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baggianate anche no!

Nel corso dell'edizione serale del TgR regionale andato in onda il giorno 2 gennaio, è stato trasmesso un servizio sulla situazione economica del FVG che ha visto l'intervento di Pierluigi Zamò, Presidente della IIcam, società leader in Europa nella produzione di antine per mobili e Presidente di Confindustria FVG.
Fra le cose dette, segnaliamo la prossima risoluzione della crisi della Tirso di Muggia (industria del settore tessile), la mancanza di segnali positivi per la Flex di Trieste (industria del settore elettronico), il persistere delle difficoltà nel settore degli elettrodomestici e della componentistica per auto.
Secondo Zamò la crisi della Elettrolux di Porcia (lavatrici, asciugatrici, ...) è congiunturale, ma, come ormai sentiamo ripetere da anni, ci sono margini di ripresa. Per l'automotive la crisi è legata alle grandi difficoltà del settore auto in Europa dovute anche alla transizione green. Non si può tornare indietro, ma il passaggio all'auto elettrica va rimodulato. Intanto suggerisce al settore di orientare la produzione verso l'aerospazio e la difesa.
Per risolvere i problemi energetici bisogna ricorrere all'eolico marino che, nel nostro paese ha ampie possibilità di sviluppo e per ovviare alla carenza di mano d'opera, Zamò ha sottolineato l'importanza degli accordi con alcuni paesi africani per la formazione di lavoratori da assumere in Regione.
Buone prospettive salariali si aprirebbero con la stipula di contratti aziendali e per rendere attrattiva l'industria ai giovani qualche riferimento a studi sulle loro esigenze e aspettative. Fine servizio, applausi e campane a stormo.
Proviamo a commentare le affermazioni di Confindustria FVG, andando oltre il concetto di "tristezza":
- proporre di risolvere il problemi delle industrie che producono fari e altri accessori per auto con l'aerospaziale e la difesa ci inquieta. Non ci risulta infatti che bombe, cannoni, carriarmati e altre armi abbisognino di fari, frecce e luci di stop. Il settore aerospaziale è un settore in via di rapido sviluppo, ma crediamo che per quantità e quantità di prodotti non possa che assorbire un numero modesto di lavoratori, almeno fino a che le astronavi non gireranno per le autostrade e la viabilità ordinaria.
Se i settori degli armamenti e dello spazio aprono così ampie prospettive, suggeriamo al sig. Zamò di diversificare la produzione della sua azienda producendo antine per per carriarmati e stazioni orbitali.
- circa gli aumenti salariali che deriverebbero dai contratti aziendali, vorremmo ricordare che, se si fa riferimento a contratti integrativi, questi vengono elargiti in cambio di prestazioni e servizi e non sono frutto della benevolenza del padrone. Circa il termine "contratto aziendale", non vorremmo si facesse riferimento a un contratto che esula dal contratto nazionale di lavoro, perché questo aprirebbe alla frammentazione definitiva del mondo del lavoro.
- ci preoccupa l'idea di risolvere i problemi energetici del paese con l'eolico marino. E' vero che il nostro paese, essendo una penisola che si allunga verso l'Africa, ha circa 8.300 Km di costa, ma l'idea di scrutare l'orizzonte dalle spiagge vedendo impianti eolici da tutte le parti ci sembra pessima. Non sappiamo nemmeno se si possano installare in mare lungo le coste della nostra Regione, se non altro perché i venti, a parte le brezze costiere, non sono costanti e hanno picchi di velocità superiori ai 120 Km/h. L'idea che il paesaggio possa essere occupato da tutto ciò che serve alla produzione ci sembra tremenda.
Noi da Confindustria FVG non ci aspettiamo niente di particolare; è una lobby che tutela gli interessi degli industriali, reclama denaro pubblico per sostenere il settore, vede come fumo negli occhi regole e limiti, vuole piegare l'istruzione pubblica alle necessità della produzione, ritiene che i suoi interessi siano gli interessi della nazione intera, ...
Li conosciamo e siamo abituati a sentire da loro sempre i soliti discorsi, ci basterebbe non dicessero baggianate.

Nota: non possiamo addebitare al Presidente regionale di Confindustria l'esclusiva nel settore "stupidaggini". Di recente abbiamo sentito dire dall'on. Matteo Salvini che l'aumento dei prezzi dell'energia può essere risolto con la realizzazione di centrali nucleari pulite (da installare, immaginiamo, in mare aperto vicino alle pale eoliche proposte dal sig. Zamò).
Ora, a parte che ci hanno insegnato che le centrali elettriche (a carbone, a metano, idriche, fotovoltaiche, ....), nella loro realizzazione e nel corso della loro attività non sono mai pulite, ci piace scoprire che il costo dell'energia calerà sensibilmente con il nucleare. Non domani naturalmente, ma visti i tempi di realizzazione, si decidesse spericolatamente di partire subito con la loro realizzazione, ci vorrebbero 7-8 anni (a essere ottimisti) per completarle e chissà quanto per vederne i benefici nel portafoglio.
Siamo al "campa cavallo ...".

Cividale del Friuli, 3 gennaio 2025

la redazione del sito

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