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il 10% delle case ATER
alle forze dell'ordine

Nel corso dell'edizione pomeridiana del 3 giugno, il TgR del FVG ha segnalato che, in ossequio a una norma regionale di recente approvazione, il 10% delle case di edilizia pubblica (ATER) sarà assegnato al personale delle forze della polizia (Polizia Locale, Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Guardia Penitenziaria e Guardia Costiera).
Nel corso del servizio, Daniele Mosetti, Presidente dell'ATER di Trieste, ha sottolineato che con questa operazione verrà garantita una maggior sicurezza e una miglior tutela della legalità in alcune realtà problematiche dell'edilizia pubblica cittadina.
Secondo FdI, favorire in graduatoria le forze dell'ordine riservando loro una parte dei 15 mila alloggi triestini dell'ATER (di cui circa 2 mila in precarie condizioni e non affittati) sarebbe anche un riconoscimento del loro importante ruolo nel territorio.
Infine Claudio Giacomelli, capogruppo di FdI in Consiglio Regionale, precisa che questo provvedimento è anche un aiuto importante per poliziotti che, con la paga di ingresso vivrebbero bene in Puglia, non così a Trieste, città carissima. Fine del servizio.
Non sappiamo più cosa dire. Speriamo che, il demonio securitario che si è impossessato di molti esponenti del centro destra, fra una iniziativa e l'altra, non spinga loro a reclutare nelle varie forze di polizia metà della popolazione italiana per controllare la parte rimanente. A questi signori non passa nemmeno lontanamente nel cervello l'idea che forse le problematicità di alcune aree ATER, così come di altre zone, possano dipendere anche dalla carenza di servizi, di luoghi di socialità per adulti e giovani, dalla mancanza di lavoro decoroso e continuativo.
Non commentiamo le affermazioni di Claudio Giacomelli. Siccome il costo della vita è alto a Trieste per tutti e non solo per le forze dell'ordine (il 30 % dei lavoratori del terziario fa fatica a quadrare i conti a fine mese), attendiamo a breve una sua proposta di legge per lo spostamento fisico di Trieste in un'area compresa fra le Murge e il Salento. Niente bora, tanto sole e mare, ma soprattutto vita meno cara.
L'altra soluzione sarebbe aumentare gli stipendi dei lavoratori (anche delle forze d'ordine) e portarli finalmente a un livello dignitoso, ma questa ipotesi è giudicata massimalista e pericolosamente comunista. Non sia mai, meglio conferire ai Carabinieri, come hanno fatto a Trieste, la cittadinanza onoraria.

nota: la Puglia non è il paese di Bengodi che la dichiarazione di Giacomelli indurrebbe a credere.
In Puglia, secondo uno studio presentato dalla CGIL pochi giorni fa, circa il 56,8% dei lavoratori, vivono con un salario netto mensile pari o inferiore a mille euro al mese. Lo scorso anno quasi una persona su tre, con un contratto precario, si trovava in questa condizione da cinque anni. La Puglia è seconda in Italia, dopo la Basilicata, per numero di occupati a termine da almeno cinque anni ed è sesta nella classifica della bassa intensità lavorativa nel corso del 2024, visto che un lavoratore su dieci non supera i due mesi di impiego.
Un pugliese su tre vive in famiglie con redditi inferiori alla soglia di rischio povertà, occupando la quarta posizione nazionale. La regione è inoltre seconda nel Paese, dopo la Calabria, per il numero di persone con grave deprivazione materiale e sociale: oltre una persona su dieci registra, infatti, almeno sette segnali di allerta.
Sempre un lavoratore su dieci è occupato con part time involontari, un dato che sale al 17,2% se si considerano solo le donne, mentre un cittadino su quattro è impiegato in una professione per la quale è richiesto un titolo di studio inferiore.
In questo quadro, un pugliese su dieci ritiene che la sua famiglia arrivi a fine mese con grande difficoltà, mentre due persone su dieci non lavora e non cerca un'occupazione (le donne sono il 28%). Quanto al tasso di occupazione, è del 55,3%, il 70,3% fra gli uomini e il 40,5% fra le donne. A preoccupare è anche la mobilità dei laureati fra 25 e 39 anni: nel 2023 la differenza fra iscritti e cancellati per trasferimento ha segnato il meno 33,2%.

Cividale del Friuli, 6 giugno 2025

la redazione del sito

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