-

-

-

-

29 novembre 2024
sciopero generale

Crediamo che i nostri lettori siano consapevoli delle difficoltà in cui vivono i lavoratori e i pensionati in Italia, in molti paesi europei e anche negli USA
L'industria dell'automobile in Germania è in crisi e sono a rischio migliaia di posti di lavoro. In Germania il sindacato dei metalmeccanici (IG Metall), oltre a reagire duramente alle minacce di licenziamenti formulate dalla Volkswagen, ha chiesto per tutti i lavoratori del settore aumenti contrattuali, sull'onda di quanto fatto e ottenuto dal sindacato dei lavoratori del settore auto (UAW) negli Stati Uniti.
In Italia le richieste di aumenti salariali per i metalmeccanici, di stabilità dei rapporti di lavoro e di maggiori garanzie per i lavoratori degli appalti diretti sono state respinte da Federmeccanica e Assistal.
Numerosi i contratti non rinnovati e moltissimi sono i lavoratori, sia del settore privato che di quello pubblico, che reclamano aumenti salariali.
In Italia la crisi dell'auto è molto evidente e non è chiaro quale sarà lo sviluppo nei prossimi anni di questo settore, in un paese, il nostro, dove manca una politica industriale e dove i salari sono sostanzialmente fermi da molti anni. La competitività del nostro paese è stata basata, più che sull'innovazione, sui bassi stipendi dei lavoratori. Adesso non basta più nemmeno questo!
Crediamo che i lavoratori debbano vedere aumentati i loro salari e sosteniamo le lotte in questa direzione. Crediamo che anche le organizzazioni sindacali in questo periodo drammatico per l'Europa debbano darsi una dimensione europea proprio per opporsi a quelle politiche che vogliono la frammentazione del lavoro, l'isolamento dei lavoratori e lo sbricciolamento delle organizzazioni sindacali.
Per contenere il disagio dei lavoratori, si parla di tagli fiscali con il risultato di aumentare gli stipendi solo nominalmente e di far pagare di più i servizi che garantiscano il diritto alla salute e all'istruzione. Oggi l'ascensore sociale è fermo, i figli dei lavoratori hanno meno possibilità di accesso alle università, i pensionati e i cittadini più anziani, se vogliono salvaguardare la loro salute, devono mettere mano al portafoglio.
Cresce l'iniquità fiscale con privilegi ingiusti a favore dei redditi da capitale e a favore del lavoro autonomo con penalizzazione del lavoro dipendente e delle pensioni. Le tasse sono pagate tantissimo da una minoranza dei lavoratori dipendenti che spesso hanno salari modesti. I lavoratori autonomi hanno un regime forfetario che permette di pagare solo il 15% di tasse e le start-up hanno un regime forfetario speciale che, per 5 anni, permette loro di pagare solo il 5% di tasse prima di salire al 15%.
Il Governo convoca ai tavoli di contrattazione più di 25 organizzazioni sindacali (compresi quelli meno rappresentativi e i cosiddetti sindacati gialli), non li ascolta nemmeno se vengono fatte proposte alternative ragionevoli. Se qualcosa viene recepito, la discussione procede su tavoli tecnici a volte inconcludenti.
I tagli della spesa pubblica per 10 milardi di euro l'anno non miglioreranno la situazione e il recupero dell'evasione fiscale procede troppo lentamente.
Intanto gli immigrati spesso sono impiegati nel lavoro nero e in rapporti di lavoro precari. Se non verranno regolarizzati è a rischio anche il sistema pensionistico e, non potendo innalzare all'infinito l'età pensionabile, è possibile che il taglio delle pensioni diventi una opzione concreta.
Infine c'è la guerra che, se non si arriva alla pace subito in Ucraina e Medio Oriente, detreminerà la trasformazione dell'economia europea in economia di guerra con aumenti delle spese militari che taglieranno altre risorse a settori fondamentali dello stato sociale e garantiranno profitti astronomici alle industria delle armi.
In questo contesto lo sciopero generale è fondamentale.

Cividale del Friuli, 23 novembre 2024

la redazione del sito

-

-