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ospedale di Cividale: fine di una storia

Dopo la recente rimozione della scritta "Ospedale Civile" dall'ingresso di quello che fu il nosocomio cittadino, ieri è stata inaugurata a Cividale la nuova Casa di Comunità e l'annesso Ospedale di Comunità.
Il prossimo anno, dopo il completamento del nuovo edificio in fase di realizzazione nel giardino dell'ospedale, entrambe queste strutture saranno collocate nella nuova sede realizzata con i fondi del PNRR.
Rimangono le incognite sulla disponibilità del personale medico e infermieristico da assegnare a queste strutture e non ci rassicurano le parole dell'Assessore regionale alla Sanità Riccardi che, sul Messaggero Veneto odierno rispondendo alle perplessità dello SNAMI (Sindacato dei Medici di Medicina Generale), ha dichiarato che "l'accordo con la Medicina Generale sarà attivo dal prossimo 1 gennaio 2026 e siamo sicuri che SNAMI , così come gli altri sindacati che hanno siglato l'accordo, non vorrà smentirsi".
L'apertura "dell' Hub" di Cividale, come di quello di Gemona, ha avuto ampio spazio nell'informazione locale, che ha presentato questo avvenimento come un passaggio decisivo verso la risoluzione dei problemi della sanità regionale.
Non crediamo sia così. Con la chiusura del punto di primo intervento (anche a Cividale), l'eliminazione attraverso progressivi depotenziamenti degli ospedali periferici e l'accentramento di molte attività in pochi ospedali, non si risolvono i problemi della sanità pubblica. Non potranno nemmeno esplicarsi, in carenza di personale, tutte quelle funzioni che sono state attribuite alle case di comunità nell'ambito delle cure primarie, dell'assistenza domiciliare, delle specialità ambulatoriali, dei servizi infermieristici e dell'integrazione con i servizi sociali. Erano in difficoltà prima e non sarà solo una riforma organizzativa, con l'accentramento di molte attività in un unico edificio, a risolvere o a mascherare le difficoltà dovute alla mancanza di medici e di personale infermieristico.
Siamo tuttaltro che fiduciosi sulla riuscita di questa operazione che, per noi, altro non è che l'esito di un percorso di depotenziamento della sanità pubblica avviato in Regione, quasi 30 anni fa, dall'Assessore Gianpiero Fasola (Lega) e continuato con ferrea determinazione dalle varie Amministrazioni regionali che si sono susseguite fino ad oggi. Decisiva per l'ospedale di Cividale è stata l'inerzia dei Consiglieri regionali espressi dal nostro territorio. Prima hanno fatto poco, adesso stanno zitti.
Ora si preannuncia un generale "fate largo" alla sanità privata, quella che, sulla salute dei cittadini, macina profitti.

Nota: il termine siglato, in un accordo sindacale, si riferisce a un contratto che è stato firmato dalle parti, ma che deve essere posto all'approvazione degli organi competenti (es.: assemblea dei lavoratori), mentre un contratto sottoscritto significa contratto siglato, approvato e pronto ad entrare in vigore. Questa considerazione ci induce a ritenere che il contratto con i Sindacati di Medicina Generale possa subire modifiche e possa essere respinto dai lavoratori. Vedremo i prossimi sviluppi della questione.

Cividale del Friuli, 3 dicembre 2025

la redazione del sito

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