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dichiarazioni sconcertanti
il
nostro commento a una lettera
di 5 Sindaci delle Valli del Natisone |
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La vicenda dello
sgombero della scuola bilingue di San Pietro al Natisone e la
risistemazione provvisoria delle classi in alcuni locali di "fortuna"
recuperati a San Pietro al Natisone ha messo in moto una serie
di polemiche sul ruolo e sull'attività di questo istituto
scolastico. Niente di nuovo, così come "antiche"
ci sono sembrate le argomentazioni addotte in questa occasione
dalla destra locale e dai suoi vessilliferi: si va dal negare
l'esistenza di una minoranza slovena in prov. di Udine, al chiedere
il censimento, si parla e straparla di privilegi, di arroganza,
...
In tutta questa vicenda ci ha particolarmente colpito la lettera
consegnata al Ministro Frattini da alcuni sindaci delle Valli
del Natisone per alcuni contenuti riportati dai giornali e per
una certa bizzarria nell'argomentazioni.
In particolare ci
ha colpito la seguente affermazione: «Lo straordinario
interessamento del mondo politico e istituzionale regionale,
nazionale e internazionale al problema della bilingue non trova
riscontri in contingenze altrettanto delicate e dannose per il
futuro della Slavia friulana: catastrofe demografica, dissesto
idrogeologico, chiusura di scuole. Questo superattivismo e la
sconcertante rapidità con la quale vengono reperite ingenti
risorse per la soluzione del caso ha generato nella cittadinanza
forte perplessità, che si sta trasformando in aperta insofferenza»
Che il sostegno alle minoranze possa essere indirettamente considerato
responsabile del dissesto idrogeologico del nostro territorio
è una affermazione che ci lascia "perplessi",
specie se consideriamo l'impegno praticamente nullo delle nostre
amministrazioni nel difendere il territorio dalle attività
estrattive dei cavatori che, oltre ai danni al paesaggio e all'ambiente,
hanno dato e danno tuttora pochi spiccioli ai Comuni e un ritorno
occupazionale al territorio irrilevante. Il richiamo al calo
demografico e alla chiusura delle scuole è poi, diciamo
così, alquanto improprio se non altro perché questi
fenomeni sono in atto da decenni, ben prima dell'apertura della
scuola bilingue di San Pietro al Natisone. Troviamo anche ridicolo
che si protesti per l'interessamento di tutte le istituzioni
(Provincia, Regione, Governo, ...) per far sì che un problema
venga risolto e arrivino al Comune dei fondi per risolvere i
problemi di sicurezza della vecchia sede della scuola Appare
evidente che per molti sindaci delle Valli la scuola bilingue
non è una risorsa, ma un problema per il semplice fatto
di esistere. Che questa istituzione prepari dei giovani ad essere
europei e culturalmente più aperti ed attrezzati, che
metta in relazione la lingua e la cultura tradizionale con quella
della vicina repubblica slovena, che aiuti a superare le tradizionali
diffidenze fra identità che vivono nel nostro territorio,
... a lor signori importa poco. Parlano di morte delle ideologie,
ma poi, appena possono, si aggrappano a schemi ideologici del
secolo scorso. Non ci dilunghiamo aggiungendo considerazioni
già fatte dal altri, troviamo però insopportabile
che un conflitto politico si possa scaricare sul diritto dei
genitori a scegliere, nell'ambito della normativa, il tipo di
istruzione (monolingue - plurilingue) da proporre ai figli e
troviamo indecente che qualcuno auspichi o speri nel persistere
di una situazione di disagio per gli allievi di una scuola il
cui insegnamento linguistico non è conforme ai propri
schemi mentali.
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Cividale del Friuli, 25 maggio 2010 |
PRC
- circolo del Cividalese |
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