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dossier sanità

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parliamo ancora
di sanità

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A margine di un incontro con l'assessore Beltrame - 12 giugno 2006
Sanità a Cividale: alcune nostre considerazioni

Due mesi fa circa PRC e PdCI hanno presentato in Consiglio Regionale una progetto di Legge che si propone di cambiare profondamente la legislazione regionale in tema di sanità e mira in buona sostanza alla revisione della L.R.13 che tanti danni ha prodotto alla sanità pubblica. Non sappiamo se questo testo verrà mai discusso. Non manca il tempo per farlo, anche se ci stiamo avviando alla fine della legislatura, forse manca la volontà politica e forse alcune forze del centro-sinistra ritengono sostanzialmente valido l'impianto legislativo attualmente in vigore.
Per l'ospedale di Cividale non vi sono ancora precise garanzie sul futuro. Sappiamo che sono in previsione ulteriori lavori e si parla di una prossima ristrutturazione del padiglione di levante e della possibilità che questi ospiti in futuro 14 posti letto per la dialisi e i malati in stato vegetativo. Il padiglione centrale, che ospita fra l'altro l'RSA, è già stato in recente passato oggetto di lavori, ma sono in previsione alcuni lavori di adeguamento di carattere antisismico (?) e c'è la consistente possibilità che gli spazi ora occupati dalle cucine siano in futuro riservati ad attività di tipo amministativo.
Non possiamo che apprezzare la volontà di intervenire sugli edifici e migliorarne le caratteristiche strutturali e funzionali, ma dobbiamo anche dire che già in passato non sono mancati interventi edilizi, anche importanti, che hanno prodotto alla fine ben poco di apprezzabile dal punto di vista sanitario. Abbiamo ancora sotto gli occhi l'esito della ristrutturazione del pronto soccorso: un grande investimento di denaro pubblico che ha rimesso a nuovo dei locali che oggi sono ancora inutilizzati e in via di progressivo degrado per il sostanziale abbandono in cui versano. Non sappiamo il perché di questo inutilizzo, di sicuro sappiamo che il pronto soccorso si trova ospitato ancora in una collocazione non adeguata.
Non è nemmeno chiaro che fine abbia fatto lo studio di fattibilità circa la realizzazione a Cividale di un ospedale per le cure continue commissionato a uno studio specializzato; ci sembra sia stato congelato in attesa di completare i lavori a cui abbiamo fatto cenno nelle righe precedenti.
Quello che invece appare chiara è la volontà di far apparire come superato il problema della revisione della L.R. 13 sostenendo che con le recenti delibere approvate dalla Giunta e con i prossimi interventi si salverà comunque la struttura ospedaliera di Cividale.
Che un atto "amministrativo" possa eludere una legge non ci convince proprio; nè tanto meno ci convince l'idea che salvato l'ospedale di Cividale i problemi regionali della sanità si possano egoisticamente consideare risolti.
Intanto si parla di un investimento regionale di circa un milione di euro per adeguare i locali del poliambulatorio di Manzano in vista di un accordo con un privato (la Olomed) finalizzato alla realizzazione di un centro di diagnostica per immagini (radiografia, ecografia, ...). Se così fosse si creerebbe un ulteriore vulnus alla struttura ospedaliera di Cividale che si troverebbe a competere in condizioni svantaggiate con un privato convenzionato.
Forse saremo un po' maliziosi, ma abbiamo la sensazione che, in vista delle prossime elezioni regionali, qualcuno si prepari a vendere un po' di fumo e non voglia mantenere l'impegno contenuto nel programma di Intesa Democratica di rivedere la legge 13, potenziare la sanità pubblica, fornire un servizio migliore sul territorio.
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Solo cambiando la legge si garantisce
realmente il diritto alla salute
intervista con il consigliere regionale di PRC Pio De Angelis - 17 luglio 2006

Redazione: agli inizi di aprile, dopo quasi due anni dalla prima presentazione pubblica, avete depositato il progetto di legge di PRC che prevede una profonda revisione del quadro normativo che governa la sanità regionale. Crediamo non siano mancati in questo intervallo di tempo contatti con le altre forze politiche del centro-sinistra regionale e crediamo che abbiate avuto modo di parlare dei problemi della sanità regionale. Eppure non sembra imminente alcun cambiamento e, a poco più di un anno e mezzo dal termine della legislatura, crediamo non ci sia la volontà di cambiare la sanità regionale ...
Pio De Angelis:
la sensazione è che da parte della maggioranza non ci sia una grande voglia di affrontare l'argomento. Una certa "resistenza" a prendere in esame la possibilità di cambiare la L.R. 13 è in parte attribuibile al fatto che la legge su cui vogliamo intervenire è stata a suo tempo sostenuta da settori importanti dell'attuale maggioranza. Credo però che a questo punto, visto anche gli atti amministrativi che la Regione ha posto in essere con il Piano della Riabilitazione e il Piano Socio-sanitario triennale, sia doveroso arrivare a una modifica di una legge che ha prodotto molti danni al diritto alla tutela della salute nella nostra Regione.
Noi abbiamo depositato all'Ufficio di Presidenza la nostra proposta di legge lo scorso 4 aprile e ci auguriamo che la discussione possa avviarsi entro l'anno; non dovesse avvenire nulla ricorreremo alle procedure d'urgenza previste dal regolamento e porteremo la nostra proposta direttamente in aula con tutte le conseguenze politiche, che questo potrebbe determinare nella maggioranza.

Red.: ma credi ci siano i tempi tecnici per una discussione in aula della proposta di Rifondazione?
P.D.A.:
i tempi tecnici ci sono; se solo cominciassimo a discuterla a settembre potremmo portarla in aula entro la fine dell'anno. Si tratta di un lavoro non da poco perché c'è da mettere mano alla L.R. 13 e anche alla L.R. 12 (quella che ha istituito le Aziende Sanitarie - N.d.R.). Ci sono poi tutti i nodi che affliggono la sanità regionale da affrontare, primo fra tutti le lunghe liste di attesa per visite e prestazioni. C'è da intervenire sulle attività dei medici degli ospedali, c'è da risolvere il prolema di come vengono svolte le attività di tipo privatistico all'interno delle strutture pubbliche. Non è accettabile che sia diventato normale che un intervento/visita che può richiedere mesi di attesa per essere effettuato, sia eseguito nello stesso ospedale dagli stessi medici dopo pochi giorni pagando privatamente. Questo vergogna deve essere superata e la nostra proposta di legge vuole anche agire in questa direzione stabilendo che i medici possano lavorare privatamente solo se hanno garantito un minimo di prestazioni pubbliche. Chiediamo che le attività delle sale operatorie e le diagnostiche siano programmata su 2 turni per sei giorni la settimana ...

Red.: non credi che ci siano forti resistenze a cambiare una situazione che indebolisce la sanità pubblica e prepara la strada alla privatizzazione della sanità?
P.D.A.:
probabilmente ci sono resistenze, ma l'Amministrazione regionale deve decidere se tutelare le baronie mediche o gli interessi dei cittadini.

Red.: e le resistenze politiche?
P.D.A.:
la sensazione che ho personalmente è che nell'Assessorato regionale ci sia una certa "timidezza" ad affrontare la questione e così facendo in pratica si schiera con chi ritiene che la legge 13 sia una buona legge quando tutte le evidenze dimostrano la sua sostanziale inapplicabilità. Cedo poi che nemmeno il presidente Illy voglia intervenire sulla legge attualmente in vigore.

Red.: per i piccoli ospedali quali le prospettive?
P.D.A.:
per gli ospedali piccoli (Maniago, Cividale, Sacile, Gemona e Spilimbergo) il Piano Sanitario prevede il mantenimento delle funzioni attualmente in essere e il potenziamento di una serie di prestazioni che sono quelle che possiamo riassumere nella cosidetta "continuità terapeutica" (RSA, riabiltazione, hospice, ...).
Alla luce del Piano della Riabilitazione, del Piano Socio-sanitario triennale e dei dati epidemiologici, crediamo però che questi ospedali abbiano un futuro nella continuità terapeutica, nello svolgimento di quelle funzioni ospedaliere indispensabili nel territorio in cui si collocano, lasciando l'attività più complesse ad alta specializzazione ad altre strutture ospedaliere. Non può poi mancare il Pronto Soccorso che specie negli ospedali a cui fanno riferimento le zone montane è indispensabile per garantire una garanzia di salute.
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