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farmacie, acqua e
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La Regione FVG a guida Fedriga
si appresta a discutere e approvare una manovra di bilancio da
6 miliardi e 240 milioni di euro. L'ennesima cifra monstre
per la nostra Regione autonoma la cui popolazione è ormai
stabilmente sotto i 1.200.000 abitanti e in cui sono evidenti
i fenomeni di spopolamento nelle nostre vallate.
Negli ultimi anni la maggioranza di centro-destra, fra leggi
di bilancio, assestamenti e mini assestamenti, ha avuto una enorme
capacità di spesa nella sanità e in molti altri
settori.
Nella sanità però è impossibile non citare
due criticità macroscopiche:
1) i tempi di attesa per una prestazione sanitaria nel pubblico
e nel "privato convenzionato" evidenziano come il numero
delle prestazioni erogate fuori tempo massimo sia passato dal
19,7% del 2018 a un preoccupante 39,3% del 2023.
2) il numero totale delle prestazioni sanitarie dal 2018 al 2023
è sceso del 14% a livello regionale e del 18% nell'Azienda
Sanitaria Universitaria del Friuli Centrale (52.000 prestazioni
in meno).
In questo senso, le farmacie delle "aree interne" diventano
un presidio sanitario di prossimità sempre più
cruciale specie per gli anziani; nella nostra Regione ci sono
(presto dovremo dire c'erano) 182 farmacie nei comuni con meno
di 5.000 abitanti e 50 farmacie in quelli con meno di 1.550 abitanti.
La chiusura della farmaci a Grimacco e l'avviamento "verso
la chiusura" di quella di Pulfero dovrebbero farci ragionare
sulla possibilità di creare delle farmacie intercomunali;
finanziate dalla Regione, ma dipendenti da uno o più Comuni.
I disagi
della rete idrica nei Comuni di Pulfero e Savogna dell'estate
scorsa e di queste settimane ci devono far ragionare sugli investimenti
che la Regione deve fare in materia di prevenzione, di ammodernamento
delle strutture e delle tubature della rete idrica nelle Valli
del Natisone.
Gli errori di manutenzione potrebbero essere limitati se effettuati
direttamente dal gestore (CAFC) e non da ditte esterne in appalto
o sub-appalto.
A 13 anni dal referendum che sancì l'acqua come bene comune,
in un contesto di aggregazione regionale dei gestori del servizio
idrico integrato, bisognerebbe applicare fino in fondo quella
scelta referendaria e rendere l'acqua davvero pubblica, togliendola
dal mercato e da ogni esternalizzazione. Su questo Alleanza Verdi
e Sinistra ha depositato una interrogazione in Consiglio regionale.
il terzo tema su cui volevo intervenire riguarda la questione
della rete mobile su cui sono intervenuti alcuni cittadini del
Comune di Stregna (Novi Matajur - 6 novembre 2024). Nella mappatura
delle reti mobili 2021 relativa alle aree non servite o servite
con velocità di picco inferiore ai 30 Mbit/s, intere frazioni
delle nostre Valli sono etichettate come aree non abitate o aree
agricole, come se non esistessero cittadini con gli stessi diritti.
L'ultima beffa è data dal fatto che la nostra Regione
può già dal 2011 "realizzare infrastrutture
destinate ad ospitare impianti radioelettrici per la telefonia
mobile e la connettività a banda larga nelle aree del
nostro territorio sprovviste di adeguata copertura" e in
cui non sono previsti programmi credibili di sviluppo. La Legge
Regionale 18 marzo 2011, n. 3 e successive modifiche "disciplina
la localizzazione, l'installazione, l modifica e il controllo
degli impianti e delle infrastrutture per le telecomunicazioni".
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Pulfero, 1 dicembre 2024 |
Emanuel
Oian
rssponsabile
lavoro, università
e ricerca di Sinistra Italiana - FVG |
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