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legge e ordine

E’ incredibile! Invece di mobilitarsi per la pace, il lavoro, una scuola di tutti, una sanità efficiente, stipendi decorosi e pensioni dignitose, c’è gente che, in nome della sicurezza, è pronta a fare manifestazioni e invocare legge e ordine puntando il dito in modo indiscriminato contro chi è debole, marginalizzato, escluso. Questi signori invocano attenzione, chiedono provvedimenti, minacciano di organizzare ronde e altre iniziative pronte a essere strumentalizzate dalla destra securitaria, in una pluriennale rincorsa a chi fa più la faccia dura e si atteggia di più a giustiziere.
Loro il nemico lo hanno già individuato: gli stranieri, i migranti, gli ultimi; tutti inequivocabilmente colpevoli di rendere le città delle giungle urbane.
Non è cambiato nulla se non il nemico da additare: prima i meridionali, poi gli albanesi, poi gli islamici, poi i maghrebini, sempre gli zingari.
In tempi in cui la violenza (verbale, fisica, ...) sta diventando l’unico strumento di confronto, questi elementi andrebbero indotti a ragionare meglio sulla loro condizione sociale ed economica e sulle reali responsabilità di questo stato di cose.
Chi se ne fa portavoce strumentalizzando il disagio, anche reale, delle persone, si guarda bene dal fare proposte concrete che migliorino la vita di tutti e che non aumentino le differenze di classe e l'esclusione che sta dietro a molti di questi fenomeni.
Più facile ribadire, come fa Eddie Speranza a Udine, che "per fare la sicurezza ci vogliono le palle". Più facile accanirsi contro i migranti che vengono accusati di cacciare dai parchi "i nostri figli come prede", più semplice amplificare la presenza di baby gang e risse in città, magari richiamando i bei tempi in cui, da giovani, ci si scazzottava ma poi si andava tutti a bere al primo bar.
Pensare di rispondere alla micro criminalità solo con il carcere e pene più severe è illusorio ad Udine come nel resto dell'Italia.

Cividale del Friuli, 20 settembre 2025

la redazione del sito

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