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dossier sanità

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ospedale di Cividale:
incontro con l'Assessore
Gianni Pecol Cominotto

una nota di PRC - circolo del Cividalese

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circolo del Cividalese

Giovedì 19 febbraio 2004, presso il palazzo della Regione di Udine si è svolto un incontro fra una delegazione composta da rappresentanti politici e delle istituzioni del centro-sinistra del Cividalese e l'alcuni esponenti della maggioranza che governa la nostra Regione. Un incontro incentrato principalmente sul problema della sanità e dell'ospedale di Cividale e che ha visto la riproposizione del documento elaborato dalle forze politiche cividalesi sul tema della salvezza del nostro ospedale. Un incontro importante in cui sono emerse alcune novità positive, ma anche alcuni elementi di forte preoccupazione.
Non è semplice sintetizzare in poche righe quanto emerso nel corso dell'incontro, molteplici sono stati i richiami di tipo politico e gli interventi a carattere più tecnico.
Qualche perplessità ha suscitato in noi l'intervento del Presidente del Consiglio Regionale Alessandro Tesini; non ci sono piaciuti i suoi continui richiami al senso di responsabilità, al pragmatismo, al rifuggire da soluzioni demagogiche e ancora meno ci ha convinto il modo in cui è stato espresso l'apprezzamento per il documento elaborato dal centro-sinistra cividalese. L'impressione che abbiamo è quella della persistenza in alcune aree della maggioranza regionale di un giudizio sostanzialmente positivo su una legge, la legge 13, che tuttalpiù avrebbe bisogno di una qualche "aggiustatina" qua e là.
In questo contesto temiamo che il documento elaborato dal centro-sinistra cividalese sia accettato solo perché compatibile con la Legge 13 e non sia invece considerato come una tappa di un processo che dovrebbe portare ad una più ampia rielaborazione della normativa regionale.
Più complesso è stato l'intervento dell'Assessore Gianni Pecol Cominotto. Dopo aver ascoltato con attenzione quanto esposto dai relatori della delegazione del Cividalese, ha sostanzialmente confermato l'impressione di una inevitabilità del trasferimento del Laboratorio di Analisi da Cividale ad altra sede.
Ci si dirà che alla gente, se si mantiene a Cividale la sede dei prelievi, non importa dove (Cividale, Udine, Palmanova, ...) vengono lavorati i campioni biologici da esaminare, quanto piuttosto la rapidità e l'attendibilità delle risposte delle analisi effettuate.
Per noi e per tutte le altre forze del centro-sinistra la possibile perdita del Laboratorio di Analisi rappresenta un ulteriore indebolimento dell'ospedale di Cividale che, lo ricordiamo ancora una volta, già tanto ha dato alla riforma della Sanità in chiusura di reparti e perdita di servizi. Perdere il Laboratorio di Analisi vorrebbe anche dire perdere l'unica attività a Cividale che, in qualche modo, è remunerativa per l'Azienda di cui il nostro ospedale è parte (Az. Osp. Santa Maria della Misericordia - Udine). Insomma si tratta di un altro pezzo di ospedale che se ne va; per di più temiamo che l'unificazione dei servizi di analisi prepari il terreno ad una loro esternalizzazione e privatizzazione.
Qualche cosa in più sembra emergere invece sulla day surgery e c'è la concreta possibilità che tutta la chirurgia minore del Santa Maria di Udine venga trasferita a Cividale. Un passo che potenzierebbe un po' il nostro ospedale, che alleggerirebbe il notevole carico di lavoro che oggi grava su Udine e che non comporterebbe grossi problemi organizzativi visto che l'Ospedale di Cividale è parte dell'ospedale di Udine. Ma il il trasferimento della day surgery non è una operazione semplice e forse per la sua messa a regime ci vorrà un anno e più. Non sappiamo se poi il trasferimento avrà carattere temporaneo o se rappresenta una scelta strategica (nel primo caso c'è il grosso rischio che fra 2-3 anni tutto ritorni come prima) e non sappiamo nemmeno se l'ospedale di Udine è veramente disposto ad accettare questo passaggio.
Molti nodi rimangono irrisolti e i rischi per la sopravvivenza del nostro ospedale sono reali. In questo senso l'assemblea pubblica del prossimo 2 marzo (
"Quale futuro per l'ospedale di Cividale?" con la partecipazione di autorevoli esponenti della maggioranza regionale - N.d.R.) ha il compito di segnalare la ferma volontà del Cividalese di difendere l'ospedale e vuole essere una ulteriore occasione per fare sentire la nostra voce.
Un risultato, per quanto piccolo, forse è stato ottenuto: le nostre argomentazioni sono state ascoltate.
Speriamo non ci si fermi a questo.

Udine, 19 febbraio 2004

PRC - circolo del Cividalese

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