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dossier sanità

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un tour fotografico fra
sprechi e disillusioni

in viaggio con Pio De Angelis e Kristian Franzil
(Consiglieri Regionali di PRC)
all'interno dell'ospedale di Cividale

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L'ospedale di Cividale e il suo futuro sono stati in questi giorni oggetto di un acceso dibattito politico che ha visto intervenire, sugli organi di stampa, il Sindaco di Cividale, alcuni esperti della sanità, l'Assessore Regionale Pecol Cominotto, alcuni politici e, non ultimo, anche il circolo del Cividalese di PRC. La situazione è oggettivamente "confusa" e, nonostante le rassicurazioni dell'Assessore Regionale alla Sanità, temiamo che le prospettive per l'ospedale di Cividale siano poche e di scarso respiro.
In questo contesto, alcuni giorni fa, con la partecipazione dei Consiglieri Regionali di PRC Pio De Angelis e Kristian Franzil, abbiamo effettuato una visita alla struttura ospedaliera di Cividale per capire meglio la situazione dell'ospedale e per avere ulteriori elementi in vista di quell'importante passaggio politico che sarà la prossima discussione del Piano a MedioTermine.
Un passaggio che si preannuncia impegnativo e che rischia di far venire al pettine alcuni importanti nodi politici: finalmente si capirà in quale modo le forze politiche della maggioranza regionale vogliono riscrivere la Legge 13, che destino si prepara per i piccoli ospedali, quale diritto alla salute si vuole garantire ai cittadini della Regione...
Non è facile rendere per iscritto le sensazioni e le osservazioni che abbiamo fatto durante il nostro percorso: non sono mancati momenti di stupore e anche di indignazione per l'uso scorretto che è stato fatto del denaro pubblico, per il non utilizzo di strutture nuove e per quelle che ci sono sembrate delle occasioni lasciate volontariamente perdere per il nostro ospedale. Abbiamo avuto la sensazione di trovarci in quelle Regioni d'Italia che molto spesso sugli organi di stampa sono additate come esempio da non seguire per le modalità di utilizzo dei fondi pubblici.

Abbiamo cominciato la nostra visita con un passaggio al nuovo Pronto Soccorso. I lavori di ristrutturazione, per la cui esecuzione è stato necessario un notevole onere finanziario, sono terminati da più di un anno; non mancano soluzioni d'avanguardia e accorgimenti tecnici raffinati (pensiamo alla pavimentazione in materiale antistatico), l'astanteria è comoda e funzionale, gli spazi sono numerosi, i servizi sono moderni e adeguati, l'accessibilità per i pazienti e le ambulanze è buona, ...
Non mancano nemmeno i problemi e, a un anno dalla fine dei lavori, sono già evidenti i primi segni di deterioramento: in alcuni locali sono chiaramente visibili i segni delle infiltrazioni d'acqua (il rischio di infiltrazioni era noto da tempo, ma pare che a questo non si sia pensato) con sollevamento delle mattonelle di pavimentazione e il distacco di calcinacci. Si è parlato anche di alcuni errori in sede di realizzazione dei lavori e anche l'altezza dei locali, seppure per alcuni centimetri, non sarebbe a norma.
Comunque sia, il tutto oggi si trova in un desolante stato di abbandono con polvere, calcinacci sparsi qua e là, attrezzature varie accumulate in corridoi.

nuovo Pronto Soccorso - 1 giugno 2004

La nostra visita è proseguita in quella parte dell'edificio principale che si trova a fianco e sopra l'attuale Pronto Soccorso.
Al piano terra e al secondo piano abbiamo trovato una serie di locali molto belli e accoglienti anche se, fino ad ora, mai utilizzati. Al momento della ristrutturazione dell'edificio si è prestata una notevole attenzione alla sicurezza: si sono realizzate più vie di fuga (una ogni circa 15-20 metri) da utilizzare in caso di pericolo, sono state installate numerose porte taglia fuoco per isolare i reparti in caso di incendio e agevolare l'evacuazione dei pazienti, sono state costruite delle "aree sicure" in cui portare i pazienti in caso di pericolo.
Le stanze sono accoglienti e sono dotate di aria condizionata, di servizi igienici moderni e in linea con le esigenze dei pazienti e, per quanto riguarda lo spazio a disposizione dei malati, siamo molto vicini al parametro ideale di 9 mq di spazio per paziente. I locali sono però assolutamente vuoti e non mancano voci che imputano questo inutilizzo a problemi di inagibilità.
Se questa ipotesi fosse confermata riuscirebbe difficile capirne la ragione visti i recenti interventi di ristrutturazione.

area sicura (piano terra) - 1 giugno 2004 ------------------------------ stanza per degenti (II piano) - 1 giugno 2004

servizi per degenti (II piano) - 1 giugno 2004 -------------------------- corridoio reparto (II piano) - 1 giugno 2004

Ben diversa la situazione al primo piano, corridoi con polvere e calcinacci, tubi scoperti, buchi nei muri, tutti segni di un lavoro non ancora compiuto. Perché i lavori sono stati improvvisamente interrotti? Forse per esaurimento dei finanziamenti o forse perché qualcuno si è ricreduto sull'opportunità di portare a termine gli interventi programmati.

corridoio reparto (I piano) - 1 giugno 2004

Fa una certa impressione vedere la fine che hanno fatto i circa 15 miliardi di lire investiti in lavori di ristrutturazione e duole vedere dei locali, che potevano diventare sede della day surgery aziendale, trovarsi nello stato di abbandono attuale.
Ci chiediamo che senso abbia avuto investire la gran somma di denaro di cui sopra per poi prevedere per l'ospedale di Cividale un destino da "poliambulatorio"

La nostra visita si è fermata all'ingresso del reparto dove si trovano le 4 sale chirurgiche. Si è parlato di recente della necessità di mettere a norma le sale operatorie per alcuni problemi all'impianto elettrico, alla raccolta dei gas e al condizionamento.
Il progetto presentato dal centro-sinistra di Cividale nel corso delle manifestazione al Teatro Ristori dello scorso 2 marzo attribuisce alla day surgery un ruolo importante nella sopravvivenza del nostro ospedale. La day surgery, di cui si propone la realizzazione, dovrebbe accogliere anche pazienti provenienti dall'ospedale di Udine e dovrebbe alleggerire il notevole carico di lavoro che oggi grava sul Santa Maria della Misericordia.

sala chirurgica - 20 aprile 2004

Un progetto minimo (per di più in linea con la L.R.13) che è stato formulato con la volontà di dare all'ospedale di Cividale una prospettiva a breve termine. Per realizzare questo progetto non ci vorrebbero nemmeno grandi interventi di carattere finanziario e anche i lavori da eseguire sulle sale chirurgiche non sarebbero molto impegnativi (migliorare il condizionamento dell'aria, migliorare l'impianto per la raccolta dei gas, risistemare l'impianto elettrico e poco altro). Eppure le resistenze appaiono fortissime ed è evidente la scarsa volontà politica di dare agli ospedali periferici un ruolo che non sia quello di banale poliambulatorio.
Le resistenze vengono innanzitutto dai grandi ospedali (Santa Maria della Misericordia, per quel che riguarda l'ospedale di Cividale) che non hanno alcuna intenzione di trasferire in altra sede tutti quei piccoli interventi di routine che appesantiscono il normale carico di lavoro e impediscono di concentrarsi su patologie più complesse. Le resistenze sono anche di natura economica e derivano principalmente dal timore di vedere tagliati i budget che, vista la logica aziendalistica, dipendono molto dal numero di interventi effettuati.
Non è poi chiaro quali sia la volontà dell'Assessore Regionale alla Sanità: in passato (anche recente) ha manifestato interesse per i piccoli ospedali e ha preso in considerazione la possibilità di far effettuare presso queste strutture tutta la day surgery dei grandi ospedali.
Ad oggi, a parte il depotenziamento del laboratorio di analisi, non è stato fatto nulla. Le garanzie che l'assessore ha fornito recentemente sul futuro dell'ospedale di Cividale sono poco convincenti, hanno l'aria della promessa "quieta animi" e riprendono in parte promesse già fatte in precedenza da altre amministrazioni. Non favorisce la reciproca fiducia il fatto che l'assessore non abbia mantenuto la parola data a inizio marzo circa la contestualità fra alcune scelte operative per l'ospedale e la approvazione del Piano a Medio Termine.
Ci preoccupa il fatto che il Piano a Medio Termine non sia stato ancora presentato (si fanno sempre più insistenti le voci su uno slittamento ben oltre il termine di fine giugno), non ci convince l'idea della approvazione di uno stralcio di Piano solo per Cividale, ...
Molti i dubbi e le perplessità. Di sicuro sappiamo che la day surgery cividalese è abbondantemente sotto utilizzata, che chiuderà per ferie a luglio e agosto e, se partiranno i lavori di messa a norma delle sale chirurgiche nei modi che temiamo (a partire cioè dalle sale in migliori condizioni), rimarrà chiusa anche nei mesi successivi.
Chiudiamo qui queste righe segnalando che il centro-sinistra cividalese ha richiesto nei giorni scorsi un incontro politico all'assessore Pecol Cominotto per capire bene quali sono le reali intenzioni dell'amministrazione circa il futuro della sanità in Regione e dell'ospedale di Cividale.
Aspettiamo una risposta.

Cividale del Friuli, 3 giugno 2004

la redazione del sito

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