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un mondo meglio di così

Riportiamo nelle righe seguenti i passaggi a nostro avviso più significativi della presentazione, a cura dell'autore Eros Francescangeli, del libro "Un mondo meglio di così" - la sinistra rivoluzionaria in Italia (1943 al 1978) edito da Viella che si è svolta sabato 9 novembre a Udine.

Ho scritto questo libro dopo quasi 20 anni di ricerche svolte negli archivi di organizzazioni e movimenti dell'estrema sinistra e negli archivi delle forze dell'ordine. Proprio questi ultimi mi hanno permesso di reperire documenti che negli altri archivi non sono reperibili perché negli anni '70, per ragioni di sicurezza, erano stati rimossi. Molta della documentazione presente negli archivi della polizia proviene da requisizioni, sequestri e da confidenti, anche di alto livello, che passavano informazioni riservate.
L'oggetto della ricerca sono organizzazioni politiche poste alla sinistra del Partito Comunista italiano che hanno avuto un ruolo importante nella creazione del '68 perché, questa semplificando è la mia convinzione, non è stato il '68 a originare la sinistra extraparlamentare in Italia.
Quasi tutte queste organizzazioni, chiamate impropriamente della Nuova Sinistra, sono state sgretolate dal '68 fino a scomparire negli anni '70. Alcune di queste organizzazioni erano solide e alcune avevano avuto un ruolo importante, in coerenza con la tradizione trockista dell'entrismo, nella FGCI (Federazione Giovanile Comunista italiana - organizzazione giovanile del PCI).
Queste organizzazioni erano antecedenti al '68 ed erano guidate da personalità provenienti da esperienze politiche diverse. Voler ricostruire la storia su una base di congruenze filosofiche, logiche o politica non ci aiuta molto nello studio di questi movimenti. Servire il Popolo era un gruppo di ispirazione maoista che, da punto ideologico e filosofico, era agli antipodi della tradizione trockista da cui proveniva il suo leader Aldo Brandirali. Azione Comunista era una organizzazione leninista, ma il gruppo dirigente, era di origine anarchica. Di questa organizzazione faceva parte anche Giulio Seniga che ruppe con Pietro Secchia su posizioni staliniste per poi assumere nel '56 posizioni leniniste.
Potere Operaio era una organizzazione leninista come lo era Lotta Continua. Servire il Popolo era formato da militanti che avevano un bisogno di religiosità esteriore fatto di gerarchie, precetti, ritualità e non è un caso che molti di loro siano poi transitati verso Comunione e Liberazione.
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Perché facciamo rientrare queste organizzazioni nella sinistra rivoluzionaria? Perché così si autorappresentavano (anche se no hanno fatto nessuna rivoluzione, così come i riformisti non hanno fatto riforme significative e cattolici non hanno realizzato una società cristiana). Non sono nemmeno "Nuova Sinistra" distinta dalla "Sinistra Storica" perché non erano organizzazione nuove e il loro retroterra erano lo stalinismo o il maoismo o l'anarchismo o il trockismo e perché non hanno prodotto nuove elaborazioni politiche. Questi gruppi hanno creato il ' 68 in Italia e hanno dato al '68 un aspetto di massa. Molti giovani provenienti dalla piccola-media borghesia aderirono a questi movimenti, molti militanti di Lotta Continua provenivano da Gioventù Studentesca di don Luigi Giussani. Il '68 è rappresentato come l'anno zero anche se si sapeva che a sinistra del PCI c'erano da molto tempo molti gruppi politici.
Se nel periodo compreso fra il '43 e il '68 una organizzazione media della sinistra rivoluzionaria aveva qualche migliaio di iscritti, dopo il '68 le cose cambiarono e, pur non diventando organizzazioni di massa, crebbero numericamente in iscritti e simpatizzanti. Per Lotta Continua si parla di 15 mila - 20 mila militanti con un'area di mobilitazione 5 volte superiore. Avanguardia Operaia aveva 9 militanti ed era articolata in diverse strutture che potevano mobilitare un grande numero di persone.
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Nel 1976, alle elezioni politiche, contavano di prendere 3 - 4 milioni di voti anche sull'onda del risultato positivo delle elezioni amministrative del 1975 dove queste formazioni, in alcune realtà, avevano raccolto il 4% dei voti. Molti di questi voti provenivano da militanti del PCI che mal sopportavano la politica del "Compromesso Storico".
Queste organizzazioni politiche alla sinistra del PCI non erano organizzazioni di massa, ma nemmeno conventicole di poche decine di persone. Non erano organizzazioni di massa ma erano contraddistinte da un notevole attivismo dei militanti che suppliva al numero modesto di iscritti.
Perché Sinistra Rivoluzionaria? Perché volevano fare una rivoluzione a favore della classe operaia, anche se poi provarono ad entrare in parlamento o, come Lotta Continua, diedero indicazione di voto a favore del PCI. Anche i bordighisti di Battaglia Comunista, nell'immediato dopoguerra, parteciparono alle elezioni. Li definiamo sinistra extraparlamentare non perché non volevano entrare in Parlamento, ma perché non riuscirono a raggiungere un numero di voti adeguato o, come nel caso del PSIUP, non raggiunsero il quorum in nessuna circoscrizione elettorale. Riuscì ad entrare in Parlamento solo Democrazia Proletaria, una formazione politica che si originò dalla fusione fra Lotta Continua, Avanguardia Operaia e altri gruppi.
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I termini "rivoluzione" e "rivoluzionario" sono stati usati in modo ambiguo. Il PCI si definiva rivoluzionario pur avendo con Togliatti fatto una scelta di compatibilità con il sistema democratico occidentale. Anche Berlinguer definiva il PCI rivoluzionario pur cercando un aggancio con la Democrazia Cristiana piuttosto che con il Partito Socialista Italiano o altri partiti di centro.
Molti sommovimenti nei paesi dell'Est Europa, dopo la fine dell'URSS, sono stati definiti rivoluzioni anche se poi si sono rivelate rivoluzioni conservatrici nel senso occidentale del termine.
Il PCI non aveva abbandonato la sua ossatura di tipo staliniano e le dissidenze che si creavano al suo interno venivano risolte con espulsioni che davano origine a nuovi gruppi alla sua sinistra, ciascuno con la sua rivista. Questi nuovi gruppi avevano impronte di vario genere: c'erano gli stalinisti, i marxisti-leninisti, avevano nomi simili (il che non aiutava a fare chiarezza), spesso erano in conflitto fra loro e nelle loro riviste lo spazio per le polemiche con organizzazioni analoghe e concorrenti era moto esteso con discussioni che rasentavano la divisione del capello in quattro parti. Certe discussioni ricordavano le contrapposizioni emerse fra i cristiani nel Concilio di Nicea del 325 d.C. Alle divisioni sulla natura di Cristo, si era sostituita la contrapposizione sulla natura del sistema sovietico: era "burocraticamente degenerato" o "burocraticamente deformato" ?Nella polverizzazione delle organizzazioni a sinistra del PCI intervenivano anche questioni di leaderismo, di carattere personale, di rapporti interpersonali conflittuali, di corna e così via. Questa frammentazione non era presente solo a sinistra del PCI.
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Questi partiti non furono finanziati dall'URSS il cui referente politico in Italia era il PCI e non sappiamo quanto la Cina fosse interessata a sostenere queste organizzazioni. Il PCI non era filosovietico, ma alcune ali del PCI (Cossutta e l'area della destra amendoliana) avevano ottimi rapporti con URSS e con i partiti del blocco orientale.Il PCI era una chiesa in cui c'erano diverse correnti non formalizzate che rappresentavano posizioni diverse, dalla destra amendoliana alla sinistra del Manifesto che poi sarà espulsa.
Dobbiamo ricordare che però la frammentazione non era solo all'estrema sinistra, ma riguardava anche la destra. Oggi poi abbiamo molti partiti che vogliono raccogliere l'eredità della DC, così come ci sono molti partiti socialisti, molte organizzazioni moderate, ...

Cividale del Friuli, 10 novembre 2024

la redazione del sito

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