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distretto commerciale

un progetto che non risolverà i
problemi del commercio cittadino

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Nei giorni scorsi la stampa locale ha dato ampio risalto alla nomina di Cristian Sedran a manager del Distretto Commerciale "Corte Natisonis", entità costituitasi nel marzo 2023, con lo scopo di dare nuova linfa alla piccola imprenditoria del commercio, dell'artigianato e dei servizi del nostro territorio.
Una entità che coinvolge i comuni delle Valli del Natisone, di Torreano, di Faedis, di Attimis e Cividale (Comune capofila) e che è sostenuta da Confartigianato, Coldiretti, Camera di Commercio, Civibank, Università di Udine, MAN di Cividale, Promotur e altre associazioni di categoria. Dopo la predisposizione delle schede progettuali, la richiesta di fondi pubblici, il coordinamento e il monitoraggio del Distretto, le proposte di marketing e animazione urbana e la definizione delle attività da promuovere, la nomina del manager è l'ultimo tassello di un percorso per avviare l'attività del Distretto. Già si parla di nuove iniziative quali l'installazione di totem per tracciare il perimetro dell'area distrettuale e di problemi da affrontare a breve quali la collocazione del mercato del sabato.
Fin qui la notizia riportata dalla stampa locale.

Dall'articolo desumiamo che per perimetrare un distretto, installare dei totem, richiedere finaziamenti pubblici e spostare al centro il mercato del sabato serve un manager ad hoc. Questa novità, introdotta dalla legge, ci induce a credere che gli assessori dei comuni del distretto che hanno la delega al commercio non siano considerati in grado di svolgere il loro compito e in sostanza non servano a un granché. Circa il mercato del sabato, dopo che è stato spostato nell'area circostante la vecchia stazione ferroviaria, siamo quasi certi che non tornerà in centro perché gli spazi pubblici in cui dovrebbe reinsediarsi sono in gran parte occupati dai tavolini e dalle sedie di molti bar.

Non crediamo che l'istituzione del distretto commerciale possa porre rimedio alle difficoltà di un settore già da tempo in sofferenza anche perché, negli ultimi anni, non sono mancati tentativi per il suo rilancio.
Nel 2013, il Comune di Cividale e la Confcommercio stipularono un accordo per la realizzazione del Centro Commerciale Naturale (CCN) che, sottoscritto nell'ambito dell'attuazione della Legge Regionale 11 del 2011, si proponeva di recuperare e valorizzare un insieme di attività commerciali, artigianali e di servizio. A tale scopo si doveva formare un nucleo di imprenditori che, riuniti in una associazione, avrebbero lavorato alla progettazione e alla realizzazione del CCN.
L'operazione non produsse risultati significativi.

Nel 2016 Vidussi, storica attività commerciale cividalese, dopo una travagliata serie di tentativi finalizzati a garantirne la sopravvivenza, chiuse i battenti. Sarebbe stata poco dopo acquisita da Arteni, marchio della moda presente in Friuli dal 1961, con l'impegno di dare a Cividale un riferimento per la moda e la casa. Nel 2019 fece ingresso nel tessuto commerciale cittadino il gruppo NKD (gruppo tedesco con punti vendita presenti in Austria, Croazia, Italia, Polonia, e Svizzera) che aprì un nuovo negozio di abbigliamento e tessili casalinghi all'interno del Centro commerciale Borc di Cividât.
In un settore in difficoltà la presenza di grandi catene commerciali finisce per uccidere il piccolo commercio. Così a Cividale, come a Udine, come in altre realtà della nostra Regione.
Non bastasse tutto questo, a complicare la situazione del commercio cittadino, intervenne la pandemia da Covid, che nel biennio 20-21 determinò una perdita dei fatturato stimata nell'ordine del 50%
Dalla fine della pandemia a oggi il quadro non è migliorato e, consultando il Programma della rete distributiva comunale prodotta dal Comune nel lontano 2009, registriamo che molte delle circa 180 attività commerciali censite allora, oggi non ci sono più.

Noi crediamo che il commercio a Cividale sia in crisi anche perché Cividale è in crisi: ha perso il suo ruolo nel territorio, il retroterra delle Valli del Natisone è al collasso demografico, Cividale perde residenti e non è molto attrattiva.
Come può essere attrattiva una città che non ha servizi importanti quali l'ospedale, il tribunale, lo sportello dell'INPS e dove in periferia i servizi sono ridotti al minimo?
Non si capisce nemmeno bene quale sia la visione che l' Amministrazione comunale ha in merito al futuro della nostra città. Città turistica? Città commerciale? Città dormitorio alle porte di Udine? Un po' tutto di questo?
Se poi guardiamo la situazione odierna, come fa il commercio a non essere in difficoltà nel cuore della città? Il centro storico è poco abitato, alcuni servizi si sono spostati altrove, nelle sue prossimità si è insediato un centro commerciali di rilievo che ospita supermercati appartenenti a grandi catene di distribuzione sia nel campo alimentare che nel campo dell'abbigliamento. A est di Cividale, in località Barbetta, c'è un secondo centro commerciale che drena clienti dalle Valli del Natisone, c'è la concorrenza dei grandi centri commerciali che ruotano attorno a Udine, si acquista su piattaforme on line, ...
E' anche la gente a non frequentare come in passato il centro che è diventato più luogo dove consumare qualche aperitivo e trascinarsi nel fine settimana, che spazio dove fare acquisti.
Infine molte persone stanno più attente a spendere perché il potere d'acquisto delle famiglie è calato eroso dall'inflazione, dall'aumento delle tariffe energetiche, da salari che non crescono,. Non ultimo il timore per il futuro sempre più incerto e la consapevolezza che tutta una serie di garanzie sociali una volta date per scontate, non sono più così certe.
Per questo siamo scettici anche sulla proposta di Distretto Commerciale che, ne siamo quasi certi, non risolverà i problemi di un settore molto frammentato e strutturalmente fragile.
Di sicuro vedremo, come in passato, l'ennesima infornata di denaro pubblico a favore di manager, di aziende di servizio dedicate alla progettazione e realizzazione dei distretti, ...

nota della redazione: in provincia di Udine i Distretti Commerciali previsti dall'articolo 10 della Legge Sviluppoimpresa del 2021 sono 11, interessano un'area di circa 350 mila persone e circa 12 mila imprese. L'impegno finanziario garantito dalla Regione è di 4,6 milioni di euro, di cui circa 154.000 destinati al distretto del Cividalese.

Cividale del Friuli, 16 marzo 2024

la redazione del sito

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