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dossier zona artigianale

2003 - 2015

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zona artigianale

a cura della Lista Rinascita

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Ecco un breve percorso nella storia della zona artigianale D2 che doveva sorgere nella zona occidentale di Cividale. Abbiamo cercato di capire cosa è successo a un progetto che, nelle intenzioni iniziali, doveva insediare decine e decine di attività produttive e doveva essere una occasione di sviluppo e lavoro per l'intero comprensorio. Non manca l'usuale percorso nella rassegna stampa e non manca nemmeno un richiamo alle posizioni di chi si è opposto al progetto

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Al Signor Sindaco
del Comune di Cividale del Friuli

Oggetto: Osservazioni alla Variante n. 28 al Piano Regolatore Generale, ex art. 32 L. R. 52/91 e succ. modifiche e integrazioni.

Il sottoscritto Pinto Domenico, nato a Udine il 18.03.1961, residente in Cividale del Friuli, via Scipione da Manzano, 22,

visti i contenuti e la relazione illustrativa della Variante n. 28 al Piano Regolatore Generale di cui all’oggetto, nonché le risultanze del dibattito e della deliberazione consiliare n. 22 del 17.04.2003, formula le seguenti

osservazioni

A - nel merito:
A1.l’area oggetto della variante n. 28 è situata in prospicienza alla zona industriale D1 in modo da determinare il fiancheggiamento della SS54 su entrambi i lati. Verrà a determinarsi così un notevole condizionamento paesaggistico su quella che storicamente è stata considerata la via d’accesso principale alla Città di Cividale del Friuli. In particolare, la chiusura della strada entro due fronti di un edificato di scarsa qualità architettonica, qual è quella che caratterizza le strutture destinate a usi produttivi, determinerà la percezione di un attraversamento “in trincea”. Percezione verosimilmente acuita, stando all’indicazione progettuale, così come è delineata nelle tavole a corredo della relazione tecnica dei professionisti, che prevede l’erezione di un terrapieno a fianco della SS54 sul lato del perimetro della nuova area D2 parallelo alla strada, che si dovrebbe snodare per buona parte del tratto fra le due rotatorie, con un’altezza di m 3 sul piano stradale. La linea dell’orizzonte verso est e sud-est sarà interrotta o addirittura esclusa alla vista e l’arco digradante delle montagne e delle colline cesserà di caratterizzare il panorama da quel punto. Si dubita, inoltre, che il richiamo alla cura e alla qualità dell’edificato, espresso in termini di mera proposta nella relazione tecnica, sia atto “a garantire la permeabilità visiva dell’intera area privilegiando il mantenimento del cono di visuale lungo la ssS4, con il ricorso ad opportune norme di assetto che consentano quote edilizie differenziate in ragione della distanza dalla SS54 stessa”, perché intimamente contraddittorio con la decisione che sta alla base della variante e con la specificità dell’intervento. Ulteriormente turbato risulterà l’approccio alla Città, già deteriorato dalla percorrenza dell’avvallamento ricompreso nella rotatoria in località Grupignano, che condiziona la vista del Cimitero monumentale. Si segnala, per inciso, come la soluzione del terrapieno di cui sopra possa configurarsi come un modo per eludere il problema dello smaltimento dei materiali risultanti dalla movimentazione della terra e dagli scavi per la realizzazione di capannoni, strade e altre opere ricomprese nelle specificità di una zona per insediamenti produttivi.
Si rileva dunque come la scelta della dislocazione dell’area D2 sia in contrasto con parametri urbanistici a tutela degli aspetti paesaggistici;
A2.l’area individuata per l’insediamento è definita “di scarso pregio, ghiaiosa” nelle parole del Sindaco, così come riportate nel verbale della seduta del Consiglio comunale del 17.04.2003, e un tanto trova riscontro nella relazione tecnica dei professionisti, la quale nota come l’area non sia soggetta a vincoli ambientali, urbanistici o idrogeologici. Nel sottolineare come pressoché tutta l’estensione della cosiddetta pianura friulana, essendo di prevalente natura alluvionale, sia caratterizzata da terreno ghiaioso, si rileva l’importanza paesaggistica e ambientale dell’area, ancorché non soggetta a vincolo, in forza delle caratteristiche morfologiche del terreno, digradante verso il fiume Natisone e da considerarsi parte integrante di un sistema ecologico. Si deduce inoltre dalla relazione tecnica che i siti in esame risultano “pianeggianti con pendenze medie tra il 5% e 7%”. Il che lascia intendere la necessità di rettificare le pendenze disfunzionali all’insediamento produttivo, attraverso un intervento di livellamento del terreno, per conferirgli le caratteristiche funzionali più idonee alla bisogna. Si rileva come detta necessità di rettificazione del terreno sia condizionante per un eventuale futuro ripristino e sia dirompente rispetto all’istanza di conservazione della qualità ambientale che tanto diffusamente viene richiamata nella relazione. A questo proposito, è significativo notare come nello stesso documento si prescriva “la creazione di una struttura di spazi a verde sia con funzione di valorizzazione paesaggistica che di mascheramento, di barriera antirumore, di arredo e di qualificazione spaziale; per tale ragione sono previste ampie aree a verde, in prossimità delle rotatorie e lungo il tratto della ssS4 delimitato da queste. In particolare per quest’ultimo sistema individuato con la dicitura di “Verde di filtro ambientale”, è prevista una progettazione specifica di insieme che coniughi la necessità di una funzione schermante con quella della valorizzazione, in senso paesaggistico, dei coni ottici verso l’orizzonte montano che racchiude Cividale, valutando l’opportunità di fare anche ricorso alla modellazione del terreno”. Qui si fa riferimento a una “modellazione del terreno” quale strumento di valorizzazione della qualità ambientale, ma si tratta dell’applicazione dello stesso principio che interviene per la rettificazione di cui sopra: la volontà-necessità di intervenire sull’ambiente per piegarlo alle necessità produttive, in una dimensione in cui il richiamo della salvaguardia dell’ambiente finisce per essere un orpello retorico, atto a pacificare la sensibilità ecologista su un piano psicologico, per così dire, mentre la sostanza sta nella necessità di manipolare l’ambiente in forza di una volontà che da economica si fa politica.
Si sottolinea dunque l’inefficacia e piuttosto la dannosità dell’intervento in termini di salvaguardia ambientale, laddove si evince un atteggiamento di completa noncuranza rispetto al mantenimento delle caratteristiche morfologiche del terreno;
A3.si nota come nel documento a corredo della variante n. 28 “Norme di attuazione”, al punto “c” - “destinazione d’uso”, si preveda: “1. attività industriali e artigianali, ivi compresi gli uffici, il deposito e l’esposizione dei prodotti ditali attività. È consentita anche la funzione mista industriale/artigianale e commerciale a condizione che la vendita sia limitata ai prodotti provenienti dall’insediamento produttivo connesso e a quelli di provenienza anche esterna, purché integrativi e similari del settore specifico; in tal caso l’attività commerciale deve essere inferiore a 400 mq di superficie di vendita, ferme le condizioni della normativa sul commercio in quanto applicabile ai sensi della L.R. 52/91 e succ. integrazioni […] 3. magazzini e depositi anche non connessi all’attività produttiva ed empori per l’edilizia, con una superficie commerciale, riferita ad ogni singola attività, non sup. a 200 mq […] 5. autotrasporti 6. servizi e attrezzature connessi alle singole attività produttive (verde pubblico di filtro ambientale, mensa, infermeria, attrezzature sportive, verde attrezzato, sportelli bancari, impianti tecnologici, stazioni di rifornimento carburante, parcheggi di relazione etc.)”. Si deduce da un tanto che di fatto la nuova zona artigianale potrà ospitare attività commerciali di natura diversa, per quanto connessa con le tipologie indicate dalla normativa, e di provenienza allogena rispetto alla produzione locale. Si rileva come una normativa siffatta abbia elementi atti all’introduzione surrettizia di una destinazione d’uso diversa rispetto ai termini ufficiali in base ai quali si propone la variante n. 28. Si nota altresì come sia richiamata nella normativa la voce “autotrasporti”, che non ne specifica la funzionalità, lasciando indecisa la questione dell’eventuale utilizzo di un’area interna alla zona D2 ai fini di rimessaggio di mezzi adibiti al trasporto pubblico di persone. Si rileva che un’area per il rimessaggio delle autocorriere è stata istituita con la variante n. 29;
A4.si nota come nella relazione tecnica siano forniti dati presuntivi sul carico del traffico veicolare nella zona, sottolineandone nel contemp la contiguità con lo scalo ferroviario. Si rileva da un lato che detta contiguità non è tale da alleviare i cárichi di traffico, rendendosi necessario un consistente e continuo trasporto delle merci verso e dallo scalo, con attraversamento e conseguente impegno della SS54; denl’altro che le caòat4eristiche della zona D2, che, come sottolineato al punto precedenue, contemplano l’esercizio di attività emporiali e commercialii sono tali da lasciare supporre un incremento del traffico ben oltre i limiti indicati nella relazione. Si rileva come un incremento del traffico veicolare in incidenza sulla SS54, quand’anche restasse nei limiti previsionali indicati, costituirebbe un aggravio molto rilevanve di una situazione già critica, in assenza peraltro di progetti, sia pure a medio-breve termine, per la risoluzione di un problema già notevole allo stato attuale. Si rileva come la costituzione della nuova zona artigianale D2 avvenga in assenza di un approfondito studio della viabilità che consenta di prevedere e di razionalizzare i flussi di traffico, togliendo a questa realizzazione un orizzonte progettuale complessivo di più ampio, quanto necessario, respiro;

B - nel metodo:
B1.si nota come la variante n. 28 sia conseguente a un assunto che la Giunta Municipale ha fatto proprio con delibera n. 145/2001, la quale a sua volta è conseguente alla delibera della Giunta Municipale n. 463/2000, stabilendo la necessità di individuazione sul territorio di una zona idonea da destinare a insediamenti produttivi. Si rileva come tale assunto sia fondativo di una volontà politica, la quale deve essere stata determinata dalla ricezione di indicazioni provenienti dalle realtà economiche un uno con l’avviamento di un’analisi delle prospettive di sviluppo del territorio, da contemperare con le istanze del comune interesse. Quanto alle condizioni nelle quali si sono espresse la istanze dei soggetti economici recepite dall’Amministrazione Comunale, si rimanda al successivo punto B4.
Qui si rileva come la volontà politica di cui si tratta si riconosca nei termini di una relazione tecnica che, a puntello argomentativo della necessità della variante n. 28, adduce ipotesi di sviluppo economico che risultano poco convincenti, essendo basate su dati analitici e previsionali di origine governativa ampiamente smentiti dalla realtà, laddove risulta piuttosto difficile valutare gli elementi di una crisi economica che, dietro gli aspetti congiunturali evocati nel riferimento alla “fase di rallentamento della crescita economica vissuta a livello mondiale e nazionale nel corso del 2001”, presenta aspetti strutturali riconosciuti da più parti. Si ricorda come sia in corso di redazione la variante generale al P.R.G.C., sul cui sfondo va riconosciuto e valutato tutto il peso di una decisione politica che stabilisce l’estensione, l’ubicazione e la tipologia della zona D2, con le caratteristiche di duttilità che a quella zona si attribuiscono, così come sopra richiamate: si rimarca dunque il carattere politico che travalica gli elementi di reale necessità sia della variante quale strumento di corretta amministrazione nel contesto dato sia della dislocazione dell’area individuata, come risulterà chiaro al successivo punto B4;
B2.si nota come la relazione tecnica riconosca la compatibilità della zona D2 in base a alcune considerazioni, proposte in numero di 13, fra le quali, al punto 12, che “l’area non è soggetta a vincoli o servitù militari. Con il futuro superamento dei vincoli di interesse militare nella zona ex Polveriera a margine dell’area, si può determinare la previsione di una ulteriore zona di espansione produttiva verso sud”. Si nota altresì che in altro luogo (p. 10 della relazione tecnica), laddove si formulano alcune proposte in ordine all’utilizzazione del suolo e all’edificazione, fornendo indicazioni sull’utilizzo della viabilità, si parla della “possibilità di garantire una futura espansione verso est”. Si rileva come su questo tema il dispositivo tecnico si offra a una lettura ambigua, alludendo a possibilità che oggi, in assenza del nuovo strumento urbanistico, perché in corso di redazione da parte degli stessi professionisti che hanno elaborato la relazione qui in oggetto, possono essere considerate per un verso come l’evocazione di una mera eventualità, ma anche, per altro verso e in modo più cogente, come un’indicazione più puntuale, ancorché sfumata, circa le previsioni contemplate nel nuovo P.R.G.C., tale da determinare anche eventuali fenomeni di speculazione. Si sottolineano dunque, a margine, elementi di scorrettezza che si palesano nel coincidente incarico ai medesimi professionisti di redazione della variante in oggetto e della redazione della variante generale del P.R.G.C., stante le segretezza dei contenuti della redigenda variante generale del P.R.G.C., che qui si lasciano peraltro intravedere, la cui conoscenza è esclusiva dei professionisti e della Giunta Municipale per motivi che si dicono di garanzia;
B3.si nota come la relazione tecnica demandi alla formulazione di un P.R.P.C. “di iniziativa pubblica o privata” la progettazione e la realizzazione della zona D2. Si rileva come ciò apra la possibilità di un disimpegno da parte del Comune su un tema di grande rilevanza, quale quello della gestione e della cura del territorio, e ciò proprio in corrispondenza di una variante di importanza decisiva. Laddove l’importanza è da intendersi sia in senso soggettivo, per la scelta politica dell’Amministrazione di adire lo strumento della variante di Piano, sia in senso oggettivo, per i traumi che la variante n. 28 causerà su un territorio già pesantemente segnato. Si paventa altresì, in mancanza di un controllo diretto e puntuale della parte pubblica sulla progettazione, l’affermarsi di un disinteresse per la qualità architettonica, oltre che urbanistica, del futuro edificato, quale matrice di un’ennesima violazione del diritto del cittadino alla qualità urbanistica e architettonica;
B4.si rileva come l’approvazione della variante n. 28 nella seduta del Consiglio Comunale del 17.04.2003, di cui alla deliberazione n. 22, sia avvenuta in un contesto condizionato da alcuni fattori, che di seguito riassumo in due punti. a) Della Giunta Municipale fanno parte la dott.ssa Bernardi Daniela e il sig. Miani Elia, i quali risultano ricoprire, perlomeno e sicuramente al momento dell’approvazione della variante n. 28 in Giunta e in Consiglio Comunale, cariche all’interno di associazioni artigiane di categoria, la dott.ssa Bernardi essendo membro della Giunta esecutiva dell’Unione Artigiani e Piccole Imprese Confartigianato, il sig. Miani essendo Vice Capo provinciale di categoria della U.A.F. di Udine e componente del Direttivo Mandamentale della U.A.F. di Cividale del Friuli, Valli del Natisone e del Torre. Si nota altresì come della Giunta esecutiva dell’Unione Artigiani e Piccole Imprese Confartigianato risulti membro il sig. Laurino Mario, che riveste altresì la carica di Presidente del Consiglio di Amministrazione del Consorzio Artigiano e Piccole Imprese di Cividale - Società consortile a responsabilità limitata, che all’atto dell’approvazione della variante n. 28 da parte del Consiglio Comunale aveva già acquistato circa 40 dei 50 ettari di terreno nella zona ricompresa nella D2. b) Il Consigliere comunale e capogruppo di “Ora si lavora”, avv. Monai Carlo, è membro del Consiglio di Amministrazione del Consorzio Artigiano e Piccole Imprese di Cividale - Società consortile a responsabilità limitata.
Quanto al punto a): la posizione della dott.ssa Bernardi è tale da indicare l’ipotesi di un conflitto delle cariche e delle funzioni che ricopre. È bensì vero che ella non ha diritto di voto nel Consiglio Comunale, in quanto assessore esterno, ma è vero che in veste di assessore è intervenuta nel dibattito consiliare, come testimoniato nei verbali, apportando elementi argomentativi a sostegno della variante n. 28 in votazione e dunque contribuendo al processo di convincimento e di condivisione sfociato poi nel voto favorevole della maggioranza. E è altrettanto vero che la dott.ssa Bernardi partecipa quale membro effettivo e con diritto di voto ai lavori della Giunta Municipale: è plausibile ritenere che, quale sostenitrice e interprete di istanze di categoria, e nella fattispecie della categoria produttiva beneficiaria della variante n. 28, ella non si sia trovata nella condizione migliore per formulare un giudizio scevro da influenze e totalmente improntato al perseguimento dell’interesse comune. In tale senso la posizione di membro della Giunta esecutiva dell’Unione Artigiani e Piccole Imprese Confartigianato, condivisa con il sig. Laurino Mario, rappresentante di un interesse costituito e diretto interessato all’approvazione della variante n. 28, risulta viziata da un sospetto di incompatibilità e di conflitto di interessi che, quando non fosse individuabile sulla base delle leggi in vigore, appare netto sotto il profilo politico. Un vizio di natura simile è rilevabile anche nella posizione dell’assessore Miani Elia, il quale ha peraltro espresso voto favorevole in Consiglio Comunale alla deliberazione n. 22 del 17.04.2003, che adotta la variante n. 28. L’assessore Miani ricopre cariche direttive in un’associazione artigianale di categoria, diversa sotto il profilo istituzionale, oltre che per il ruolo e per il peso della U. A. F. rispetto all’Unione Artigiani e Piccole Imprese Confartigianato, ma appare evidente che anche nel suo caso sia rilevabile la fattispecie della rappresentanza di interessi costituiti in contemporanea con l’esercizio di un pubblico ufficio.
Quanto al punto b): il Consigliere Monai non ha partecipato alla discussione e al voto in merito alla variante n. 28, come risulta dagli atti, ma la sua posizione va considerata alla luce di un lavoro politico di mediazione che si è dipanato nel tempo e che nel Consiglio Comunale ha trovato un approdo, per esempio nel voto favorevole del Consigliere del gruppo “Ora si Lavora” presente in aula durante la seduta del 17.04.2003. Se non si può parlare di patente conflitto di interessi, si deve tuttavia rilevare in questo caso la condivisione da parte di una forza di minoranza delle proposte della Giunta Municipale, di cui fanno parte esponenti della categoria beneficiata dalla deliberazione n. 22. Si devono constatare i termini di una connivenza politica, perlomeno, fra persone che, anche nel loro ruolo istituzionale, a vario titolo sono rappresentanti di interessi precisi e costituiti. Si rileva dunque come, pur volendo considerare perfettamente salva la forma nel rispetto del dettato della legge, la deliberazione n. 22 sia giunta al voto consiliare in un contesto condizionato da interessi convergenti che si sono composti in un atto politico su cui grava il sospetto della non preminenza dell’interesse pubblico.

Cividale del Friuli, li 3 novembre 2003

Domenico Pinto

 

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rassegna stampa

In questa sezione del nostro "dossier" proponiamo una selezione di articoli apparsi sulla stampa locale in cui, direttamente o indirettamente, si parla della zona artigianale D2.

- 25 novembre 2015 - Messaggero Veneto - Zona artigianale: nessun "decollo", alla Ziu di Udine non interessa - Tramonta l’unica speranza di lancio della zona artigianale cividalese, complesso fantasma – solo un capannone sorto nell’amplissima area urbanizzata alle porte della città ducale – il cui futuro rappresenta, a questo punto, una totale incognita. La Ziu di Udine, insistentemente corteggiata dal locale Consorzio artigiani (realtà oggi in liquidazione) e dal Comune, si tira ufficialmente indietro: in un sopralluogo effettuato di recente, infatti, «si è appurato che molti dei terreni in vendita sono gravati da servitù di linee elettriche e non risultano quindi utilizzabili a scopi edificatori».
Così recita una lettera inviata dalla Ziu, appunto, al Consorzio, per formalizzare il disinteresse a eventuali acquisizioni. Il paradossale iter di un progetto naufragato proprio nel momento in cui si completò la base infrastrutturale si arricchisce, insomma, di un nuovo tassello, che rende la situazione ancora più precaria. Le verifiche in loco sono state eseguite dai vertici della zona industriale udinese proprio a seguito dei reiterati solleciti avanzati in direzione della stessa: «Il punto – chiarisce però Renzo Marinig, presidente della Ziu – è che da parte nostra era sì stata avanzata manifestazione d’interesse, ma relativamente alla vecchia zona industriale (anche in prospettiva delle operazioni di riordino nel campo dei Consorzi), non certo al comparto artigianale. L’amministrazione civica, con la quale abbiamo avuto più contatti, lo sa bene. Non ci siamo mai proposti per il settore artigianale, ripeto, che non rientrava fra i nostri obiettivi».
A fronte del pressing, tuttavia, i vertici della Ziu hanno deciso di visionare i terreni in oggetto. «A seguito di una serie di telefonate – ricostruisce il presidente – e di un incontro, tenutosi lo scorso 3 agosto, abbiamo svolto accertamenti sul posto: e abbiamo constatato, come detto, la presenza di servitù di linee elettriche su diversi terreni. Ne consegue che su quegli appezzamenti non si può costruire; non, almeno, fino a quando i tralicci non verranno spostati».
Ed è evidente che l’operazione sarebbe alquanto onerosa (a prescindere dal fatto che non è chiaro chi dovrebbe farsene carico): «Qualche milione di euro, suppongo», abbozza sempre Marinig.
«La Ziu, pertanto – conclude –, si fa da parte. Se già espanderci nel sito artigianale non era nostra intenzione, adesso che abbiamo fatto gli approfondimenti del caso escludiamo assolutamente e definitivamente una simile ipotesi. Il Consorzio artigiano, per parte sua, non ha risposto in alcun modo alla nostra missiva. Resta, invece – con tempi e modi da definire, naturalmente, in sinergia con l’assessorato regionale alle attività produttive –, l’attenzione alla zona industriale».

- 4 settembre 2015 - Messaggero Veneto – La zona artigianale non decolla - Alti ciuffi d’erba, che soffocano le essenze arboree piantumate a fini di mitigazione dell’impatto visivo (di capannoni mai sorti, per inciso) e che danno una sgradevole immagine d’incuria su una lunga fetta della statale 54, proprio alle porte della città ducale: torna nel vivo una querelle che già più volte, in passato, si era levata dal Cividalese e che per protagonista ha la tormentata area della zona artigianale cittadina, tale, in realtà, solo di nome (perché ad ampia distanza di tempo, ormai, dalla conclusione delle opere infrastrutturali appena uno è il lotto occupato ed edificato, nell’amplissimo comprensorio).
Come accade ogni estate, piante infestanti e, appunto, rigogliosissimi cespi erbosi la fanno da padroni, riempiendo tutti gli spazi verdi dell’area produttiva fantasma. Risultato: il paradosso di un progetto nato decisamente sotto una cattiva stella balza ulteriormente all’occhio. A quanto pare, tuttavia, non si dovrà attendere a lungo perché la situazione “ambientale” torni all’ordine: «Lo sfalcio è in programma, avverrà a brevissimo - rende noto Paolo Marseu, liquidatore del Consorzio artigiano, cui competono le attività di pulizia e cura del sito -: i lavori prenderanno il via la prossima settimana». Zero sviluppi, invece, sul fronte dell’alienazione dei tanti lotti rimasti invenduti: «Tutto fermo», comunica Marseu. Chissà per quanto ancora. (l.a.)

- 30 settembre 2014 - Messaggero Veneto - Zona artigianale? Erbacce, ciclisti e solo un’impresa - Il momento di gloria, si fa per dire, glielo ha regalato il concerto di Ligabue: è stata, quella, la sola occasione di piena vitalità per la nuova (e tuttora fantasma, salvo l'unico insediamento) zona artigianale cividalese, 500 mila metri quadrati solcati da infrastrutture viarie che corrono in mezzo al niente. Non per nulla la giunta Balloch individuò nel sito, tre estati fa, lo spazio ideale per concentrare le auto dei 30 mila fan del cantante, trasportati poi in centro a mezzo navette.
Alla felice parentesi è seguito il ritorno alla normalità: deserto totale, a tutto vantaggio di chi ha pensato bene di smaltire in loco - abusivamente, e verosimilmente su lungo periodo - camion su camion di inerti e altri materiali di scarto, origine di un sequestro che interessa circa 40 mila mq dell'appezzamento e i cui sbocchi giudiziari sono ancora da definire.
Ai blitz illeciti fanno da contrappeso frequentazioni "edificanti": l'area è divenuta paradiso per gli allenamenti in bicicletta (per il locale Velo Club il contesto è palestra privilegiata) e per gli amanti della corsa. Cosa di meglio, in effetti? Lunghe piste fresche d'asfaltatura, senza alcun rischio di sicurezza grazie alla totale assenza di automobili. Ormai, così, non è infrequente scorgere forme di vita umana sul reticolo di arterie.
Di forme di vita vegetali, invece, c'è tale abbondanza che la cosa sta diventando un problema: sotto gli occhi di chiunque l'invasione da sorghetto, canna infestante che sta coprendo gli argini e che rischia di soffocare le essenze arboree piantumate per mitigare l'impatto visivo dei capannoni mai sorti. Ma c'è, a saper guardare, anche una proliferazione positiva: guai improvvisare, ma foste esperti di funghi sappiate che il terreno pullula, in determinati periodi, della specie Coprinus Comatus, commestibile e pure buona.
Sul fronte "botanico" Paolo Marseu, liquidatore del Consorzio artigiani (cui competono le attività di pulizia), assicura: «Lo sfalcio inizierà a giorni». Su quello, poi, di prospettiva generale, ammicca alla Ziu di Udine: «C'è un interesse dichiarato a un'espansione in questo ambito, ottimamente servito dalla viabilità: la variante di Buttrio offre collegamenti rapidi con l'autostrada e con la stessa Ziu. Riponiamo grandi speranze in tale eventualità, che potrebbe ben inserirsi nel processo di riordino dei Consorzi cui sta lavorando la Regione».
Il Comune, per parte sua, insiste sul tasto malasorte: «Mica è colpa nostra - ribadisce l'assessore Strazzolini - se è esplosa la crisi e il comparto manifatturiero è crollato. Se non arriveranno in fretta le tanto sospirate riforme, di nuove aperture non si vedrà nemmeno l'ombra e, peggio, assisteremo alla chiusura delle realtà esistenti».

- 6 luglio 14 - Messaggero Veneto - «Risarcimento danni e bonifica» - Cividale, caso zona artigianale: la minoranza chiede la costituzione di parte civile - Minoranza sul piede di guerra: gli sviluppi del caso zona artigianale, con l’ampliamento dell’area sottoposta a sequestro perché rivelatasi carica di materiali di scarto illecitamente conferiti in loco, hanno indotto il gruppo consiliare capeggiato da Carlo Monai a chiedere al sindaco Balloch – a mezzo interpellanza – di valutare l’opportunità di «agire in giudizio contro i soggetti responsabili», tramite costituzione di parte civile nel procedimento penale relativo alla discarica abusiva. Un tanto, si legge nel testo, «anche per poter chiedere la citazione dei responsabili civili», appunto, «ove essi – si precisa – siano individuabili in persone fisiche o giuridiche diverse dai singoli individui imputati dei reati ambientali», per ottenere il risarcimento dei danni e la sollecita bonifica dei siti interessati dalla vicenda. L’iniziativa di Monai e colleghi (Andrea Martinis, Marino Sodde e Cesare Costantini) è conseguente, come detto, alla dilatazione del contesto blindato dalla Procura di Udine: il provvedimento, posto in essere giovedì dai carabinieri della Compagnia di Cividale e dal Noe di Udine, è figlio degli esiti degli accertamenti effettuati dall’Arpa Fvg sui campioni prelevati nel comparto a vocazione produttiva: ne era affiorata la massiccia presenza di scorie d'acciaieria, la cui provenienza è stata immediatamente comprovata. Il materiale era stato regolarmente acquistato dal disciolto Consorzio artigiani dall’Acciaieria Fonderia Cividale, per procedere a una serie di livellamenti del terreno. Dalle analisi tecniche è tuttavia emerso che le certificazioni di qualità rilasciate dall'industria non corrispondevano al vero. Di qui, sempre da parte dell’ex realtà consortile (adesso in liquidazione), una lettera di diffida all’azienda e un esposto contro ignoti depositato in Procura. (l.a.)

- 5 luglio 14 - Messaggero Veneto - Gli artigiani di Cividale: sono scorie dell’acciaieria - Provengono, senza margini di dubbio, dall’Acciaieria Fonderia Cividale le scorie di lavorazione che le analisi eseguite dall’Arpa Fvg hanno permesso di individuare fra i detriti accatastati, abusivamente, nei lotti della nuova zona artigianale cittadina sottoposti a sequestro. Nel pieno riserbo che avvolge le indagini - solo indiscrezioni, prive di ufficiali conferme, circa i nominativi dei cinque soggetti raggiunti da avviso di garanzia - affiora, infatti, una certezza: «Il materiale in questione - rende noto il liquidatore del Consorzio artigiani, Paolo Marseu - fu acquistato dallo stesso Consorzio, a fronte di tutte le garanzie e le certificazioni del caso, dall’Acciaieria Fonderia Cividale, fra il 2011 e il 2013: era destinato a livellare le disparità del terreno nell’ampio contesto a vocazione produttiva, contraddistinto appunto da un’altimetria piuttosto variabile. La realtà che rappresento, insomma, è assolutamente - e ribadisco assolutamente - parte lesa in questa vicenda. Già al tempo del primo sequestro effettuato dai Carabinieri, nel mese di marzo, nominammo un nostro perito per procedere ad un accertamento sulle sostanze parallelo a quello che avrebbero curato i tecnici dell’Arpa. Avevamo disposto, all’epoca, prelievi di terriccio pure in diversi appezzamenti non toccati dal provvedimento della Procura di Udine: l’esito delle verifiche era stato pessimo, attestando la diffusione, nelle sostanze campionate, di metalli pesanti. Un prodotto che ritenevamo di qualità, perché come tale ci era stato venduto (la documentazione, ovviamente, comprovava un tanto), si è rivelato qualcosa di completamente diverso da ciò che credevamo di aver smistato sul terreno». Di qui la decisione, che ha anticipato il nuovo blitz dell’Arma e il conseguente blocco di altri quattro lotti (dieci, ormai, il totale di quelli “sigillati”). «Una decina di giorni fa - rende noto Marseu - abbiamo presentato un esposto contro ignoti alla Procura, per far sì che venga gettata luce sulle responsabilità dell’accaduto. Abbiamo inoltre spedito una lettera di diffida all’Acciaieria Fonderia, chiedendo il risarcimento dei danni subiti dal Consorzio in conseguenza dello smercio, da parte dell’industria, di materiale non consono». Implicitamente, insomma - ma neanche tanto -, dal liquidatore arriva conferma dell’identità di uno dei destinatari dei sopra citati avvisi di garanzia. Sugli altri quattro, come accennato, silenzio (quanto meno formale): interesserebbero, comunque, figure titolari di alcuni dei lotti trasformatisi, nel corso di parecchi mesi, in discarica abusiva di inerti, tubature in plastica, resti di verniciatura, scarti in legno e, appunto, scorie d’acciaieria.

- 4 luglio 14 - Messaggero Veneto - Zona artigianale, sequestrati altri 4 lotti - Già dilatatosi nei mesi scorsi rispetto alle proporzioni iniziali (si parlava all’epoca di 5 lotti per circa 30 mila metri quadrati), il raggio dell’area sottoposta a sequestro nel comparto a vocazione artigianale sorto di fronte alla zona industriale di Cividale e Moimacco si allarga ulteriormente. Altri 4 appezzamenti, contigui ai settori già interessati dal provvedimento (il totale, così, tocca ormai la decina), sono stati “blindati” ieri mattina, su decisione del pm Finocchiaro, dai carabinieri della Compagnia di Cividale e del Noe di Udine, cui si deve la scoperta dei materiali di scarto conferiti illecitamente in loco, sia a livello superficiale che in buche nel terreno. Cinque gli avvisi di garanzia. Il nuovo blitz è conseguente all’esito degli accertamenti eseguiti dall’Arpa del Friuli Venezia Giulia sui materiali prelevati nella grande discarica abusiva: le analisi (attese da settimane: il caso era scoppiato in marzo e le verifiche tecniche erano state subito commissionate dall’Arma) hanno attestato, infatti, pure la presenza di scorie di acciaieria, la cui provenienza – come confermato dai carabinieri, che proseguono le indagini – è stata comprovata. Al principio della primavera, come detto, l’avvio dei sopralluoghi dei carabinieri, che avevano permesso di individuare ammucchiamenti di inerti; erano scattati, quindi, i monitoraggi dell’Arpa, che nei giorni successivi aveva eseguito scavi in 5 punti a campione (per una profondità di uno-due metri): ne erano affiorati ammassi di detriti riconducibili a opere di edilizia, una folta serie di tubi in plastica per l’impiantistica, resti di verniciatura, legno. Lungo, verosimilmente, il periodo di composizione della discarica: i rifiuti vi venivano conferiti, ovviamente, di notte. Decine e decine – ben oltre la cinquantina ipotizzata – i passaggi di camion stipati di carichi da abbandonare in micro-cumuli o, come accennato, nel sottosuolo: provenivano, secondo la ricostruzione dell’Arma, dalla città ducale e immediati dintorni, ma pure da vari Comuni limitrofi (Moimacco e Remanzacco, per esempio) e, addirittura, da centri ben più distanti, tutti in provincia di Udine. La prassi è durata a lungo, passando inosservata perché gli scarti si mimetizzavano – complice la realtà del sito, dove si è lavorato per anni per le opere infrastrutturali e dove le attività dovrebbero continuare, per la realizzazione di insediamenti produttivi – con il panorama circostante. (l.a.)

1 aprile 2014 - Messaggero Veneto - Altri rifiuti interrati scoperti dall’Arpa nell’area artigianale - Il raggio dell'indagine si allarga ancora. All'ampliamento - avvenuto nei giorni scorsi - dell'area posta sotto sequestro nella zona a vocazione artigianale sorta alle porte di Cividale segue la scoperta che l'interramento di materiali inerti scaricati illecitamente in loco ha proporzioni superiori alle stime iniziali. Lo hanno appurato, ieri mattina, i primi saggi a cura dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, che con la piena collaborazione dell'ormai disciolto Consorzio artigiano - il quale ha messo a disposizione i mezzi necessari - ha iniziato a effettuare alcuni sondaggi nel sottosuolo per appurare se ulteriori zone rispetto a quelle già identificate, appunto, celassero macerie e scarti di altro genere. Immediati i riscontri. Gli scavi, effettati in cinque punti a campione - per una profondità di uno-due metri -, hanno rivelato la presenza di detriti (riconducibili a opere di edilizia) e di tubi in plastica per l'impiantistica. «Gli accertamenti dovrebbero proseguire e concludersi, presumibilmente, nella giornata di mercoledì», rende noto l'avvocato Michele Coceani, che assiste l'ex realtà consortile e due privati, proprietari di altrettanti lotti interessati dal provvedimento di sequestro. «Il Consorzio - sottolinea il legale - è parte lesa, in questa vicenda, e ha tutto l'interesse a fare chiarezza sulla situazione al più presto». Annunciate già all'indomani della delimitazione e del "blocco" dei primi cinque appezzamenti (off limits dalla metà di marzo), poi saliti a sei, le verifiche dell'Arpa si sono svolte, naturalmente, alla presenza dei Carabinieri della Compagnia di Cividale, cui si deve la scoperta della discarica abusiva. Discarica compostasi nel corso di diversi mesi, verosimilmente: gli sviluppi del caso, adesso, fanno lievitare il computo dei mezzi che, nottetempo, hanno conferito gli inerti nel futuro comparto produttivo, concentrandosi attorno a un traliccio dell'alta tensione. In un primo momento il numero di passaggi ipotizzato si attestava attorno a quota quaranta ma la cifra, a questo punto - in ragione dei nuovi ritrovamenti -, ovviamente sale. I detriti edili (cui si aggiungono legna, plastica, come detto, e resti di verniciatura: parallelamente ai campionamenti sotto terra l'Arpa procederà all'analisi dei materiali) sono stati trasportati dal Cividalese ma pure da vari Comuni limitrofi - Moimacco e Remanzacco, per esempio - e, addirittura, da centri ben più distanti, tutti in provincia di Udine. L'Arma è al lavoro per individuare le responsabilità: operazione non semplice, considerate anche le prolungate attività di urbanizzazione del sito, per anni mega-cantiere per la creazione della rete infrastrutturale.

- 18 marzo 2014 - Messaggero Veneto - Gli artigiani: pronti a pagare per il ripristino dell’area - «Siamo pronti al ripristino dei terreni, a nostre spese. Sia chiaro, però, che non a noi va imputata la responsabilità dell'accaduto e che ci rivarremo dunque sui colpevoli, una volta individuati». Paolo Marseu, liquidatore del Consorzio artigiani e piccole imprese di Cividale, promette attenzione massima al caso: «Procederemo - ribadisce - alla bonifica dell'area interessata dal problema, per scongiurare il rischio di un blocco del già difficile processo di liquidazione e allo scopo di salvaguardare il valore economico delle proprietà private e delle opere infrastrutturali. Tengo a sottolineare la correttezza dell'attività del sottoscritto e del precedente Cda. Il sequestro, peraltro, è stato effettuato su cinque lotti (tre dei quali ancora in capo al Consorzio), per un totale di 22.316 metri quadrati. Le opere di urbanizzazione, invece, hanno riguardato un ambito di circa 500.000 mq». Ci sono state - ricorda poi - numerose autorizzazioni ai conferimenti di inerti in loco e parecchie operazioni di scarico sono state quindi eseguite a fronte di certificazioni. «Nel tempo - ricorda Marseu - sono stati movimentati circa 80 mila metri cubi di detriti, provenienti, soprattutto, dalle demolizioni dei fabbricati dell'ex Italcementi: il Consorzio era stato infatti autorizzato, appunto, al ricevimento di inerti certificati su alcuni spazi di sua proprietà, con regolare provvedimento del Comune». Che sulla questione degli smaltimenti venga fatta chiarezza quanto prima, conclude il liquidatore, è nel pieno interesse del Consorzio, «il quale ha ricevuto un contributo regionale di circa 1,3 milioni per lo spostamento dell’elettrodotto di Terna: è basilare, quindi, che l'impasse sia superata in fretta». (l.a.)

14 marzo 2014 - Messaggero Veneto - Plauso all’Arma dopo il sequestro - Condanna, ferma, dell’accaduto e plauso all’Arma per lo zelo dimostrato sul fronte della tutela ambientale. Corrono su doppio binario le dichiarazioni del sindaco Stefano Balloch all’indomani del sequestro di cinque lotti della nuova zona artigianale di Cividale, appezzamenti - di proprietà diverse, alcune delle quali ancora riconducibili al Consorzio posto in liquidazione - dell’estensione complessiva di circa 30 mila metri quadri. «Non è un’eccezione, purtroppo - commenta il primo cittadino -. Già in passato sul nostro territorio e nelle zone limitrofe era stata riscontrata la presenza di accumuli illeciti di detriti. Fermo restando che le responsabilità del caso vanno ancora appurate, non posso esimermi dal biasimare una condotta irrispettosa delle leggi. Condotta che è indice di una totale mancanza di consapevolezza, da parte di determinate aziende, della gravità di uno smaltimento dei rifiuti al di fuori dei luoghi deputati, ovvero discariche e centri di recupero ... La sensazione è che vi sia un’elevata superficialità, in materia, e che molti sottovalutino la portata del problema. I conferimenti illegali sono fenomeno che va contrastato con determinazione». Di qui, evidenzia sempre il sindaco, l’importanza dei monitoraggi da parte delle forze dell’ordine e, all’occorrenza, «di azioni come quella messa a segno dagli uomini del capitano Starace». E adesso la parola passa all’Arpa, che dovrà eseguire una serie di accertamenti ed esami sui materiali, parte dei quali interrati. (l.a.)

13 marzo 2014 - Messaggero Veneto - Discarica abusiva nell’area artigianale - Resti di lavorazioni edili, scarti in legno, materiali in plastica: un po' di tutto, sparpagliato sul terreno in micro-cumuli in minima parte interrati e per la stragrande maggioranza a vista, nel contesto semi-deserto della nuova zona artigianale di Cividale. A notare l'anomalia - già tempo addietro - è stato il capitano Pasquale Starace, comandante della locale Compagnia dei Carabinieri, un passato di battaglie sul fronte della tutela ambientale: martedì, così - trascorso un periodo sufficiente a monitorare la situazione -, gli uomini dell'Arma hanno eseguito un sopralluogo mirato, premessa al sequestro dell'area. L'operazione, che ora attende la convalida della Procura di Udine (da emettere entro 48 ore dal provvedimento di sequestro, appunto), è scattata ieri mattina, con la recinzione dell'ambito interessato dal "fenomeno": blindati 30 mila metri quadri (all'incirca un decimo della superficie del contesto a vocazione produttiva, che ha un'estensione complessiva di 350 mila mq), per un totale di cinque lotti. I rifiuti, infatti, non sono stati riversati su un unico appezzamento ma smistati in più proprietà, 5 come detto: ad alimentare questa discarica abusiva a cielo aperto, sviluppatasi attorno a un traliccio dell'alta tensione, sono stati - rende noto il capitano - «almeno una quarantina di camion». Trasportavano, nottetempo, detriti provenienti da cantieri cittadini, di Comuni limitrofi - Moimacco e Remanzacco, per esempio - e pure di centri ben più distanti, tutti in provincia di Udine. L'Arpa, adesso, dovrà effettuare una serie di esami e valutazioni tecniche sui materiali, mentre il magistrato avrà il compito di decidere se disporre ulteriori controlli per appurare se gli scarti interrati siano superiori a quelli stimati attualmente: potrebbero profilarsi, insomma, accertamenti a tappeto. I Carabinieri, per parte loro, dovranno indagare sulla dinamica dei conferimenti: sapevano, i titolari dei lotti (tutti ancora sgombri, ovviamente), quello che stava avvenendo sulle rispettive proprietà? E chi, con precisione, ha scaricato gli inerti, che in base alla legge avrebbero dovuto essere trasportati in discarica o in appositi impianti di recupero (processo, quest'ultimo, a pagamento)? «Quello dello smaltimento abusivo è, purtroppo - commenta il comandante -, malcostume alquanto diffuso. Nel caso specifico siamo di fronte a una situazione che si trascinava da mesi, ma che era passata inosservata perché a un occhio non esperto la presenza di scarti poteva sembrare - stante la realtà del sito - normale... o quasi». (l.a.)

13 marzo 2014 - Messaggero Veneto - Marseu: così vendere sarà più difficile - Giusti, anzi, «doverosi» i controlli, dice il liquidatore del Consorzio artigiano cividalese, Paolo Marseu: «Resta il fatto, però, che questo episodio non agevola per nulla la procedura di vendita degli ultimi lotti disponibili nel comparto... Sono amareggiato, così come lo è l'ex consiglio d'amministrazione, per una situazione che non potevamo prevedere e che rallenta un progetto non certo semplice». Dal liquidatore, comunque - presente, ieri, durante l'operazione di sequestro dell'area -, attestazione di «piena volontà di collaborazione con gli inquirenti»: «Abbiamo fornito tutta la documentazione richiestaci e consegneremo qualsiasi incartamento ulteriore ci venga domandato. E' anche nostro interesse, ovviamente, che venga fatta chiarezza. Se qualcuno ha sbagliato deve pagare. Faccio presente, ad ogni modo, che l'ambito recintato è minimo, sulla superficie complessiva della zona produttiva: si parla di cinque piccoli lotti».(l.a.)

12 marzo 2014 - Messaggero Veneto - Scoperta e sequestrata discarica abusiva di rifiuti edili - La zona fa parte di un complesso di 350 mila metri quadrati attualmente abbandonato, nel quale sono stati abbandonati gli scarti di lavorazioni provenienti da cantieri cividalesi e da altre località della provincia di Udine I Carabinieri di Cividale del Friuli hanno posto sotto sequestro cautelativo un'area di 30 mila metri quadrati, corrispondente a cinque lotti all'interno dell'ex area artigianale della città, nella quale sono stati scaricati abusivamente rifiuti edili. La zona fa parte di un complesso di 350 mila metri quadrati attualmente abbandonato, nel quale sono stati progressivamente abbandonati gli scarti di lavorazioni provenienti da cantieri cividalesi e da altre località della provincia di Udine. Tra di essi anche oggetti di plastica, scarti di vernice, legno. In prossimità di un traliccio dell'alta tensione, i rifiuti sono stati anche sotterrati. L'area è stata recintata in attesa del provvedimento di conferma del sequestro da parte della Procura della repubblica di Udine e dell'intervento dei tecnici dell'Arpa per la catalogazione e le indicazioni cautelari del materiale scaricato.

- 6 giugno 2013 - Messaggero Veneto - Area artigianale, c’è chi se ne va - Non poteva mancare, l’affondo di Rinascita. Dopo le prese di posizione delle altre due forze di minoranza, Pd e Idv-Valori in Comune, il gruppo rappresentato in assemblea civica da Domenico Pinto fa sentire la propria voce sulla questione zona artigianale. Intervento atteso, appunto: la lista è stata, infatti, la più accanita contestatrice del progetto di espansione produttiva varato dall’allora giunta Vuga. «Con la liquidazione del Consorzio – esordisce Rinascita – termina in modo inglorioso un’operazione di cui abbiamo sempre sottolineato il pesante impatto sul paesaggio e l'intempestività: nel momento in cui decollò, infatti, già si avvertivano i primi scricchiolii del modello produttivo del Nordest. Si dava per certo il completamento dell'opera in pochi anni, ma non è andata così. I ritardi nella realizzazione delle infrastrutture sono stati attribuiti alla burocrazia: eppure i 13 anni trascorsi fra l’approvazione del piano e la fine lavori sembrano un periodo troppo lungo... La crisi cominciava a mordere e sui giornali leggevamo interventi ottimistici circa l'evoluzione del disegno: nel novembre del 2011 si prospettava come imminente la realizzazione di una carrozzeria, di un’officina per moto, di una rivendita di lubrificanti e di un capannone per la produzione di depuratori d’acqua per camper». La verità, attacca il gruppo politico, è che si è trattato di «azione di propaganda, priva di fondamenta». Quanto all’ipotesi della cessione dei lotti ancora liberi a soggetti non soci non rappresenta certo, ammonisce la lista, la panacea. «Nel contempo – si rileva – assistiamo alla migrazione di attività produttive cividalesi in Comuni limitrofi, effetto dell’ampia disponibilità di stabilimenti vuoti. Gli unici che ci hanno guadagnato, da questa progettualità, sono quanti hanno venduto appezzamenti al Consorzio, i progettisti, le imprese che hanno movimentato il terreno e gli inerti, le ditte che hanno realizzato gli interventi previsti e tutti coloro che hanno fornito il materiale necessario per l’urbanizzazione». (l.a.)

- 29 maggio 2013 - Messaggero Veneto - Il liquidatore del Consorzio: dall’entusiasmo al collasso - «Chi poteva prevedere, nel 2000, l’evoluzione negativa dell’economia mondiale?». Smaltita - per ora - l’ondata di interventi politici sulle sorti della (teorica) zona artigianale di Cividale, il professionista cui è stato conferito il compito di mettere in liquidazione il Consorzio artigiani e piccole imprese, Paolo Marseu, prende la parola: «Al tempo della genesi del progetto - ricorda - le realtà imprenditoriali locali aderirono con entusiasmo all’ente consortile. In quel periodo, fra l’altro, era vigente la normativa Tremonti per la defiscalizzazione degli investimenti: l’amministrazione comunale non poteva non dare ascolto alle richieste delle imprese, locali e non. Poi, giocoforza, l’iter di approvazione delle varianti, le procedure di esproprio, inconvenienti di percorso (la problematica dello spostamento della linea aerea di Terna, per esempio) comportarono una dilatazione delle tempistiche...». E si arrivò, così, agli anni del collasso. «Bisogna però riconoscere - rileva Marseu - la notevole mole di lavoro compiuta dall’ultimo Cda, a guida Tilatti e Caporale: in un triennio ha portato a termine le opere di urbanizzazione, assegnando i lotti a pressoché tutti i consorziati». Quanto alla modifica dello statuto, tramite la quale si potrà procedere alla vendita degli appezzamenti ancora liberi a soggetti non soci, non deve essere interpretata - dice ancora il liquidatore - «come premessa ad attività speculative, ma come una possibilità di recuperare risorse necessarie per rimborsare i finanziamenti». (l.a.)

- 21 maggio 2013 - Messaggero Veneto - Area artigianale, chiesto l’intervento della Regione - Lo strascico era prevedibile: la messa in liquidazione (decretata dai soci nei giorni scorsi) del Consorzio artigiani ha riacceso l’attenzione delle forze di minoranza su un tema – la futura zona produttiva, alle porte della città – che già un’infinità di volte ha innescato il dibattito in sede consiliare. In vista della prossima seduta dell’assemblea civica, in calendario per il 31 maggio, il gruppo Idv-Valori in Comune ha così depositato in municipio un’interrogazione in materia. «Consorzio in liquidazione – riepilogano i consiglieri Carlo Monai, Andrea Martinis, Marino Sodde e Cesare Costantini – e ancora nessun insediamento, negli spazi urbanizzati. Ora lo scopo mutualistico dell’ente consortile, in base al quale le assegnazioni dei lotti dovevano essere riservate agli associati, pare cedere il passo: la modifica dello statuto deliberata apre la strada all’ampliamento del mercato per la cessione degli appezzamenti, con evidenti finalità speculative che erano vietate dalla mission originaria. Posto che l'amministrazione comunale ha assecondato la realizzazione delle infrastrutture nell’area in oggetto, in ragione (anche) del citato scopo di pubblico interesse, essa non può rimanere inerte di fronte a una così radicale trasformazione del progetto iniziale». Chiedono dunque, gli esponenti della lista d’opposizione, «quali iniziative si intenda assumere per vigilare sulle sorti e sulle modalità dell'impiego del contesto» e se non si ritenga opportuno interessare al caso l'assessore regionale alle attività produttive, «per verificare la possibilità di incentivare con adeguati mezzi il trasferimento nel sito delle attività artigianali ancora operanti nel tessuto urbano, al fine di una riqualificazione di quest’ultimo e di un’utilizzazione dell’ambito artigianale in favore della comunità locale». La scelta di procedere alla messa in liquidazione del Consorzio, adottata all’inizio della settimana, era risultata sbocco obbligato: nessuno dei componenti del Cda uscente, giunto a scadenza di mandato, aveva infatti manifestato disponibilità a ricandidarsi; fra gli “esterni”, allo stesso modo, non si era registrato alcun passo avanti per il subentro alla vecchia guardia, guidata (da tre anni) da Graziano Tilatti. Panorama, questo, che in realtà non sorprende: l’impasse determinata dalla crisi economica ha letteralmente paralizzato il progetto, le cui prime battute riportano all’anno 2000. Spetterà adesso al liquidatore (l’incarico è stato conferito a Paolo Marseu) curare la vendita dei 140 mila metri quadri ancora da piazzare. (l.a.)

- 15 maggio 2013 - Messaggero Veneto - Flop della nuova area produttiva, il consorzio va in liquidazione - Era nato, nel 2000, in funzione del piano di realizzazione di una nuova zona produttiva. Ora è arrivato al capolinea, a fronte di un progetto cui sono state sì gettate le fondamenta ma che è rimasto, giocoforza – per il momento, quanto meno –, incompiuto: il Consorzio artigiano, realtà costituita, appunto, per seguire e gestire quel processo di espansione aziendale – nell’ampio contesto antistante l’area industriale, alle porte della città – che per ironia della sorte è stato varato in perfetta concomitanza con le prime avvisaglie della crisi economica, è stato messo in liquidazione: lo specifico incarico professionale è stato affidato a Paolo Marseu. La decisione è stata presa lunedì, al termine di un’assemblea in cui si è registrata la totale indisponibilità dei componenti del Cda uscente – giunto a scadenza di mandato – a ricandidarsi, così come quella di potenziali new entry a rimpiazzare la vecchia guardia. Inizialmente presieduto da Mario Laurino, “padre” dell’operazione (decollata ai tempi dell’amministrazione Vuga), da tre anni l’organismo era guidato da Graziano Tilatti. Una cinquantina le ditte associate, oltre 12 i milioni di euro (per la stragrande maggioranza fondi privati) spesi sino ad oggi per il disegno; 42 i lotti assegnati, per un totale di 205 mila metri quadri (su tale superficie, ovviamente, l’edificazione dei capannoni potrebbe partire in qualsiasi momento), ancora 140 mila quelli liberi. La versione ufficiale dell’inatteso stop si impernia sulla conclusione delle opere infrastrutturali nel comparto destinato ad accogliere gli insediamenti artigiani; nella sostanza, però, il “nodo” sta palesemente nello stallo – inevitabile – di un percorso sul quale più di qualcuno, agli inizi dell’avventura, aveva espresso perplessità. E a questo punto, dunque, tutto in mano al liquidatore, dopo gli anni di lavoro per la creazione della “base” dell’ipotizzato, e ancora fantasma, sito produttivo. Sarà Marseu, come detto, a farsi carico della vendita dei terreni “in lista d’ attesa”. Nel corso dell’assemblea è stato appositamente modificato – spiega uno dei componenti del Cda, Sandro Caporale – lo statuto consortile, per offrire la possibilità di cedere appezzamenti a terzi (a differenza di quanto avvenuto finora), ovvero a soggetti non soci. Tentativo di allargamento del mercato, insomma, nella speranza di dare una spallata al blocco. «Prendemmo in mano il Consorzio in un frangente di notevole difficoltà – commenta Tilatti –. Siamo orgogliosi di aver portato a termine l’urbanizzazione del sito. La soluzione della liquidazione deriva proprio dalla constatazione che abbiamo concluso il nostro compito e, pure, che in tal modo si ridurranno le spese sotto il profilo societario». (l.a.)

- 15 maggio 2013 - Messaggero Veneto - Zona urbanizzata, ora attendiamo la fine della crisi - «L’area è ormai perfettamente urbanizzata, pronta per accogliere gli insediamenti. La liquidazione del Consorzio artigiani, in questo senso, non cambia nulla: nel momento in cui le aziende assegnatarie dei lotti decideranno di costruire potranno farlo, e nel contempo si cercherà di vendere gli spazi restanti». Certo, riconosce il sindaco Stefano Balloch, la congiuntura è ancora critica: «Una sfortuna, che il progetto sia partito proprio alla vigilia della crisi globale. Si fosse riusciti a farlo decollare la città ci avrebbe guadagnato su due fronti: da un lato si sarebbe creato un significativo volano economico per il territorio e dall’altro si sarebbe perseguito l’obiettivo del trasferimento di determinate realtà produttive dai siti attuali, alcuni dei quali ubicati in ambiti impropri, a ridosso del centro». « La speranza, a questo punto – conclude il primo cittadino di Cividale –, è che l’economia ricominci a girare al più presto, in modo che si possa dar seguito al significativo progetto di espansione imprenditoriale». Anche a Cividale non resta, dunque, che attendere tempi migliori. (l.a.)

- 31 gennaio 2013 - Messaggero Veneto - Zona artigianale fantasma e la strada trae in inganno - Capita ancora, per quanto mesi fa il “fenomeno” fosse decisamente più frequente. Basta un attimo di disattenzione o una scarsa familiarità con la statale 54 per trovarsi… alla sbarra, bloccati da una grossa catena che delimita l’accesso a un reticolo viario zigzagante nel nulla, groviglio di strade nell’ormai ex campagna antistante la zona industriale. Il nuovo ingresso comparso sulla rotonda delle Tre Pietre, alle porte di Cividale, disorienta. Nel buio della sera, soprattutto, ma anche in pieno giorno. Abituati a quella che era la seconda uscita dopo l’immissione nella rotatoria (il braccio che indirizza verso la città ducale, appunto, oggi passato in terza posizione sul circuito), tanti automobilisti svoltano in anticipo, imboccando la viabilità del comparto artigianale fantasma. Succede agli habituée, dicevamo, figurarsi ai turisti. Con la differenza che i primi si rendono conto subito dell’errore, mentre per i secondi – che a pochi metri dalla svolta si trovano stoppati – il tempo di “reazione” e di comprensione è inevitabilmente superiore. Di segnalazioni al riguardo ne sono arrivate diverse, nell’arco delle ultime settimane. E il contenuto è di doppia natura, perché all’istanza contingente – si adotti, caldeggia chi ha sollevato il caso, una segnaletica ad hoc, “preventiva”, o meglio ancora si collochi lo sbarramento a ridosso dell’innesto, non qualche decina di metri più avanti – si uniscono inevitabili considerazioni sul senso di un’operazione urbanistica che già tanto ha fatto parlare di sé in sede di consiglio comunale: sotto gli strali della minoranza, si ricorderà, i limiti di un progetto d’espansione commerciale (con conseguente cementificazione di ampi spazi verdi) non supportato, a parere dei gruppi d’opposizione, da adeguati studi di settore. Adesso, però, il raggio della riflessione si sta allargando e sono così gli stessi cittadini a far notare – contestualmente all’inghippo dell’entrata – il paradosso di infrastrutture costruite a servizio di una realtà dal difficile decollo e pertanto, nella sostanza, al momento del tutto inutili. Colpa della crisi economica, esplosa proprio quando il piano di realizzazione del sito artigianale stava entrando nel vivo. «Mi spiace dirlo, ma anche stavolta ho ben profetizzato – commenta Domenico Pinto, esponente della lista Rinascita –. Sulla zona D2 si è fatto un gioco scorretto, fondato (in funzione della stesura del Prgc) su previsioni demografiche forzate, non corrispondenti alla realtà. La mia battaglia in assemblea civica non è stata contro gli artigiani, bensì a loro favore: avevo pronosticato che l’investimento sarebbe stato un buco nell’acqua e un tanto, purtroppo, pare essere avvenuto». (l.a.)

14 settembre 2012 - Messaggero Veneto - «Strada deserta come l'area artigianale» - Bene l’arteria, vantaggiosa per Cividale. Male il fatto – «inspiegabile» – che la Provincia non abbia provveduto a posizionare i necessari cartelli segnaletici e, pure, che i sistemi satellitari non abbiano ancora censito il nuovo tracciato, di conseguenza realtà sconosciuta ai navigatori delle auto. Dalla città ducale, per voce dell’assessore all’urbanistica Mario Strazzolini, arrivano in contemporanea una promozione e una bocciatura della discussa variante di Premariacco. Variante che, in qualche modo, dovrebbe essere funzionale alla futura zona artigianale cividalese, enorme e (finora) vuoto spazio alle porte dell’abitato. Fra strada deserta, così, e comparto produttivo (per ora) “fantasma” il parallelo è spontaneo, quasi obbligato. «Il punto – nota Strazzolini – è che se il progetto del sito artigianale, varato nel 2003, avesse marciato più spedito, si sarebbe riusciti ad anticipare la crisi e ci troveremmo, ormai, con una realtà economica in piena attività. Il Consorzio artigiani, peraltro, mi ha comunicato che sui 52 lotti previsti nel contesto ne sono stati assegnati una trentina. Ciò non significa, è evidente, che dall’oggi al domani vedremo pronti i capannoni. Ma è comunque un segnale positivo. Quando si fanno operazioni del genere si deve saper guardare lontano, o addirittura molto lontano». Allo stato attuale, le ipotesi di effettivo (e prossimo) insediamento sono ridotte al lumicino: «Si parla di un paio di iniziative», abbozza Strazzolini. «E comunque – frena, preventivamente – ricordiamoci che in questa operazione il Comune non ha messo una lira. Quando l’economia ripartirà noi avremo il vantaggio di trovarci con un sito insediativo pronto all’uso». Il discorso si sposta, poi, sulla variante. «In effetti è ben poco frequentata – ammette l’assessore –. Il problema è che la segnaletica non esiste. Incredibile, soprattutto in considerazione del fatto che per il concerto di Ligabue, lo scorso luglio, era stata installata. Poi, chissà perché, è stata rimossa. Il sindaco ha già segnalato la cosa in Provincia, chiedendo spiegazioni. Di per sé l’asse viario in questione è, per Cividale, importante. Garantisce un collegamento con l’autostrada in soli quindici minuti. E questo, anche in considerazione della vocazione emporiale che la nostra città si sta costruendo – si pensi ai cantieri di Cividale 3, o della Barbetta –, è un elemento significativo, prezioso. Sono inoltre convinto che nel momento in cui, finalmente, il sistema entrerà a regime, pure Remanzacco ne beneficerà notevolmente: è ormai chiaro che per uscire dalla morsa di questa difficile congiuntura economica sono fondamentali le infrastrutture. A tale proposito, però, non posso fare a meno di evidenziare che le amministrazioni avvicendatesi in Comune di Remanzacco negli anni del post-terremoto (nessuna accusa alle ultime) hanno avuto ripetute chance per realizzare un bypass stradale per salvare il centro dal traffico pesante. Non le hanno colte, preoccupate che la zona commerciale del paese venisse tagliata fuori dai flussi di transito. Un’assurdità. E appunto, una grande occasione persa». (l.a.)

- 6 luglio 2012 - Messaggero Veneto - Area artigianale, maxicausa da 1 milione - Costerà cara al Consorzio artigiano piccole imprese di Cividale, l’acquisizione di 33 dei 505 mila metri quadrati di terreno per la creazione della nuova area industriale, un contesto produttivo da 60 lotti alle porte della città. Una cifra di poco inferiore al milione di euro, stando alla sentenza pronunciata dalla prima sezione civile della Corte d’appello di Trieste alla quale tre proprietari di un fondo espropriato si sono rivolti, impugnando la stima dell’indennità determinata dalla Commissione provinciale di Udine. Per essere precisi la cifra complessiva ammonta a 867.845 euro più gli interessi. A proporre la causa civile nei confronti del Consorzio rappresentato dal presidente in carica Mauro Laurino, difeso dall’avvocato Marco Marpillero, e del Comune, difeso dall’avvocato Guglielmo Pelizzo, sono stati Cellina Romanin, Loredana e Angelo Faidutti eredi di Angelo. Comune e Consorzio nel gennaio 2007 avevano definito termini del Piano regolatore particolareggiato d’iniziativa privata per l’area artigianale e industriale sulla statale Udine-Cividale. Decine di proprietari hanno accettato la proposta consortile di compravendita, ma per un lotto, quello di Faidutti, non c’è stato accordo. E allora è partita la procedura espropriativa con il decreto del Comune notificato il 20 gennaio 2009, per quel seminativo l’indennità provvisoria della Commissione di Udine era di 239.929 euro. Troppo poco secondo la proprietà. La valutazione andava fatta con riferimento all’emissisone dell’esproprio, illegittime quindi, a loro dire, le decurtazioni relative ai costi per le opere di urbanizzaizone primaria e secondaria, all’interramento dell’elettrodotto, alle spese tecniche, che avevano fatto scendere la quotazione a 7,22 euro al metro quadrato, senza contare che a Faidutti, coltivatore diretto, competeva un’indennità aggiuntiva. I giudici della corte d’appello (presidente Alberto Da Rin, a latere Salvatore Daidone e Pietro Lisa) hanno quindi accolto la domanda degli eredi, assolvendo il Comune per difetto di legittimazione passiva ma condannando il Consorzio al pagamento di 867.845 euro più interessi. Soddisfatto Stefano Balloch, sindaco del Comune di Cividale, che ha evitato esborsi per i cittadini. «Le nostre istanze sono state riconosciute e questo è positivo – ha commentato – ci confronteremo con il nostro legale sul da farsi». Quanto al Consorzio, il consigliere delegato Sandro Caporale annuncia: «Abbiamo regolarmente versato i 239.929 euro, ora riuniremo il consiglio per valutare se procedere a rideterminazione e liquidare le somme aggiuntive o resistere in guidizio anche se ci auguriamo che la proprietà scelga la via della transazione». (a.c.)

- 9 giugno 2012 - Messaggero Veneto - Zona artigianale, lotti consegnati al 50 per cento - L’assemblea dei soci del Consorzio artigiano e piccole imprese di Cividale, realtà istituita nel 2000 per favorire la realizzazione di un nuovo contesto produttivo, ha approvato il bilancio 2012: «Il documento contabile – rendono noto il presidente Graziano Tilatti e il consigliere delegato Sandro Caporale – sfiora quota 12 milioni. E il 50% degli associati, ormai – comunicano quindi –, ha ritirato il proprio lotto nella zona artigianale in via di costituzione. Abbiamo notificato al Comune la fine lavori: contestualmente sono state avviate le procedure per arrivare, al più presto, al collaudo del sito, cui seguirà l’atto di cessione di strade e sottoservizi all’amministrazione civica». La futura area artigianale, che si estende su una superficie di 500 mila metri quadrati, suddivisa in 60 lotti (la cui estensione varia da un minimo di 1000 a un massimo di 20 mila metri quadri), pare dunque pronta ad accogliere i primi capannoni. Le infrastrutture, rimarcano dal Consorzio, «sono di alta qualità»: parcheggi ampi, marciapiedi in porfido con cordonature in pietra piasentina e larghe fasce sistemate a verde. (l.a.)

- 8 aprile 2012 - Messaggero Veneto - Nuova zona artigianale acquisito il 40% dei lotti - L’area, suddivisa in 60 appezzamenti, si estende su 500 mila mq - Il presidente Graziano Tilatti: ora siamo pronti a realizzare i primi capannoni - Lentamente, ma si va avanti. Il Consorzio artigiani e piccole imprese di Cividale, costituito dodici anni fa per favorire la realizzazione di un nuovo contesto produttivo, sta procedendo all’assegnazione dei lotti di quest’ultimo, sorto come noto di fronte all’area industriale cittadina: ormai il 40% degli associati ha acquisito gli appezzamenti, al prezzo di 35 euro al metro quadro. L’annuncio arriva dal presidente della realtà consortile, Graziano Tilatti, e dal consigliere delegato Sandro Caporale: «Esprimiamo grande soddisfazione per il risultato – dichiarano – e ringraziamo la Regione e il Comune per il sostegno garantitoci e per la collaborazione nel processo di soluzione dei tanti problemi di natura burocratico-amministrativa presentatisi. La zona artigianale – ricordano quindi – si estende su una superficie di 500 mila metri quadrati ed è suddivisa in 60 lotti, che spaziano da un minimo di 1000 metri quadri a un massimo di 20 mila; l’investimento complessivo è stato di 12 milioni di euro, per 50 consorziati (uno dei quali di fuori regione). Ora siamo pronti a realizzare i primi capannoni». Le opere infrastrutturali, infatti – viabilità, parcheggi, rete idrica e condotte fognarie, allacciamenti luce e gas –, sono ultimate da diversi mesi: «E vantano – sottolineano i portavoce del Consorzio – standard di elevata qualità: le aree di sosta sono ampie (con marciapiedi in porfido e cordonature in pietra piasentina) e sono state predisposte numerose fasce verdi. «Il Consorzio artigiano – concludono Tilatti e Caporale –, che non ha scopo di lucro e agisce per conto e nell'interesse delle imprese associate, ha dato vita anche al sito internet relativo al progetto. Vi si trovano tutti i dati e le planimetrie dei lotti frazionati: l’indirizzo, per gli interessati, è www.consorzioartigiano.com. Nel frattempo, mentre procede la campagna di assegnazione dei terreni appunto, si è provveduto alla piantumazione degli alberi a ridosso della statale e lungo le vie interne del contesto artigianale: l’obiettivo è, ovviamente, quello di mitigare il più possibile l’impatto visivo del futuro ambito produttivo, oggetto di dibattito ormai da parecchi anni. L’argomento è stato affrontato più volte in sede di consiglio comunale, e in ogni occasione si è registrata una netta spaccatura d’opinioni: critica la minoranza, che giudica il piano sovradimensionato e contesta la progressiva cementificazione della campagna cividalese; plaudente la maggioranza, che pone sull’accento sul valore di un’operazione di espansione aziendale nell’epoca della crisi economica. (l.a.)

- 1 aprile 2012 - Messaggero Veneto - Artigiani al Comune: collaborate con noi - Chiedono collaborazione alle istituzioni, i vertici della Confartigianato del Friuli Orientale. Nello specifico all’amministrazione di Cividale, città che proprio all’apice della crisi cerca di lanciare una nuova zona artigianale: proprio questo, dunque, è stato il tema cardine dell’incontro – svoltosi due giorni fa, nel palazzo municipale – fra i portavoce della categoria economica e il sindaco Stefano Balloch. «E’ necessario consolidare il rapporto di cooperazione – hanno dichiarato, durante il confronto, il presidente Giusto Maurig e i vice Lucio Vogrig e Daniele Cuciz –: il momento è davvero critico, e per quanto il sistema economico e produttivo cividalese stia dimostrando di reggere bisogna tenere alta la guardia e dare risposte immediate (superando l’inghippo dei tempi della burocrazia) a ciascun problema dovesse presentarsi». Fra le questioni sul tappeto spicca, come detto, quella della zona artigianale cittadina: le opere infrastrutturali sono concluse ormai da parecchio (lo scorso 19 novembre la fine delle attività era stata salutata con una breve cerimonia di inaugurazione, nella sede del Consorzio artigiani), e si attende, a questo punto, l’edificazione dei primi capannoni; il contesto si estende per 500 mila metri quadri, ripartiti in 60 appezzamenti che spaziano da un minimo di 1000 a un massimo di 20 mila metri quadrati. Balloch – compiaciuto per il processo di ammodernamento gestionale messo in atto da Confartigianato, articolato ora in cinque zone – l’impegno a proseguire e, anzi, a incentivare i contatti con l’organismo. «Al mondo dell’artigianato e della piccola impresa, spina dorsale dell’economia cividalese – ha dichiarato –, prestiamo notevole attenzione. Questa giunta garantirà il massimo appoggio a tutte le attività produttive». (l.a.)

- 27 marzo 2012 - Messaggero Veneto - Il Consorzio artigiani costruirà l'ecopiazzola - Accordo pubblico-privato, per la realizzazione della nuova ecopiazzola comunale? Possibilità concreta. I ferri, certamente, sono in acqua: il Comune starebbe infatti guardando in direzione del Consorzio artigiani, con il quale il progetto pare essere già stato discusso. L’intenzione sarebbe quella di costruire il mega impianto – con una compartecipazione di spesa – proprio nella nuova zona artigianale, ampio contesto che fronteggia quello industriale e che, per il momento, si presenta ancora completamente sgombro. E l’ipotesi operativa sarebbe la seguente: lavori a carico (quasi in toto) del Consorzio, che metterebbe a disposizione i 500 mila euro mancanti all’appello – la struttura, infatti, richiederà una spesa di ben 600 mila euro, e il Comune, per adesso, può contare esclusivamente su un contributo provinciale di 100 mila – a fronte dell’impegno dell’amministrazione a pagare un affitto annuale, fino a conguaglio. «Potrebbe essere una soluzione ottimale – commenta il vicesindaco e assessore ai lavori pubblici Elia Miani –, che ci consentirebbe di sbloccare una “pratica” ferma ormai, per carenza di fondi, da parecchio tempo. La collocazione dell’impianto sarebbe, ritengo, perfetta. Strategica, direi: se sorgesse negli spazi del futuro contesto produttivo, l’ecopiazzola potrebbe assumere una funzione di area vasta. Ne potrebbero beneficiare il vicino Comune di Moimacco, in primis, ma anche quelli delle Valli del Natisone». Alla progettualità del punto di smaltimento rifiuti se ne collega strettamente, però, un’altra, di non poca importanza. La creazione della super-piazzola (che dovrebbe includere, stando al disegno, anche una pesa pubblica) consentirebbe, infatti, di liberare le pertinenze dell’ex macello comunale, contesto inutilizzato in cui un paio d’anni fa vennero trasferite le due precedenti ecopiazzole, non più rispondenti ai requisiti di legge. «E a quel punto – abbozza il vicesindaco – la destinazione d’uso del sito potrebbe essere convertita, in senso residenziale». Modifica, questa, che si inquadra in un processo di espansione delle aree edificabili cui l’amministrazione sta lavorando: dal 2004 (anno di approvazione del piano regolatore) a oggi, infatti, il 30% delle zone riservate all’edilizia è stato utilizzato. Si profila dunque all’orizzonte una specifica variante urbanistica, che ricalcando i contenuti del piano struttura implementerà gli spazi a disposizione per la costruzione di immobili. «La richiesta c’è – commenta, al riguardo, Miani –. Gli ambiti indicati come edificabili nel piano struttura portano alle frazioni di Rualis, Gagliano, Rubignacco e Grupignano». Tornando alla piazzola ecologica (che fino a qualche mese fa si pensava di erigere nel contesto industriale): avrà una superficie di 3 mila metri quadrati e si innalzerà per 13 metri; è prevista la costruzione di rampe d’accesso, da cui gli utenti potranno scaricare i rifiuti direttamente dalla propria macchina. (l.a.)

- 9 novembre 2011 - Messaggero Veneto - Zona artigianale pronta ma mancano le aziende - Opere concluse, a livello infrastrutturale: la “base” della nuova zona artigianale di Cividale, che si svilupperà su un terreno di 500 mila metri quadri – esattamente di fronte all’area industriale cittadina –, è ormai pronta. A non essere pronte, in compenso, sono le aziende destinatarie dei vari lotti. La violenza della crisi economica e la stagnazione dei mercati fungono da inevitabile freno: ad oggi, così, sono stati assegnati – rendono noto dal Consorzio artigiani – quattro dei 60 appezzamenti ricavati nel contesto. Appezzamenti che spaziano da un minimo di 1000 a un massimo di 20 mila metri quadrati. «Ci sorgeranno una carrozzeria, un’officina per moto, una rivendita di lubrificanti e un’attività che produce depuratori d’acqua per camper», annuncia uno dei componenti del Cda della realtà consortile, Sandro Caporale. «Le richieste di edificazione – rende noto – erano, e restano, 50: confidiamo di assegnare ai soci il maggior numero di lotti possibile entro il 2011. Nel frattempo cercheremo di piazzare i 10 ancora scoperti: contiamo di riuscirci nell’arco di un paio d’anni. Le singole ditte, però – al di là degli esempi che ho citato –, attenderanno molto probabilmente tempi migliori per erigere i capannoni. Il momento è notoriamente difficile: la crisi ha bloccato il sistema produttivo e le banche, da parte loro, hanno stoppato i finanziamenti. E’ evidente che gli imprenditori ci devono pensare bene, prima di lanciarsi in un investimento importante. I soci, insomma, ritireranno il proprio terreno e attenderanno che la situazione si sblocchi». Non poteva esserci momento peggiore, in effetti, per il varo di un piano di espansione nel settore artigianale. E c’è chi constaterà la fondatezza delle proprie previsioni: dell’argomento, infatti, si è discusso più di una volta, in sede di assemblea civica. Il Consorzio, peraltro, guarda avanti con fiducia: il primo passo – il completamento, appunto, delle infrastrutture – è stato fatto e adesso si entrerà quindi, per quanto lentamente, nella fase clou dell’operazione. E il superamento del primo step sarà salutato con una semplice cerimonia inaugurale, per quanto non sul campo ma nella sede del Consorzio: il cin-cin è in programma per sabato 19 novembre e farà seguito all’assemblea annuale dei soci. «Sarà l’occasione – commenta sempre Caporale – per tracciare una panoramica del periodo trascorso dall’atto del rinnovo del consiglio d’amministrazione e dal passaggio di consegne tra l’ex presidente dello stesso, Mario Laurino, e l’attuale, Graziano Tilatti». (l.a.)

- 19 agosto 2011 - Messaggero Veneto - Zona artigianale, assegnato il primo lotto - E’ stato assegnato dal Consorzio artigiano e piccole imprese di Cividale srl il primo dei sessanta lotti della zona artigianale e industriale di Cividale del Friuli. Lo annuncia, esprimendo la propria soddisfazione, il presidente dello stesso Consorzio, Graziano Tilatti. Il presidente Tilatti spiega anche che i lavori per le opere di urbanizzazione stanno volgendo oramai al termine - tutte le opere per i sottoservizi sono state, infatti, completate - e che manca soltanto l’illuminazione pubblica che sarà realizzata  con la moderna tecnologia cosiddetta “a led” e la posa del manto finale di usura in asfalto. Il presidente del Consorzio artigiano e piccole imprese di Cividale srl, nel ringraziare l’attuale Consiglio di amministrazione nelle persone di Mugherli, Bordon, Marseu, Pirioni e Caporale per il lavoro svolto dall’insediamento del nuovo Cda dal novembre del 2010, annuncia, inoltre, che dopo la pausa dei giorni di ferragosto tutti i soci del Consorzio saranno contattati in forma scritta per proseguire le varie assegnazioni in prenotazione e andare a rogito per il trasferimento di ciascun lotto in proprietà ai singoli soci. Nell’area in questione - che complessivamente si estende su circa 505 mila metri quadrati - è prevista, tra l’altro, l’edificabilita dei singoli lotti per il 57% dei totali edificabili, che ammontano a 345 mila metri quadrati, ora già frazionati per la cessione ai soci del Consorzio.

- 20 luglio 2011 - Messaggero Veneto - Tondo assicura sostegno alla nuova zona artigianale - A Cividale presentato il piano d’intervento al presidente della Regione Fvg Coinvolto anche il Comune di Premariacco. Il nodo dei tralicci dell’alta tensione - E’ nelle mani della Regione il futuro della nuova zona artigianale di Cividale: il Consorzio artigiani, fresco di cambio al vertice (Graziano Tilatti al posto di Mario Laurino), ha avuto un incontro con il presidente Renzo Tondo. Il vertice era finalizzato a illustrare i dettagli del piano d’intervento (il progetto porta la firma degli ingegneri Cacciaguerra e Frossi) e a chiedere l’appoggio del governo regionale, fondamentale su un doppio fronte. Punto primo: il Consorzio auspica il cambio di destinazione d’uso (da settore agricolo a zona servizi) di un terreno di sua proprietà, in Comune di Premariacco, a ridosso del sito in cui sorgerà il contesto produttivo. L’intenzione è di usare l’appezzamento (50 mila mq) per produrre energia alternativa a servizio dell’area artigianale: sarebbe necessaria, naturalmente, una specifica variante (che andrebbe approvata dall’assemblea civica di Premariacco) ed è a tal fine che si caldeggia l’intervento della Regione. Questione numero due: è imperativo spostare i tralicci dell’alta tensione fuori dell’ambito destinato ai capannoni. L’intervento è oneroso: si parla di un milione di euro, cifra di cui gli artigiani (che già si sono assunti in toto il peso della realizzazione del contesto produttivo, che richiederà una spesa di 12 milioni) non possono farsi carico. Ma all’amministrazione del Fvg si chiede pure di incoraggiare la Provincia ad attivare un cavidotto per le fibre ottiche a fianco della nuova strada per Buttrio. «Un grazie a Mario Laurino, padre del progetto - ha concluso Tilatti -, al Comune e alle banche, che confidiamo continuino a supportarci». E il presidente ha mostrato l’attenzione auspicata: «Per quanto riguarda la linea dell’alta tensione - ha detto Tondo - siamo disponibili a sostenere l’opera di spostamento dei tralicci, a condizione che con Terna si avvii un percorso di cooperazione e che si riesca a favorire anche una riduzione dell’impatto ambientale». Sull’energia alternativa la posizione, per il momento, è più neutra, ma con una garanzia: «Tutte le ipotesi di uso di fonti rinnovabili - ha detto il presidente - vengono prese in considerazione dalla Regione». (l.a.)

- 20 luglio 2011 - Messaggero Veneto - «Uno sviluppo produttivo che si sposa bene al titolo Unesco» - La base, ormai, c’è: le opere infrastrutturali nel sito della nuova zona artigianale cividalese sono pressoché ultimate e il Consorzio, dunque, sta dando avvio all’assegnazione dei lotti. All’inizio del prossimo anno, presumibilmente, inizieranno i lavori di edificazione dei capannoni: «Un progetto importante, di prospettiva - ha commentato ieri, durante l’incontro con il presidente Tondo, il sindaco di Cividale, Stefano Balloch -. La nostra città si dimostra realtà vivace, in crescita, e offre quindi un panorama in controtendenza rispetto al quadro generale, penalizzato dalla crisi economica. Il piano di realizzazione di questo ulteriore contesto produttivo si sposa bene, inoltre, al titolo Unesco, appena conseguito da Cividale: la disponibilità di un’area per le imprese artigiane consentirà, nel prossimo futuro, di trasferire in periferia attività che operano, attualmente, in ambiti inadeguati, nei pressi del centro storico». (l.a.)

- 15 dicembre 2010 - Il Gazzettino - A Cividale il fotovoltaico conquista anche l’impresa - In arrivo la possibilità di installare impianti fotovoltaici ad uso industriale sul territorio comunale. L'amministrazione a poco più di un mese dall'approvazione del Regolamento per l'installazione di impianti solari termici, fotovoltaici ed eolici ad uso familiare, sta predisponendo un'apposita variante urbanistica che permetta anche la costruzione di strutture per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile solare da parte di ditte e aziende. Nel corso dell'ultima giunta il Comune ha stabilito le direttive della variante, la sesta al nuovo Prgc entrato in vigore nel 2007. «Dal Regolamento per l'utilizzo degli impianti fotovoltaici ed eolici - spiega l'assessore all'urbanistica Mario Strazzolini - risultava esclusa la produzione delle energie alternative su scala industriale ovvero gli impianti meglio noti tecnicamente come impianti di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile solare soggetti ad autorizzazione unica. Per permettere la costruzione di tali strutture è necessaria una variante al piano regolatore che interessa le norme tecniche di attuazione». La giunta ha infatti incaricato il proprio ufficio comunale all'urbanistica di predisporre il documento che sarà pronto a gennaio e che individua le aree nelle quali sarà possibile realizzare tali impianti. «Le zone - spiega Strazzolini - saranno tre: la zona di interesse agricolo E6 che si estende dalla località Gradaria a San Giorgio a Rualis; la zona D1 che corrisponde alla zona industriale; la zona D2 ovvero la zona artigianale in costruzione».

- 15 ottobre 2010 - Messaggero Veneto - Zona artigianale, in primavera i primi capannoni - Dall’esterno sembra tutto fermo, tant’è che la minoranza consiliare ha sollevato più volte il caso della nuova zona artigianale, in fase di realizzazione a ridosso della rotonda di località “Tre Pietre”, sulla statale 54: ma il “Consorzio artigiani e piccole imprese Cividale del Friuli” (fresco di rinnovo del cda), promette una svolta repentina. Entro la primavera, fa sapere l’organismo, i lavori infrastrutturali nell’ampio lotto - avviati nel 2007, con le opere di sbancamento e livellamento del terreno - saranno conclusi: a quel punto via libera all’edificazione dei primi capannoni. Stando ai calcoli del direttivo della realtà consortile, insomma, per l’estate 2011 il panorama sulla 54, di fronte alla zona industriale, dovrebbe cominciare a trasformarsi. L’annuncio è arrivato ieri, all’indomani della nomina, del nuovo Cda del “Consorzio artigiani e piccole imprese”: l’assemblea dei soci (una cinquantina) ha confermato la fiducia a Mario Laurino, presidente uscente (ed entrante, dal momento che l’attribuzione della carica al titolare della Julia Marmi viene data per scontata: vi si procederà a giorni), e ha eletto Graziano Tilatti, presidente di Confartigianato, Sandro Caporale, direttore di Confartigianato Udine Servizi, Franco Bordon, direttore d’impresa, Rinaldo Mugherli, international manager, Franco Marseu, costruttore edile, e Mauro Piriani, imprenditore nel comparto del mobile. Aria di rinnovamento, insomma: «Il neo direttivo - commenta Bordon - intende lavorare alacremente per portare a compimento quanto prima, il piano di realizzazione dell’area artigianale. Terremo conto delle esigenze di tutti gli associati, operando nel loro interesse». Sul fronte lavori nella cosiddetta “zona D2”: «Un certo ritardo si è registrato rispetto al cronoprogramma - commenta Bordon -, ma non è imputabile al Cda quanto alla lentezza della burocrazia. La crisi economica, poi, non ha aiutato. Al momento le opere infrastrutturali possono dirsi quasi ultimate. Entro la primavera dovrebbero essere concluse e si potrà così avviare le edificazioni: i soci del Consorzio sono ansiosi di procedere. Ci troviamo - conclude - in una fase importante per lo sviluppo economico di Cividale». L’appezzamento riservato alle imprese del territorio ha un'estensione di 500 mila metri quadri: 200 mila sono destinati all’edificazione dei capannoni (una cinquantina, per il momento). Il quadro degli insediamenti dovrebbe essere variegato: il piano stilato a suo tempo, pre-crisi economica, spaziava dal campo della lavorazione del legno al settore metalmeccanico, dal comparto dell’edilizia a quello della carpenteria. (l.a.)

- 15 maggio 2010 - Messaggero Veneto - Pinto: sinistra argine al degrado della città - «Mettere al centro dell’attività amministrativa i cittadini intesi come persone, dando vita a un processo decisionale partecipato»: è questo il paradigma politico del candidato di “Rinascita” Domenico Pinto, che ieri sera ha chiuso la propria campagna elettorale in piazza Foro Giulio Cesare. Nel ribadire il bisogno per Cividale di un cambiamento, e non della continuità sbandierata dal centro-destra, Pinto ha ricordato che in dieci anni di amministrazione Vuga non si è saputo dare risposta a problemi di peso quali l’ospedale, la viabilità, lo sviluppo artigianale e turistico-commerciale della città. Esercenti ingannati con il progetto di “Cividale 3” e artigiani presi in giro con la zona D2, mentre rimane la minaccia del terzo ponte come logica chiusura del progettato ring: «E oltre a ciò - ha aggiunto il candidato - sul Mittelfest pesa una deriva di chiusura localistica, mentre il festival avrebbe bisogno di rilanciare la sua dimensione internazionale». Giovani e anziani - ha proseguito - sono stati oggetto di «campagne pubblicitario-merceologiche» e non considerati, invece, soggetti cui attrubuire spazi di aggregazione e di crescita culturale. Pinto ha infine rivendicato il ruolo della sinistra e del suo partito come unico vero argine al degrado della città e come fonte di proposte per la riappropriazione di una dimensione vivibile di comunità. Passaggio quasi obbligato, quindi, sulla mancata unitarietà del centro-sinistra: «Siamo sempre stati capaci di mediare ma quelli che potevano essere i nostri alleati non hanno voluto trovare un accordo». (l.a.)

14 maggio 2010 - Messaggero Veneto - tavola rotonda elettorale
Quesito:
Tutto è pronto per la realizzazione della nuova area artigianale. Ma serve davvero? Ed è proprio quella la collocazione appropriata?
- Domenico Pinto: L’area D2 è stata approvata nel 2003 e lo stato attuale del suo sviluppo mostra i problemi di un progetto mal concepito. A oggi le cose certe sono il costo che essa avrà per gli artigiani, il danno ambientale che deriva dal consumo di 50 ettari di territorio di pregio, il deturpamento dell’immagine della città per chi vi accede da ovest. Ritengo che la dimensione dell’intervento sia sovrastimata e già al tempo della sua progettazione avevo segnalato il difetto dell’analisi economica che l’ha sostenuto.
Cristina Novelli: Nel nostro territorio le aree artigianali dismesse non sono poche; aprirne una nuova a ridosso della città, erodendo un’area agricola enorme, già deturpata da un’edilizia aggressiva, è sbagliato. Per di più, oltre alle attività artigianali, sono previste anche aree dedicate al terziario e al piccolo commercio che indeboliranno ulteriormente il centro storico.
Carlo Monai: Non mi faccia questa domanda: sono nel cda del Consorzio promotore della zona di espansione, ma questo incarico l’ho svolto sempre a titolo gratuito perché convinto che gli artigiani siano volano di una sana economia. L’area è antistante alla zona industriale e non era votata all’agricoltura: è stato il consiglio comunale ad individuarla con l’approvazione degli urbanisti.
Stefano Balloch: Serve eccome. Cividale era priva di una zona artigianale. Le numerose richieste pervenute sono prova della sua capacità di attrazione. La localizzazione è frutto di un accurato studio del territorio: la vicinanza con la ferrovia, lo scalo merci e la nuova variante provinciale sono elementi di forza.

- 9 maggio 2010 - Messaggero Veneto - Pinto: puntiamo su onestà e trasparenza - E' la chance più di sinistra, per l'elettorato cividalese: Domenico Pinto, docente di storia e filosofia al liceo classico "Paolo Diacono", conferma e consolida un impegno politico ormai di vecchia data. A differenza delle ultime due tornate amministrative non si limita a concorrere alla carica di consigliere comunale, ma si espone ben di più, guidando da candidato sindaco la lista ("Rinascita") di cui, negli ultimi dieci anni, è stato portavoce in assemblea civica. Quella di Pinto, nel doppio mandato del sindaco Vuga, è stata indubbiamente la voce più agguerrita e schietta della minoranza consiliare: la questione del palazzetto polifunzionale, bollato come cattedrale nel deserto, quella del Prgc e dell'ipotizzato terzo ponte sul Natisone (progetto stoppato proprio a seguito di una determinata azione di "Rinascita"), il problema dell'ospedale e quello dell'inquinamento della zona industriale sono solo alcuni dei suoi cavalli di battaglia. Domenico Pinto, il motivo alla base della sua candidatura? «La consapevolezza di avere dei doveri verso chi fin qui mi ha sostenuto e ha trovato nella mia presenza in consiglio comunale un punto di riferimento. Un motivo di coerenza politica, dunque, e la necessità, manifestatami da molti, di mettere a frutto un'esperienza capace di proporre progetti di ampio respiro, orientati all'interesse generale e non frutto di meschine e asfittiche mediazioni di interessi particolari». Come definirebbe, in sintesi, il vostro programma amministrativo? «È un programma che pone al centro il cittadino e l'esercizio della cittadinanza. Desideriamo che i cividalesi si sentano partecipi delle scelte e vogliamo che esse si concretizzino in una più alta qualità della vita, in un rinnovato senso di appartenenza ad una comunità la cui crescita non si misuri solo in termini economici, ma anche etici e culturali». E in tale programma quali sono le tre priorità? «Cividale ha bisogno di una ridefinizione del Prgc, volta a contenere il consumo del territorio, a sconfiggere le spinte speculative e a disegnare nuove opportunità di sviluppo. Pensiamo che il rispetto dei diritti dei cittadini debba essere il riferimento costante dell'amministrazione e che il diritto alla salute sia in questo senso cardinale e vada perciò sostenuto da una nuova progettualità in campo sanitario. E pensiamo che la cultura possa essere una vera occasione di crescita per la città: siamo convinti dell'importanza di un turismo di qualità, fortemente ancorato alle nostre risorse e capace di restituire vitalità alle attività commerciali esistenti». Un punto di debolezza dell'amministrazione uscente? «Ce ne sono diversi, ma il più rilevante consiste nella pianificazione territoriale. La lentezza dei lavori di realizzazione della nuova zona artigianale D2, ad esempio, è frutto di un errore di valutazione che saranno gli artigiani a pagare caro, e con loro tutta la città. L'azione del Comune è stata debole e troppo attendista anche sul tema del riutilizzo dell'area ex-Italcementi». Un pronostico sul risultato?. «Speriamo che di fronte alla testimonianza di un impegno che dura da anni e alle sfide che ci attendono, molte persone trovino la convinzione e il coraggio di votare per noi». Cosa promette agli elettori? «Onestà e trasparenza nelle scelte, coinvolgimento dei cittadini, capacità di amministrare e nessun interesse personale o di parte». Perché, in conclusione, votare Domenico Pinto? «Perché la città ha bisogno di idee che camminino sulle gambe di donne e uomini capaci, come quelli che si sono candidati con me. Perché conosciamo bene i problemi e le potenzialità del nostro territorio. Perché questo è un momento critico, in cui bisogna avere il coraggio di cambiare per essere artefici, insieme, di un nuovo corso». (l.a.)

- 25 gennaio 2009 - Messaggero Veneto - Ecopiazzola, finanziata in parte la realizzazione - Centomila euro per la realizzazione di un centro per la raccolta differenziata dei rifiuti: il Comune di Cividale ha appena ricevuto dalla Provincia di Udine l'assegnazione di un contributo che non coprirà certo l'intera spesa necessaria per la costruzione della prevista nuova ecopiazzola (il cui costo è ingente, 690 mila euro), ma che, comunque, consentirà di avviare un progetto atteso da tempo. Ad ufficializzare la notizia è l'assessore all'ambiente Elia Miani: "Un supporto significativo, quello che ci giunge dall'amministrazione provinciale - commenta -: quanto basta per poter iniziare, finalmente, i lavori per l'allestimento dell'ecopiazzola. Ringraziamo dunque la Provincia e auspichiamo, ora, di reperire ulteriori fondi a sostegno dell'intervento. L'amministrazione comunale cercherà, da parte sua, una via per coprire almeno in parte l'importo rimanente, o con l'accensione di un mutuo o tramite i proventi dell'alienazione di qualche immobile". Sull'ubicazione del servizio ormai non parrebbero esserci dubbi: l'area più idonea, a parere della giunta, è quella del contesto industriale-artigianale, dunque alle porte della città. Nell'arco di qualche mese, insomma - il progetto è pronto da tempo -, le attività dovrebbero partire. Per il momento, e fino a quando non sarà pronta la nuova ecopiazzola, il servizio di raccolta differenziata dei rifiuti sarà operativo in una sede provvisoria: a seguito della chiusura - imposta dai contenuti del decreto ministeriale 8/4/08 - dei due siti preesistenti, quello di Carraria e quello situato a ridosso della piscina, l'amministrazione ha infatti attivato un punto di smaltimento per gli ingombranti nell'area esterna del macello comunale, struttura in disuso da anni. Il contesto è apparso idoneo risultando già dotato di alcune delle principali caratteristiche tecniche richieste dal decreto ministeriale; gli interventi per l'adeguamento dell'ambito alla sua nuova funzione sono stati effettuati grazie ad un contributo provinciale e, in parte, con fondi comunali. I lavori sono consistiti, prevalentemente, nell'individuazione della viabilità interna e nel posizionamento di un'opportuna segnaletica, nell'asfaltatura dello slargo e nella realizzazione di un sistema di gestione delle acque meteoriche e di quelle provenienti dalle zone di raccolta, carico e scarico dei rifiuti. La gestione del centro è a cura del Consorzio Smaltimento Rifiuti Bassa Friulana Spa, che ne garantisce l'apertura nelle giornate di lunedì, mercoledì e venerdì dalle 13 alle 17 nonché il sabato, con orario continuato dalle 9 alle 17. (l.a.)

- 5 dicembre 2008 - Messaggero Veneto - Raccolta rifiuti: apre l'ecopiazzola esterna al macello - A un paio di mesi di distanza dalla chiusura delle due ecopiazzole comunali, quella di Carraria e quella situata a ridosso della piscina - provvedimento conseguente ai dettami del decreto ministeriale 8/4/2008 -, l'amministrazione ha attivato un nuovo sito per la raccolta differenziata dei rifiuti nell'area esterna del macello comunale (in via Leonardo da Vinci), struttura in disuso da anni. Il centro sarà accessibile a partire da domani con i seguenti orari: lunedì, mercoledì e venerdì dalle 13 alle 17, sabato dalle 9 alle 17. Nelle giornate festive l'ecopiazzola resterà chiusa; va ricordato, inoltre, che l'accesso al servizio è consentito ai soli residenti nel Comune di Cividale. "Questa ecopiazzola - ricorda l'assessore al patrimonio e all'ambiente Elia Miani - avrà comunque carattere provvisorio: è infatti nelle previsioni dell'amministrazione la realizzazione di una struttura più grande, e definitiva, in una zona che risulta tuttora al vaglio. Abbiamo accantonato l'ipotesi di Carraria e stiamo valutando l'opportunità di attuare il progetto nel contesto industriale oppure nella limitrofa area artigianale, in via di costruzione. Già ora, comunque, i cittadini possono contare su un servizio valido: per realizzare il centro di raccolta abbiamo utilizzato, con autorizzazione della Provincia, 50 mila euro che ci erano stati assegnati dalla stessa. È stato sistemato il cortile del macello, che dispone di alcune tettoie, e sono stati posizionati otto containers, tutti al coperto: vi si potrà conferire ogni tipologia di materiale di scarto - fatta eccezione per i rifiuti solidi urbani -, dagli ingombranti al ferro, dal verde al legno, a frigoriferi, tv, lavatrici eccetera". (l.a.)

- 27 marzo 2008 - Messaggero Veneto - Il primo lotto degli interventi in borgo Brossana sarà ultimato entro aprile - Piazzetta San Biagio, quasi conclusi i lavori - Sette grandi cantieri, alcuni dei quali impiantati da poco, altri ormai prossimi alla fine lavori: tanti risultano gli interventi pubblici in corso a Cividale, spaziando (per un importo totale che raggiunge i 14 milioni di euro) dall’ambito della viabilità a quello della riqualificazione a livello di arredo urbano, dal settore degli insediamenti artigianali fino all’edilizia convenzionata e al comparto della sanità. Un periodo di particolare fermento, insomma, per la città ducale: varie, naturalmente, le tempistiche delle attività in essere, ma le opere non dovrebbero comunque protrarsi, in termini generali, per più di un paio d’anni a partire da ora. Tre gli interventi a buon punto, a cominciare dal primo lotto dell’opera di riassetto di piazzetta San Biagio, in Borgo Brossana, avviata alla fine del 2007 e destinata a concludersi - in base al cronoprogramma - intorno alla metà di aprile; procedono senza intoppi pure il rifacimento di piazza Foro Giulio Cesare, dove si sta realizzando la pavimentazione in pietra piasentina (la rimozione del cantiere è attesa per il mese di giugno), e la prima tranche dei lavori per la costruzione di una condotta fognaria per lo smaltimento delle acque meteoriche in località Gallo: lo scavo sta interessando, in queste settimane, proprio l’area dell’incrocio, la più critica sul percorso della nuova condotta, ma l’attraversamento risulta, ormai, quasi completato. Gli scavi proseguiranno poi per un ultimo breve tratto in direzione Rubignacco. Di più recente allestimento i cantieri in località al Cristo, per la razionalizzazione del flusso veicolare tramite creazione di una bretella (iniziate alla fine di gennaio, le opere dovrebbero comunque terminare entro giugno), e nel complesso dell’ospedale, per la demolizione del padiglione di levante, che sarà poi ricostruito per accogliere la sede del Distretto e un reparto di hospice (8 milioni di euro la spesa preventivata): la conclusione delle attività è prevista per la fine del 2009. Non prima dell’inizio del 2009 finiranno i lavori per l’edificazione di un ampio complesso dell’Ater a Rualis, a completamento del Peep della frazione: parte del fabbricato rimarrà a disposizione del Comune, che destinerà tali spazi a funzioni di carattere pubblico. Ed entro il prossimo anno dovrebbero sorgere anche i primi capannoni nella nuova zona artigianale, dove in maggio cominceranno le opere di urbanizzazione, che costeranno oltre 2 milioni e mezzo di euro. (l.a.)

- 1 marzo 2008 - Messaggero Veneto - Una decina sono però quelle in lista d’attesa per l’assegnazione di un lotto La linea dell’alta tensione sarà interrata, l’operazione costerà più di un milione di euro - Zona artigianale per oltre cinquanta aziende - Partirà a giorni la gara d'appalto per l'attuazione delle opere di urbanizzazione nella nuova zona artigianale, che sorgerà su un lotto di ben 500 mila metri quadri (200 mila dei quali destinati all'edificazione di capannoni) esattamente di fronte al contesto industriale, sulla statale 54: una ventina le aziende che hanno aderito al bando.Per la realizzazione di tutte le infrastrutture a servizio del sito (strade, acquedotto, fognature) sarà necessaria, rendono noto dalla Confartigianato, una spesa superiore ai due milioni e mezzo di euro. Proprio nei giorni scorsi, inoltre, si è deciso di prevedere l'interramento della linea dell'alta tensione, per "contenere" l'impatto ambientale dell'insediamento. La variazione di progetto determinerà un costo aggiuntivo non indifferente, pari a un milione di euro (l'importo per la costruzione della linea passerà, infatti, da 600 mila euro a un milione 600 mila), «ma si è ritenuto opportuno questo investimento - spiegano sempre dalla Confartigianato - per valorizzare ulteriormente il nuovo ambito produttivo». Le operazioni di sbancamento e di livellamento del terreno nell'ampia area destinata ad accogliere la zona artigianale, avviate la scorsa estate, sono ormai definitivamente concluse: adesso, come detto, si potrà dunque procedere all'appalto, che sarà assegnato entro il mese di marzo. E' quindi presumibile che l'intervento di urbanizzazione possa partire all'inizio di maggio: per portare a compimento i lavori servirà poi all'incirca un anno. Per accelerare i tempi, tuttavia, saranno frattanto assegnati i primi lotti alle aziende che hanno maggiore necessità di trasferirsi dalla sede attuale: in contemporanea con le opere infrastrutturali dovrebbero quindi cominciare a sorgere i primi capannoni, che potranno del resto divenire operativi (nel caso la loro costruzione fosse particolarmente celere) solo nel momento in cui saranno terminate in via definitiva le attività di urbanizzazione. Cinquantuno le ditte che si stabiliranno nel contesto; ad esse si affianca un'ulteriore decina di imprese che ha avanzato domanda di insediamento ma che, al momento, risulta in lista d'attesa. Quanto mai variegata la tipologia produttiva, «elemento, questo, decisamente positivo», sottolineano dalla Confartigianato: si spazierà dal campo della lavorazione del legno al settore metalmeccanico, dal comparto dell'edilizia a quello della carpenteria; vi saranno anche una ditta (per menzionare due casi specifici) che realizza pali per le viti e una che costruisce elementi di legno per la fabbricazione di giochi per bambini. (l.a.)

- 14 febbraio 2008 - Messaggero Veneto - L’amministrazione vende immobili e ricava 1,6 milioni - Ammontano a un milione 670 mila euro le previsioni di introito - per l'anno 2008 - derivanti dalla vendita di immobili comunali: 220 mila euro, come esplicitato nella relazione di bilancio predisposta dall'assessore Stefano Balloch, sono connessi a procedure di alienazione avviate già nel corso dell'esercizio 2007, mentre per quanto riguarda la cifra rimanente si conta di incamerarla nell'arco dei prossimi mesi. L'argomento sarà comunque affrontato nel dettaglio in apertura della seduta di consiglio comunale di lunedì prossimo, 18 febbraio, in virtù di un'interrogazione sul tema presentata dal consigliere di minoranza Enrico Minisini: al sindaco Vuga e alla giunta l'amministratore ha chiesto, infatti, di fornire un elenco dettagliato dei beni che l'amministrazione è intenzionata a cedere a terzi per incamerare fondi utili a coprire le spese preventivate per una serie di opere pubbliche. Per quanto concerne, invece, le entrate per trasferimento in conto capitale deriveranno, per un totale di 6 milioni 634 mila euro, da contributi regionali, di cui 293 mila 500 assegnati in base alla legge regionale 2/83 per interventi in centro storico. Sono inoltre previsti trasferimenti per ulteriori un milione 324 mila euro circa da parte di altri enti pubblici: 500 mila euro sono destinati a lavori di asfaltatura delle strade comunali, 238 mila al progetto del centro intermodale, 150 mila alla sistemazione delle aree di stoccaggio dei rifiuti, 400 mila alla realizzazione di impianti fotovoltaici degli edifici scolastici (disegno, quest'ultimo, che interesserà tutti i Comuni dell'Aster di cui Cividale è capofila). Va sottolineato, inoltre, che è stato riallocato a bilancio lo stanziamento di 700 mila euro destinato alla nuova zona artigianale, "stante che le procedure di espropriazione, già previste nell'esercizio precedente - si sottolinea nella relazione che accompagna il documento contabile -, sono ancora in fase di completamento". (l.a.)

- 5 dicembre 2007 - Messaggero Veneto - Vuga: aiuti di Stato, agevolazioni fino al 35% - Un risultato importante, che garantirà benefici significativi alle aziende operanti sul suolo comunale: il sindaco Attilio Vuga ha accolto con soddisfazione la notizia dell'avvenuta approvazione - da parte della Commissione europea - della delimitazione dei territori che potranno usufruire degli aiuti di Stato a finalità regionale per il periodo compreso fra il 2007 e il 2013, in base all'elenco fornito dalla Regione, in deroga alla normativa generale. Diversamente dalle prospettive che si erano delineate all'inizio dell'anno (e che avevano fatto insorgere l'amministrazione civica) anche il Comune di Cividale rientra, infatti, nella lista, seppure limitatamente ad alcune sezioni censuarie - ovvero agli ambiti direttamente interessati - e, quindi, a livello subcomunale: «La questione - ricorda il sindaco - si era posta al principio del 2007, nel momento in cui avevamo saputo che la Regione aveva escluso Cividale dall'elenco dei territori destinati a ricevere gli aiuti di Stato, favorendo, nel contempo, altre località ben più distanti dal confine. Un tanto risultava inaccettabile considerata la realtà della nostra zona industriale, in piena attività, e l'imminente realizzazione di una nuova area produttiva artigianale, destinata anch'essa ad accogliere un elevato numero di imprese. Le nostre rimostranze fortunatamente sono andate a buon fine: la lista predisposta dalla Regione è stata rivisitata e vi sono state inserite, appunto, le sezioni del Comune interessate dal disegno». Ora, dunque, tale proposta è stata avallata dalla Commissione europea. «Un traguardo, per Cividale - ribadisce Vuga -: usufruendo di agevolazioni differenziate (nella misura del 15, del 25 o del 35%), le aziende presenti sul territorio comunale potranno infatti ricevere aiuti significativi; saranno in grado, in questo modo, di reggere meglio la competizione con la realtà economica della vicina Slovenia, fortemente avvantaggiata rispetto a noi in quanto beneficia dei fondi strutturali destinati alle aree dell'Obiettivo 1». Oltre che per la consolidata realtà della zona industriale cittadina, il via libera dato alla lista regionale riveste valore - come accennato - anche per l'area di sviluppo artigianale in fase di realizzazione lungo la statale 54, proprio di fronte al contesto industriale: l'ambito accoglierà una settantina di aziende a carattere produttivo misto, in parte già operanti sul territorio e in parte di nuovo insediamento. (l.a.)

- 20 novembre 2007 - Messaggero Veneto - Zona artigianale: partono le opere di urbanizzazione - Procedono secondo la tempistica stabilita i lavori per la creazione della nuova zona artigianale di Cividale, che accoglierà, su una superficie complessiva di ben 500 mila metri quadrati - affacciata sulla statale 54, esattamente di fronte al contesto industriale -, oltre 70 aziende a carattere produttivo misto. Le opere di movimentazione e livellamento del terreno, avviate all'inizio del mese di giugno, sono ormai terminate, in linea con i programmi. Conclusasi, dunque, la fase dello sbancamento si potranno appaltare, adesso, gli interventi di urbanizzazione primaria, quelli, cioè, mirati alla realizzazione delle condotte idriche e fognarie, degli impianti elettrici e telefonici, degli allacciamenti del gas, oltre che, naturalmente, della rete stradale a servizio dell'area. «I lavori per la predisposizione di tutte le infrastrutture necessarie - rendono noto dal Consorzio artigiani, organismo costituito, negli anni scorsi, proprio in funzione del progetto del nuovo sito produttivo - partiranno a breve, al massimo in gennaio». Le operazioni richiederanno all'incirca un anno di attività, e dovrebbero concludersi, quindi, entro il 2008. Nel frattempo, come anticipato nei mesi scorsi dal Consorzio, alcuni lotti verranno comunque assegnati alle aziende che hanno maggiore urgenza di trasferirsi nella zona artigianale dalla loro sede odierna: le opere di urbanizzazione procederanno dunque di pari passo con la costruzione dei primi stabilimenti; i capannoni, chiaramente, potranno poi divenire operativi - nel caso fossero pronti in anticipo rispetto al termine dei lavori d'urbanizzazione - solo nel momento in cui questi ultimi risulteranno ultimati in via definitiva. Dei 500 mila metri quadri della futura zona artigianale 200 mila sono stati riservati alle aziende; l'area sarà poi attorniata, per un'estensione complessiva di 100 mila metri quadrati, da fasce sistemate a verde. Più di 70, come detto, le ditte che si insedieranno nel sito: parecchie di esse sono già operative in altri contesti del territorio comunale, ma vi saranno anche diverse new entry. Alle imprese, che spazieranno dal comparto industriale/artigianale a quello commerciale, si affiancherà però anche un centro servizi, il quale sorgerà proprio nel cuore della zona produttiva, che dovrebbe assolvere un ruolo importante pure sotto il profilo delle politiche turistiche, configurandosi come un primo punto di riferimento per i visitatori che raggiungono la città da Udine; completeranno il quadro istituti di ricerca e centri di istruzione professionale. (l.a.)

- 17 luglio 2007 - Messaggero Veneto - Zona artigianale, via agli scavi su 500 mila metri quadrati - Stanno procedendo a pieno ritmo i lavori di sbancamento nell'ampia area destinata ad accogliere la nuova zona artigianale di Cividale, che occuperà - esattamente di fronte al contesto industriale cittadino - un lotto dell'estensione di ben 500 mila metri quadri: partite all'inizio di giugno, le attività di scavo e preparazione del terreno si sono estese, ormai, all'intero ambito, dalla rotonda di località Tre Pietre fino, all'incirca, al sottopassaggio situato all'ingresso della città. Dei 500 mila metri quadri citati, 200 mila sono riservati all'edificazione di capannoni; 100 mila saranno sistemati a verde. É previsto l'insediamento di oltre 70 aziende a carattere produttivo misto (industriale/artigianale, cioè, e commerciale), di servizi, istituti di ricerca e anche di centri di istruzione professionale. Nata su impulso di una cinquantina di imprenditori locali, che negli anni scorsi si erano costituiti in Consorzio e che avevano caldeggiato l'individuazione, da parte del Comune, di un sito idoneo a ospitare sia aziende già operanti sul territorio ma intenzionate a espandersi sia, appunto, nuove attività produttive, la futura zona artigianale è stata recentemente definita dalla sezione cividalese della Confartigianato "il più importante intervento di iniziativa privata effettuato, nel settore, a livello regionale". L'attuazione del piano sfocia da un iter lungo e complesso, andato a buon fine grazie al consenso e all'appoggio dell'amministrazione e di istituti di credito. Il progetto, che porta la firma dell'architetto Giorgio Cacciaguerra e dell'ingegner Guido Frossi, riserva dunque un settore del lotto a imprese che attualmente operano in altri ambiti comunali (in molti casi in condizioni disagiate e di precarietà), mentre gli spazi rimanenti registreranno l'insediamento di nuove attività, molto diversificate fra loro. Il cuore della zona produttiva accoglierà un centro servizi, che - questi, almeno, gli auspici - potrà rivestire un ruolo significativo anche sotto il profilo delle politiche turistiche, presentandosi come un primo punto di riferimento e di accoglienza per i visitatori. Grande attenzione è stata riservata alla definizione delle fasce verdi, che faranno da cornice - per una superficie complessiva di quasi 100 mila metri quadri - all'intero contesto. Attesa e sollecitata da anni, come detto, dalle categorie produttive del posto, la nuova zona artigianale dovrebbe favorire importanti sviluppi, a livello locale, sotto il profilo occupazionale. (l.a.)

- 7 giugno 2007 - Il Gazzettino - al via i lavori a Cividale su 500 mila metri quadrati. - Iniziati i lavori per la realizzazione di una nuova zona artigianale che si realizzerà alle porte della città. L' intervento è portato avanti dal "Consorzio artigianato e piccole imprese Cividale " su di un'area di 500 mila metri quadrati di estensione e con la possibilità di copertura di 200 mila metri quadrati di capannoni e può definirsi il più importante intervento regionale di iniziativa privata nel settore, permettendo l'insediamento di oltre 70 aziende a carattere misto produttivo industriale/artigianale e commerciale, di servizi, istituti di ricerca, scuole e centri di istruzione anche professionale.Una parte dell'area sarà occupata da aziende che attualmente sono insediate sul territorio comunale e in molti casi si trovano ad operare in condizioni precarie e disagiate; il rimanente da nuove iniziative con attività molto diversificate tra di loro. «L'iter burocratico non è stato semplice-spiega il Consorzio- fondamentale è stato comunque il consenso e la solidarietà dell'amministrazione Comunale di Cividale , la disponibilità degli Istituiti di Credito, la capacità tecnica e professionale dei progettisti Giorgio Cacciaguerra e Guido Frossi, dei collaboratori ed in modo particolare la fiducia dei soci». L'area è divisa in comparti in cui troveranno collocazione attività tra di loro omogenee e funzionali; la parte centrale dell'area è destinata alla creazione di un complesso con funzione di centro servizi che potrà essere anche di supporto al flusso turistico verso la città. Grande importanza nella realizzazione è stata data agli spazi riservati al verde che con una superficie di quasi cento mila metri quadri, farà da cornice all'intero complesso.Questa iniziativa, che si inserisce in piena sintonia nel contesto del nuovo piano regolatore comunale insieme alle previste nuove zone direzionali, commerciali e abitative, darà in importante contributo allo sviluppo armonico della città. Durante la recente assemblea dei soci, alla quale ha partecipato anche il sindaco Attilio Vuga, il presidente del Consorzio Mario Laurino ha fatto una precisa analisi del percorso che ha permesso una così importante realizzazione. Ha evidenziato inoltre come la mancata approvazione da parte della Regione di tutta una serie di viabilità previste nel nuovo piano regolatore di Cividale , sarà purtroppo di freno allo sviluppo della zona. Il sindaco di Cividale nel suo intervento all'assemblea degli imprenditori, ha ribadito che la realizzazione della nuova zona, fortemente voluta dall'amministrazione comunale, sarà di grande importanza per il futuro della città ducale e permetterà di dare il giusto spazio alle aziende che vogliono crescere incrementando in modo significativo l'occupazione. (c.v.)

- 4 dicembre 2005 - Messaggero Veneto - Via libera dal Consiglio comunale alla zona artigianale - Quindici voti a favore (la maggioranza e il gruppo d'opposizione Cittadini per il presidente), due astenuti (Enrico Minisini e Cesare Costantini, della lista "Cividale per l'Ulivo") e un voto contrario, quello di Domenico Pinto, di Rinascita-Prc: la variante urbanistica per la realizzazione della nuova zona artigianale di Cividale, che sorgerà di fronte all'attuale zona industriale, sulla statale 54, ha concluso il suo iter, mercoledì, con l'approvazione definitiva da parte del Consiglio. "Non era stata presentata alcuna osservazione" ha ricordato il vicesindaco assessore all'urbanistica Mario Strazzolini, sottolineando come la scelta di procedere tramite variante abbia giocato a favore della tempistica del progetto, che l'amministrazione teneva a concretizzare quanto prima per dare una risposta rapida alle pressanti richieste del Consorzio artigiani e piccole imprese. "Se avessimo aspettato la redazione della variante generale del Prgc - ha evidenziato l'assessore - si sarebbe dovuto attendere ancora molto per attuare il disegno". Ora il piano particolareggiato sarà trasmesso alla Regione, che nell'arco di un paio di mesi dovrebbe pubblicarlo sul Bur. L'area interessata dal progetto ha un'estensione di 50 ettari, sui quali si interverrà in due lotti, nell'arco di una decina d'anni. Quaranta, complessivamente, le aziende che vi troveranno spazio. "Questa approvazione dà il via a un processo di insediamento che potrà rappresentare una grande ricchezza per la nostra zona e non solo", ha commentato il capogruppo dell'Udc Gianni Cortiula, raccomandando che si presti attenzione "a un utilizzo pieno e funzionale dei lotti nonché all'arredo urbano del contesto, alle porte di Cividale". Nel corso dell'assemblea si è proceduto anche all'approvazione dell'assestamento generale del bilancio: sempre Cortiula e, quindi, il sindaco Vuga hanno posto in evidenza, al riguardo, "lo scarsissimo numero di variazioni, appena quattro, compresa la manovra di assestamento"; indice, questo - hanno rimarcato -, "della correttezza di impostazione del documento contabile". Il Consiglio si riunirà nuovamente martedì 6 dicembre, alle 19, in via d'urgenza - come annunciato dal primo cittadino in apertura della seduta -, per procedere all'esame di una proposta pervenuta dalla Cassa depositi e prestiti e relativa alla rivisitazione dei tassi di interesse. (l.a.)

- 19 novembre 2005 - Messaggero Veneto - Nuova area artigianale per 40 aziende - E' arrivato al capolinea l'iter della variante urbanistica per la realizzazione della nuova zona artigianale che sorgerà - affacciata sulla statale 54 - esattamente di fronte all'attuale zona industriale. Venerdì, infatti, l'assemblea civica procederà all'approvazione definitiva del piano particolareggiato, adottato nei mesi scorsi. "Non sono pervenute osservazioni - spiega l'assessore all'urbanistica Mario Strazzolini -, e adesso, pertanto, il Consiglio è chiamato ad approvare la variante. "La scelta di predisporre quest'ultima senza aspettare la redazione della variante generale allo strumento urbanistico è stata dettata dalle urgenze manifestate dal settore manifatturiero: alle necessità del Consorzio dell'artigianato e delle piccole imprese volevamo dare una risposta rapida e, operando come si è fatto, ci siamo riusciti. Non avendo collegato il progetto al nuovo Prgc, infatti, abbiamo accelerato le operazioni e siamo, ormai, in grado di poter partire con l'intervento; qualora, invece, si fosse deciso di attendere l'entrata in vigore della variante generale, i tempi sarebbero risultati ben più lunghi". La prossima tappa consisterà - subito dopo l'approvazione in Consiglio - nella trasmissione del piano particolareggiato alla Regione, che lo pubblicherà sul Bur, presumibilmente nell'arco di un paio di mesi. Si potrà, quindi, avviare le attività. Due i lotti previsti, dieci, complessivamente, gli anni preventivati per giungere al completamento di tutte le opere di urbanizzazione in programma. L'area destinata all'insediamento delle imprese artigiane ha un'estensione di 50 ettari; vi troveranno spazio 40 aziende (tante sarebbero le richieste avanzate dalla categoria): oltre ad esse, il sito ospiterà anche un centro servizi in cui saranno ubicati uffici, una sala conferenze a disposizione delle ditte, attività di tipo commerciale e la sede del Consorzio. L'ambito sarà servito da una rete stradale composta di una viabilità di struttura che si snoderà lungo il confine sud del comparto con una strada larga otto metri, con tre rotatorie e marciapiedi (oppure una pista ciclabile) alberati; il sistema viario progettato prevede un allacciamento alla statale 356 sul versante est, ulteriori collegamenti a sud - verso una zona attualmente agricola -, a ovest, nel territorio comunale di Premariacco, e infine a nord, verso l'interno dell'area artigianale. Alla viabilità di struttura se ne affiancherà poi una di servizio, che risulterà composta da un asse centrale - destinato a svilupparsi su due carreggiate a senso unico, separate da una fascia verde -, da strade a servizio, appunto, delle varie aziende e da due allacciamenti di accesso all'area, che verranno realizzati in corrispondenza delle due rotatorie esistenti sulla statale 54. A margine delle viabilità strutturale o di servizio verranno inoltre costruiti - in posizione funzionale alla circolazione e agli accessi ai lotti - dei parcheggi pubblici. (l.a.)

- 21 ottobre 2005 - Il Gazzettino - Cividale, spazio a quaranta aziende - Il consiglio si prepara a varare la nuova area artigianale, in novembre il voto - Si realizzerà una zona artigianale alle porte della città. Nel prossimo consiglio comunale, previsto per il mese di novembre, verrà, infatti, approvato il piano particolareggiato del piano regolatore che prevede la realizzazione di tale zona nell'area pianeggiante situata ad ovest della città e delimitata a nord dalla statale 54, ad est dalla statale 356, a sud dalla strada Vicinale e ad ovest dalla strada comunale di confine tra i Comuni di Cividale e Premariacco. L'area ha una superficie complessiva di circa 50,9 ettari e ospiterà 40 imprese artigiane. Il futuro intervento rappresenta la risposta del Consorzio artigianato e piccole imprese alla necessità di insediare nuove attività nel comprensorio comunale e di stimolare la creazione di un'ampia zona per ospitare aziende esistenti che hanno ormai saturato gli spazi a disposizione delle "zone artigianali di completamento", tanto da non poter potenziare la propria attività a ridosso di centri abitati o aree protette.«La scelta di procedere con una variante specifica per questo argomento -commenta il vicesindaco Mario Strazzolini- è stata dettata anche dalla necessità di far decollare quanto prima la zona artigianale. Tale iter preferenziale permetterà all'amministrazione di approvare il piano particolareggiato, rispetto al quale non ci sono state osservazioni, nel prossimo consiglio comunale di novembre. I passi successivi saranno la trasmissione dell'atto alla Regione, la pubblicazione sul Bur, dopodiché il Consorzio Artigianato e Piccole Imprese potrà presentare il progetto esecutivo del primo lotto».Il progetto infatti prevede la realizzazione della zona artigianale in due lotti. Il complesso, accanto agli edifici riservati alle aziende artigiane, sarà dotato di un centro servizi con uffici, sala conferenze per le attività di aggiornamento e di pubblicizzazione delle ditte, la sede del consorzio, attività di tipo commerciale. I numerosi interventi comporteranno inoltre l'esecuzione di opere stradali composte da una viabilità di struttura che si snoderà lungo il confine sud del comparto dotata di tre rotatorie, marciapiedi o pista ciclabile alberati ai lati, con allacciamento alla statale 356 sul versante est e altri collegamenti a sud, a ovest nel territorio di Premariacco e a nord. Accanto alla viabilità di struttura è prevista la viabilità di servizio composta da un asse centrale che si svilupperà su due careggiate a senso unico, separate da un'area verde, da strade di servizio e da due allacciamenti di accesso alla zona. Il progetto prevede inoltre la realizzazione di parcheggi pubblici, lo spostamento dell'attuale linea ad alta tensione, la costruzione di una rete fognaria, la sostituzione dell'attuale conduttura di gas ad alta tensione con allacciamento alla rete esistente nella vicina zona industriale. Si realizzeranno inoltre una nuova rete idrica, la rete telefonica, aree verdi. I tempi di esecuzione dell'intero progetto sono di circa dieci anni. (c.v.)

14 febbraio 2004 - Messaggero Veneto - Il consiglio comunale ha dato il via libera alla variante 28 - Si amplia la zona artigianale - La variante numero 28 al Piano regolatore generale comunale, relativa alla creazione di una nuova area d'insediamento produttivo, è stata approvata, previa introduzione di alcune modifiche conseguenti a determinate riserve avanzate dalla Regione. Il provvedimento è stato preso dal consiglio cividalese, con quindici voti favorevoli, in occasione dell'ultima seduta. L'individuazione di un sito in cui dar vita a una zona artigianale - come ha ricordato, nel proprio intervento, il sindaco Vuga - era da tempo sollecitata da varie aziende e imprenditori del territorio: proprio per tale motivo, essa rappresenta - ha rimarcato il primo cittadino - l'esito di una "precisa e importante scelta politica dell'amministrazione". Scelta che, del resto, non risulta condivisa da tutte le forze rappresentate in consiglio: particolarmente critico sulla questione si è sempre dimostrato Domenico Pinto (lista Rinascita-Prc), ma perplessità in rapporto al futuro ambito di insediamento - destinato a sorgere, come noto, esattamente di fronte alla zona industriale - erano state sollevate, in più circostanze, pure dagli esponenti della lista Cividale Insieme, Enrico Minisini e Mauro Pascolini. In causa era stato chiamato, ad esempio - volendo ricordare solo uno degli aspetti evidenziati dall'opposizione -, il forte impatto visivo che avrà il contesto, ubicato, appunto, proprio all'ingresso della città. Ora, comunque, il capitolo si è chiuso. La variante numero 28 era stata adottata dal Consiglio lo scorso aprile. Poco tempo più tardi l'amministrazione ne aveva trasmesso avviso alla Direzione regionale della pianificazione territoriale di Udine; in settembre, l'avviso di adozione era apparso sul bollettino ufficiale della Regione. Verso la fine del mese la documentazione era stata depositata presso la segreteria comunale, dove è rimasta - per il tempo previsto dalle normative vigenti in materia - a disposizione di chiunque fosse interessato a prenderne visione. L'ambito prescelto per la realizzazione della nuova zona artigianale era stato ritenuto il più idoneo allo scopo e il più funzionale per diversi motivi: in considerazione - come evidenziato più volte in sede di consiglio comunale - erano stati presi sia l'estrema vicinanza all'undicesima zona industriale, sia il fatto che gli spazi in oggetto sono ben serviti dalla viabilità (potendo contare sulla statale 54, sulla 356, sulla nuova provinciale che collega al Comune di Premariacco). (l.a.)

- 26 ottobre 2003 - Messaggero Veneto - Area artigianale: entro dicembre il via libera definitivo - Avverrà entro il 2003, probabilmente, l'approvazione definitiva della variante numero 28 al Prg relativa alla creazione di una nuova area d'insediamento produttivo adottata dall'assemblea civica nella seduta del 17 aprile scorso. In giugno l'amministrazione del sindaco Vuga ne aveva trasmesso avviso alla Direzione regionale della pianificazione territoriale. La documentazione è attualmente depositata nella segreteria comunale, dove rimarrà fino al 4 novembre: questo perché chiunque fosse interessato abbia modo di prenderne visione e possa eventualmente formulare le proprie osservazioni. L'iter, insomma, starebbe per concludersi. Si procederà appunto - qualora ce ne siano - all'esame delle segnalazioni avanzate e «come ultima tappa - spiega l'assessore Daniela Bernardi -, il progetto dovrà essere ridiscusso in sede di Consiglio comunale, per poter approdare all'approvazione definitiva. Ritengo, e mi auguro, che ciò avvenga nell'ultima seduta del 2003». Secondo i programmi, pertanto, fra un paio di mesi la creazione della zona artigianale dovrebbe avere il via libera. L'ampio sito prescelto si trova esattamente di fronte all'attuale zona industriale cittadina: il futuro polo d'insediamento sarà separato da quello già esistente, dunque, dalla statale Udine-Cividale. L'ambito - la cui individuazione si era rivelata da tempo necessaria, per rispondere a un'esigenza manifestata da aziende e imprenditori - era stato ritenuto il più idoneo e il più funzionale allo scopo per diversi motivi: erano stati presi in considerazione sia l'estrema vicinanza all'undicesima zona industriale, sia il fatto che gli spazi sono ben serviti dalla viabilità, potendo contare sulla statale 54, sulla 356, sulla nuova provinciale che collega al Comune di Premariacco e pure su un vicinissimo scalo ferroviario. All'epoca dell'adozione della variante la minoranza aveva espresso perplessità, a cominciare dall'impatto visivo della futura realtà; era stato contestato, inoltre, il fatto che il Consiglio fosse stato chiamato ad approvare una variante di notevole importanza quando ancora non si dispone del nuovo strumento urbanistico, attualmente in fase di redazione. (l.a.)

- 1 luglio 2003 - Gazzettino - Monai, eletto a Trieste, lascia il consiglio e bacchetta l’amministrazione - Carlo Monai non farà più parte del consiglio comunale. L'ormai ex consigliere, capogruppo della lista "Ora si lavora" ha consegnato le sue dimissioni nel corso della riunione del consiglio comunale che si è tenuta venerdì pomeriggio. Il nuovo capogruppo è Paolo Moratti. L'avvocato ha rinunciato al suo incarico per potersi dedicare in modo esclusivo al suo nuovo ruolo: «Essendo stato eletto al consiglio regionale - si legge nella prima parte della lettera di dimissioni consegnata al consiglio - mi accingo ad assumere questo nuovo impegno a favore della comunità regionale, non senza farmi portavoce delle istanze di crescita e di rinnovamento della nostra Cividale e del suo mandamento». L'ex consigliere comunale ha scelto di dedicarsi al suo nuovo impegno. Nella lettera di dimissioni ricorda però che in questi tre anni, con i colleghi, ha favorito e condiviso importanti traguardi, "come l'acquisto dell'ex convento delle Orsoline perché sia dedicato a sede universitaria". Ed altri obiettivi raggiunti, come "la realizzazione della nuova zona artigianale; l'elaborazione dello statuto comunale; la tutela delle componenti linguistiche minoritarie friulana e slovena". Ma ci sono anche dei rimpianti, come quello di non essere stati sufficientemente ascoltati, da parte dell'amministrazione, "in merito ad altri importanti nodi irrisolti o mal risolti, quali il potenziamento dei servizi sociosanitari ed una migliore gestione della Casa per anziani". All'avvocato dimissionario subentrerà, in consiglio comunale, Claudio Diacoli, che prenderà il posto dell'avente diritto Giovanni Sale.

- 21 maggio 2003 - Gazzettino - Zona artigianale - Rifondazione attacca Monai e il Consorzio per la variante al piano regolatore - Non ci sta proprio, la Lista Rinascita-Prc, ad accettare la recente variante (la 28) al Piano regolatore generale approvata dal consiglio comunale, che dà il via libera alla costruzione della zona artigianale a Cividale . «Cinquantun ettari circa di terreno, di fronte alla già esistente zona industriale, sono stati così riaccatastati, acquisendo un nuovo valore commerciale, nel passaggio da terreno agricolo semplice alla tipologia attuale, indicata come D2 - sottolinea il consigliere Domenico Pinto della Lista Rinascita-Prc - La variante approvata va incontro a delle precise esigenze economiche». L'accusa di Pinto è rivolta in particolare al consigliere Carlo Monai, che "fa parte del consiglio di amministrazione del Consorzio Artigiano che aveva già acquistato, sulla base dei prezzi di mercato per il terreno agricolo, almeno 40 dei 51 ettari". «Il fatto sconvolgente -continua - è che il provvedimento sia stato approvato quasi all'unanimità, con solo il mio voto contrario. Se qui esiste l'interesse generale, e bisogna dimostrare che ci sia, nasce dalla convergenza di molti interessi particolari».«Si tratta solo di una polemica sterile - risponde Monai - Il Consorzio non ha fini di lucro: è nato con lo scopo di favorire lo sviluppo delle attività artigianali, per dare sviluppo economico alla città». L'area in discussione, fa sapere il consigliere, era già stata precedentemente messa in salvaguardia con un provvedimento comunale. Per cui, quando il Consorzio ha acquistato i circa 40 ettari, era già stata decisa la destinazione del terreno. «Tutte le operazioni sono state fatte in modo assolutamente trasparente e il Consorzio garantisce la regolarità di tutte le compravendite, escludendo qualsiasi fenomeno speculativo. Inoltre ci tengo a precisare che per il mio incarico di consigliere di amministrazione non ricevo alcun compenso - dice Monai - Vorrei poi chiedere a chi mi rivolge queste infondate accuse se ha delle proposte migliori riguardo alla scelta di un'area da destinare ad attività artigianali». (f.p.)

- 19 aprile 2003 - Gazzettino - Zona artigianale varata in Consiglio - Il consiglio comunale ha approvato, con 15 voti favorevoli, 2 astenuti e uno contrario, la variante 28 che dà il via libera alla costruzione della nuova zona artigianale a Cividale . «Un'area di 50,9 ettari, vicina alla zona industriale, servita da un buon sistema di viabilità», così la descrive l'architetto Paolo Patris, uno dei due professionisti incaricati di redigere il nuovo Piano regolatore generale. «L'adozione di questa variante, si è resa necessaria per far fronte alla numerose richieste di nuovi insediamenti di aziende artigiane nel nostro Comune - ha precisato Mario Strazzolini, assessore all'urbanistica e ai lavori pubblici - La zona, che si trova a sud ovest di Cividale , è situata a lato della statale 54 che porta ad Udine, tra le due rotonde. La scelta dell'area era già stata condivisa precedentemente dal consiglio comunale: nella seduta del 7 settembre del 2001 era stata infatti approvata la messa in salvaguardia del territorio». La zona scelta, che si trova di fronte all'area industriale, costeggiata dalle strade statali 54 e 356 e dalla provinciale che porta a Premariacco, consentirà di accorpare in un unico punto del territorio le attività produttive comunali. Grazie all'approvazione della variante, l'area si trasforma da zona agricola normale ad area destinata ad insediamenti produttivi.Una modifica, questa, che dovrebbe influire significativamente sulla realtà economica del cividale se, come ha specificato nel suo intervento l'assessore alle attività produttive Daniela Bernardi: «Finalmente Cividale destinerà parte del suo territorio ad una realtà importante come quella artigianale, che potrà esprimere adeguatamente le sue potenzialità. Per la nostra cittadina questo significherà una notevole spinta economica». Dopo la presentazione del progetto da parte dei professionisti incaricati, si è aperta la discussione. Il consigliere Carlo Monai è stato il primo a prendere la parola. Ha dichiarato la sua astensione dal voto, motivata dal fatto che, facendo egli parte del Cda del consorzio che ha acquistato parte del terreno incluso nell'area facente parte della variante in oggetto, non poteva partecipare ad una votazione su un argomento in cui aveva un interesse personale. Gli altri consiglieri di minoranza hanno espresso alcune perplessità soprattutto nei confronti dell'impatto paesaggistico che verrà causato dalla nuova area artigianale, situata all'ingresso della città ducale, in una zona già paesaggisticamente "rovinata" dalla presenza dei capannoni dell'area industriale. L'intervento più critico è stato quello del consigliere Domenico Pinto, della lista "Rinascita-Prc", che ha attaccato un certo modo di "fare politica" e ha espresso il suo voto negativo, così motivato: «Mi sembra che in questa sede l'interesse generale sia stato messo da parte a favore di interessi particolari già precostituiti». Accuse respinte direttamente dal sindaco Attilio Vuga, che ha messo in luce come la creazione di una zona produttiva artigianale sia un intervento vantaggioso per l'intera comunità. (f.p.)

- 18 aprile 2003 - Messaggero Veneto - Area artigianale di 51 ettari lungo la statale - Con un voto contrario e due astensioni, il Consiglio comunale cividalese ha approvato ieri la variante numero 28 al Piano regolatore, relativa all'individuazione di una nuova area di insediamento produttivo. Redatta dagli architetti Marcello Rollo e Paolo Petris, la scrittura individua nella zona a sud dell'attuale area industriale il sito deputato ad accogliere il futuro contesto artigianale. In seguito a un'indagine la scelta era caduta su quel sito per l'estrema vicinanza all'undicesima zona industriale e per il fatto che tali spazi risultano ben serviti dalla viabilità, potendo contare sulla statale 54, sulla 356 e sulla nuova provinciale che collega a Premariacco, ed essendo prossimi allo scalo ferroviario. L'area in questione, attualmente agricola, si estende su una superficie di 50,9 ettari. "Per mitigare al massimo l'impatto visivo-ambientale - hanno spiegato i professionisti -, lungo la statale 54 è stata prevista un'ampia fascia di verde, che copre il 14% dell'area complessiva. Le altezze degli edifici, inoltre, sono state calibrate in maniera diversificata". Il fronte strada, sulla 54, sarà così interessato da strutture non più alte di 6 metri e mezzo, e dunque con non più di due piani.
Procedendo verso l'interno, poi, le proporzioni potranno divenire maggiori. Si è pensato di realizzare dei movimenti sul terreno, come delle piccole dune, per rimediare all'inconveniente dei dislivelli che il sito presenta. A sud dell'area dovrebbe sorgere un viale alberato; il 6% del contesto verrà riservato a servizi e attrezzature. Sono stati programmati due lotti: il secondo potrà partire solo quanto le opere del primo saranno state completate per il 70%.
Dalla minoranza, perplessità sono state espresse circa il possibile impatto della futura realtà e circa l'esigenza di apportare rettifiche al terreno; non si è mancato di polemizzare sul fatto che il Consiglio sia stato chiamato ad approvare una variante di notevole importanza quando ancora non si dispone del nuovo piano regolatore, né ci si è trattenuti - pensando alla "distribuzione" dei terreni - dal lanciare un monito "a non prestare il fianco a speculazioni". (l.a.)

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Con la liquidazione del Consorzio che ha gestito la realizzazione dell'area artigianale in prossimità dell'ingresso a ovest di Cividale termina in modo inglorioso una operazione di cui, fin dall'inizio, abbiamo sottolineato il pesante impatto sul paesaggio e l'intempestività della realizzazione, in un momento in cui già si avvertivano i primi scricchiolii del modello produttivo del “mitico” Nordest.
L'approvazione della variante al PRG di Cividale (anno 2003), secondo le intenzioni di chi ha sostenuto il progetto, avrebbe dovuto portare in quell'area decine di insediamenti produttivi, provenienti da Cividale e dintorni. Anche alcuni problemi tecnici (la presenza di una linea elettrica dell'ENEL e una linea del gas) sembravano di facile soluzione e si dava quasi per certo il completamento dell'opera in pochi anni.
Non è andata così e i ritardi nel completamento delle infrastrutture è stato attribuito alla burocrazia, mentre il mancato insediamento delle attività produttive è stato giustificato con la crisi.
Però i conti non tornano.
Dai giornali abbiamo appreso che la realizzazione delle infrastrutture è completata, ma i 13 anni trascorsi dall’approvazione per completare strade, marciapiedi, illuminazione, sembrano un periodo troppo lungo per essere dovuto soltanto a lungaggini burocratiche. In altri siti della nostra Regione alcune importanti opere pubbliche (raccordo autostradale Gorizia-Villesse) saranno completate in tempi decisamente minori. Forse il settore pubblico funziona meglio del privato?
E mentre la crisi già mordeva, sui giornali leggevamo interventi ottimistici circa l'evoluzione del progetto: nel novembre del 2011 si dava per imminente la realizzazione di una carrozzeria, un’officina per moto, una rivendita di lubrificanti e un’attività che produce depuratori d’acqua per camper e, nonostante si facesse fatica ad assegnare i lotti, si sottolineava il numero elevato di richieste di edificazione. In precedenza si era addirittura ipotizzato che nell'estate del 2011 avrebbe avuto inizio una profonda trasformazione del paesaggio per l'insediamento delle attività produttive.
Dichiarazioni “trionfalistiche” formulate a quale scopo? Attrarre nuovi insediamenti produttivi? Smorzare tensioni interne al Consorzio? Si è trattato, in ogni caso, di un'operazione di propaganda, priva di fondamenti reali.
Sta di fatto che oggi in quell'area c'è un deserto produttivo.
Il bilancio dell'intera operazione è ben illustrato dai numeri: ci sono ancora 140 mila metri quadrati da assegnare e sui 42 i lotti assegnati, per un totale di circa 200 mila metri quadrati, non c'è traccia di una sola attività artigianale. La stretta creditizia e la crisi economica non fanno prevedere a breve la realizzazione dei capannoni ipotizzati a suo tempo ed è probabile che l'area rimanga così com'è ancora per un bel po'. Non crediamo nemmeno che la possibilità di vendere appezzamenti a terzi (non soci del consorzio) possa cambiare le cose in modo significativo. Si registra invece la migrazione di attività produttive, già presenti a Cividale, in altri comuni limitrofi attratti probabilmente dalla disponibilità di capannoni a costo inferiore e già costruiti.
Gli unici che ci hanno guadagnato sono i proprietari che hanno venduto (più o meno a malincuore) i terreni al Consorzio, i vari professionisti che hanno curato il progetto, le imprese che hanno movimentato il terreno e gli inerti, le ditte che hanno realizzato le opere previste e tutti coloro che, a vario titolo, hanno fornito il materiale necessario per la urbanizzazione di quell'area.
Non ci hanno guadagnato tutti quei piccoli artigiani che speravano di poter trasferire in quell'area le loro attività per avere più spazio a disposizione o migliori servizi e che oggi, colpiti dalla crisi, si chiedono se il loro investimento sia stato oculato.
Dire, come fa il Presidente del CdA del Consorzio che «la soluzione della liquidazione deriva proprio dalla constatazione che abbiamo concluso il nostro compito» ci sembra un modo elegante per nascondere un risultato deludente.

Cividale del Friuli, 31 maggio 2013

Lista Rinascita

 

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un nostro commento - 2

Se solo fossimo un po' superstiziosi, non potremmo fare a meno di pensare ad un accanimento della sfortuna sulla zona artigianale di Cividale. La scoperta di depositi irregolari di materiali edili e altri rifiuti e la notizia del sequestro di circa 30 mila metri quadrati di quest'area sono gli ultimi episodi di una vicenda travagliata, quella dell'area artigianale, che mostra i limiti di chi ha guidato la vita economica e politica del nostro territorio. Un'area artigianale sovradimensionata che, nei progetti iniziali, doveva ospitare numerosi insediamenti produttivi e che è stata fortemente voluta in un momento, 10 anni fa, in cui già si potevano intravvedere i segni di quella crisi devastante che da lì a poco avrebbe interessato anche il nostro sistema produttivo.
I giornali parlano di decine di camion coinvolti negli scarichi di rifiuti e di diversi interramenti di materiali che avrebbero dovuto finire in discariche autorizzate. Una brutta vicenda di rifiuti smaltiti in modo irregolare con un traffico notturno (un classico) di decine di camion provenienti dal circondario; non una novità nel nostro territorio che, anche se in modo meno sistematico, ha visto il deposito irregolare di ruderi e altri rifiuti in aree agricole, lungo alcune piste forestali, nella cava di Vernasso, ...
Sarà interessante capire come gli inerti e gli altri rifiuti siano arrivati in quel luogo, chi li abbia portati e sistemati su un area così estesa, come si siano potuti conferire all'insaputa dei titolari dei lotti sequestrati, del consorzio che ha realizzato quest'area e dell'attuale liquidatore.
Attendiamo di conoscere l'esito dei sondaggi dell'ARPA per conoscere l'estensione dell'area interessata allo scarico e per escludere, speriamo, sversamenti di rifiuti speciali e pericolosi.
In attesa che la magistratura svolga le indagini del caso, non possiamo nascondere lo sconcerto per le preoccupazioni di chi cura la liquidazione del consorzio che ha realizzato l'area artigianale circa le difficoltà che questa vicenda determinerà nella vendita dei soliti "ultimi lotti" della zona artigianale. Ci preoccuperemmo di più per lo scarso rispetto delle regole che sta prendendo piede anche qui da noi nel campo ambientale, così come nel campo del lavoro e nel campo economico; forse a fare i furbi non sono più solo gli "altri", i "foresti" e forse la presunta "diversità" friulana non esiste più. Qualche riflessione in merito dovrebbero cominciarla a fare l'opinione pubblica locale e il mondo della politica e dell'imprenditoria.
Probabilmente una pia illusione.

Cividale del Friuli, 14 marzo 2014

Lista Rinascita

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