport, alla riabiltazione e alla salute pare si sia dileguata.
Il Comune ha fatto di tutto per favorire l'imprenditore privato
e, almeno secondo le nostre fonti, avrebbe anche studiato la
possibiltà di una ulteriore variazione di destinazione
d'uso per le opere annesse al Palazzetto.
L'intera operazione Palazzetto mostra tutti i suoi limiti: opera
faraonica, errori in sede di progettazione, costi notevoli a
carico della comunità, contributo del privato sopravvalutato,
ritardi, lievitazione dei costi poco comprensibile, vendita di
fumo, ecc.
Rimane aperto il capitolo relativo alla gestione del complesso
e alla sua redditività: non siamo così convinti
che il Palazzetto rappresenti un buon affare per il Comune, non
crediamo che l'utilizzo per le società sportive cittadine
sia economicamente vantaggioso, ...
Ci fermiamo qui perchè rischiamo ora di dire cose già
dette in altre occasioni.
Nota: Nel dossier troverete
anche la la cronologia aggiornata degli ultimi eventi: ne raccomandiamo
la lettura se non altro per capire in che modo a Cividale si
utilizza il denaro di tutti.
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Cividale del Friuli,
12 giugno 2004 |
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