- dossier sanità -
ospedale di Cividale:
chiusura imminente?intervista al dr. Stefano Pustetto -
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Recenti notizie di stampa hanno riportato di attualità il problema della sanità nel Cividalese e, di conseguenza, della chiusura o meno dell'ospedale di Cividale. Si ripete periodicamente la solita altalena di allarmi e speranze eppure una attenta lettura della situazione dovrebbe mostrare come, in questa vicenda, non ci sia alcuna sostanziale novità. L'ospedale di Cividale, lo ribadiamo, almeno come struttura degna di questo nome, non c'è più da un pezzo e la tanto conclamata messa in rete con l'ospedale di Udine, pur con tutti i limiti di questa proposta, di fatto è stata avviata solo sulla carta e lì con tutta probabilità rimarrà. Intanto continuano i lavori di ristrutturazione dell'ospedale con una previsione di spesa superiore ai 15 miliardi di lire (si parla addirittura di 30 miliardi). A cosa serve questa ristrutturazione? Che senso ha? Solo per trasformare l'ospedale in una R.S.A.? Ma non doveva esserci anche il reparto di medicina? E la day surgery si farà? Non è che fra poco partiranno nuovi lavori di ristrutturazione di quanto appena ristrutturato? Il quadro che appare davanti agli occhi è assurdo e illogico. Sempre più incomprensibile è, a nostro avviso, anche il senso degli ormai rituali incontri dei sindaci del mandamento sul problema sanità. L'ultimo, il 23 gennaio, che avrebbe dovuto svolgersi in presenza dell'Assessore Regionale alla Sanità Tondo (che poi non è potuto intervenire) si è risolto nella solita sequenza di richieste di garanzie e rassicurazioni; poche le voci di critica alla legge sulla sanità (vero nodo del problema) e qualche "minaccia" di mobilitazione popolare (forse è un po' tardi). Intanto i problemi rimangono lì sul tappeto e riguardano l'intero comparto della sanità regionale; i piccoli ospedali verranno probabilmente definitivamente chiusi, i veri centri di spesa, di potere e di prestigio rimarranno intoccati e chi ci rimetterà sarà la salute del cittadino.
intervista a Stefano Pustetto
a cura della redazione del sito - 24 gennaio 2001Il Direttore dell'ASS N.4 "Medio Friuli" ha comunicato ai dipendenti che "Salvo il diritto di esprimere valutazioni e diffondere informazioni a tutela dei diritti sindacali e dei cittadini, il dipendente si astiene da dichiarazioni pubbliche che vadano a detrimento dell'immagine dell'amministrazione". Un richiamo significativo il cui scopo è quello di tacitare le molte voci di critica che, anche dall'interno del mondo della sanità, si stanno levando per la situazione di "difficoltà" che sta investendo la sanità regionale. Ringraziamo il dr. Stefano Pustetto per l'intervista che ci ha concesso e riteniamo quaesto ringraziamento ancora più doveroso in considerazione delle possibili sanzioni che gli potrebbero derivare. L'intervista che segue prende spunto dal recente incontro sulla questione Ospedale tenutosi a Cividale fra i Sindaci del mandamento.
Redazione: ci troviamo ancora a parlare dell'ospedale di Cividale e ci troviamo a ripetere probabilmente ancora le stesse cose. Eppure credo sia giusto parlarne e sia giusto cercare di dire ancora come stanno, a nostro parere, le cose ...
Stefano Pustetto: Credo tu abbia ragione, nel senso che le cose che diciamo e le posizioni che sosteniamo sono note e pubbliche da anni. Eppure dobbiamo ridirle nella speranza che diventino un comune sentire, necessario per evitare il tracollo completo della sanità pubblica e fare marcia in dietro. Il dato di fatto da cui bisogna partire è che la legge di riforma della sanità regionale sta producendo dei danni irreparabili alla sanità e non vorrei, come temo, che ci si rendesse conto di ciò a demolizione completata.Red.: una legge che sta producendo danni e non risparmi; eppure doveva risolvere i problemi della sanità in Regione, avviare un risanamento economico, aprire una nuova stagione nella sanità pubblica, essere un modello da proporre alle altre Regioni, ...
S.P.: Nell'applicazione di una legge (per quanto sbagliata) deve comunque esserci una logica. Nonostante tutti i miei sforzi, nella politica sanitaria di questa Regione non riesco a vedere nessuna progettualità, nessuna logica, nemmeno quella del risparmio. Hanno proposto e fatto tagli indiscriminati in nome del risparmio a tutti i costi non ricordando (o forse facendo finta di non ricordare) che i tagli indiscriminati non producono risparmi, ma aumenti di spesa, come ampiamente dimostrato dagli sforamenti del bilancio della sanità in Friuli - Venezia Giulia. Non solo, il sistema introdotto sta inducendo aumenti di spesa con l'aggravante di un peggioramento del servizio e delle condizioni di lavoro del personale sanitario, con tutto ciò che questo può comportare (boom dello straordinario, aumento dello stress, maggiori possibilità di errore, ecc.)Red.: la stessa maggioranza regionale sembra non avere le idee chiare su come applicare una legge che essa stessa ha approvato e sostenuto con il concorso anche di alcune forze che ora sono all'opposizione ...
S.P.: Se la legge dovesse essere applicata in toto, chiuderebbero tutti i piccoli ospedali. Ma basta dare un'occhiata in giro per scoprire che l'ospedale di Gemona è diventato "intoccabile" perché collegato alla Facoltà di Medicina di Udine e quello di Spilimbergo probabilmente non verrà chiuso perché il Comune è retto da un Sindaco leghista. Alla fine chiudereanno gli ospedali di Cividale, Maniago e Sacile la cui collocazione territoriale è politicamente irrilevante. La realtà è che non si sta lavorando per un reale miglioramento dei servizi, ma per tamponare delle falle che sono intamponabili, perchè non si toccano i veri centri di spesa e di spreco che sono le due università, i reparti doppione, ecc.Red.: Molinaro e Mattassi sembrano aver preso di recente posizioni diverse da quelle assunte in passato sulla Legge Regionale di riforma della sanità, che pure hanno sostenuto ed approvato ...
S.P.: Verrebbe da dire "meglio tardi che mai" e spero sinceramente che siano in buona fede. Non vorrei invece fosse una manovra, nemmeno molto originale, per preparare la propria candidatura alle prossime elezioni politiche confidando, magari, nella scarsa memoria della gente.Red.: nei giorni scorsi hai partecipato all'incontro fra i sindaci del mandamento sul problema ospedale; una tua impressione.
S.P.: Molti di noi, dopo le scorse elezioni comunali a Cividale, hanno visto nello svolgimento in ospedale della prima riunione del Consiglio Comunale un segnale forte, la manifestazione di una volontà di difendere quel po' che rimaneva di sanità a Cividale. A a quel primo segnale è mancata consequenzialità; i sindaci si sono accontentati di alcune promesse (puntualmente smentite, come in passato, dai fatti successivi) e la stessa messa in rete con Udine di fatto non è partita e forse non partirà mai. Poteva essere una soluzione positiva, non certo la soluzione del problema, però poteva salvare l'ospedale attribuendogli un nuovo ruolo di filtro. Al punto in cui siamo sarebbe più onesto dire che a Cividale si vuole lasciare un servizio di ambulanza e qualche ambulatorietto qua e là.
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