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migranti e confini

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Da alcuni mesi stiamo assistendo a qualcosa di inquietante sul confine orientale, linea attraverso la quale entrano in Italia i migranti che percorrono la rotta balcanica fra segregazione, violenze delle varie guardie di frontiera e sofferenze.
Da Tarvisio a Trieste i confini sono presidiati e numerosi sono i controlli per chi transita dalla Slovenia all'Italia. Anche lungo i valichi di frontiera del Cividalese la situazione è analoga e frequenti sono i controlli stradali organizzati dalla polizia, dai carabinieri e dalla guardia di finanza, non manca l'esercito a presidiare il territorio e ogni tanto abbiamo visto un furgone con vetri protetti da griglie piazzato un po' qua e un po' là (a fare cosa?). Ora si parla dell'installazione di telecamere speciali e a Udine si preparano pure le "ronde" di volontari, ...
O sta accadendo qualcosa che non sappiamo (le avanguardie dell'esercito russo sono arrivate a Postumia?) o siamo di fronte alla ennesima operazione propagandistica volta a rassicurare i cittadini contro pericoli e paure costantemente alimentate dalla politica. Propendiamo per quest'ultima ipotesi.
L'idea di fermare i migranti ai valichi di frontiera ci fa sorridere, ci preoccupa invece l'uso che si fa della frontiera diventato ora luogo di separazione e di esclusione. Si fanno entrare braccia per lavorare (spesso sfruttati e malpagati), si escludono altri (difficoltà nei ricongiungimenti familiari). Per chi entra poi trattamenti umilianti, l'abbandono a se stessi, l'assistenza lasciata spesso al volontariato (per fortuna che esiste), fino alla reclusione per mesi (in condizioni a volte terribili) in centri di permanenza temporanea in attesa del rimpatrio. E non bastasse, si infierisce su chi decide di rimanere in Italia negando anche la possibilità della preghiera collettiva o auspicando che siano allontanati dal posto di lavoro per dare spazio agli italiani.
I migranti in seguito a guerre (spesso provocate o alimentate dall'Occidente), crisi climatica, miseria, sono milioni e la politica deve confrontarsi con questa realtà con provvedimenti di umanità, solidarietà e integrazione. Ci sembra impegnata a creare nuovi ostacoli e discriminazioni. dimenticando che l'Italia è stata a sua volta un paese di emigrazione dolorosa verso il nord Europa, le Americhe e l'Australia.

Cividale del Friuli, 23 febbraio 2024

la redazione del sito

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