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messaggio di fine anno

Da tempo vige l'abitudine di presentare su radio, televisioni, giornali e altri media il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica. Non mancano i discorsi e i bilanci di fine anno dei Presidenti di Regione, dei Sindaci e di importanti esponenti del mondo dell'impresa che, nel porgere gli auguri urbi et orbi, colgono l'occasione per decantare quanto fatto nel corso dell'anno che sta terminando.
Quasi sempre il discorso mette in luce le difficoltà affrontate e dà rilievo ai risultati conseguiti in un contesto sempre descritto come carico di incertezze di tutti i tipi. Immancabili le affermazioni che prospettano un miglioramento della situazione per l'anno successivo. Il tutto in una melassa di buone intenzioni, rassicurazioni, baci e abbracci di cui faremmo volentieri a meno.
Per non essere da meno, abbiamo pensato di proporne uno anche noi, mettendoci nei panni di chi ci governa. Speriamo di non rovinare a nessuno il cenone di fine anno.

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"Caro popolo e cari concittadini e concittadine

è arrivato il momento di salutare l'anno che sta terminando, un anno che prefigura un futuro di successi, progressi e conquiste per tutti.

Abbiamo ridotto le tasse per i più ricchi che, con a fianco un fisco amico e anche un po' complice, ora potranno vivere più serenamente. Anche se abbiamo tagliato qualche punto dell'IRPEF a quel che resta del ceto medio, abbiamo aumentato la pressione fiscale su chi lavora e ha sempre pagato le tasse. Quello che abbiamo ridotto sarà comunque ampiamente recuperato con aumenti di tasse e tributi perché è giusto che i meno abbienti, che sono più numerosi dei ricchi, contribuiscano di più alle spese delle amministrazioni pubbliche.

Anche nella Sanità abbiamo fatti passi in avanti importanti. La quota di di PIL destinata alla salute pubblica è sempre fra le più basse in Europa, ma abbiamo aumentato i finanziamenti pubblici per le cliniche private, gestite in gran parte da nostri amici e simpatizzanti. Per non intasare i Pronti Soccorsi e le corsie ospedaliere faremo fare ai pazienti una sosta nella Case di Comunità, dove potranno essere assistiti - se c'è il personale - per patologie semplici o, nei casi più gravi e complessi, mandati in Pronto Soccorso. Nei Pronti Soccorso ci sono lunghe code o non ci sono posti nei reparti? I pazienti aspettino cortesemente nei corridoi o nelle strade di accesso, d'altronde bisogna favorire la mobilità sociale, anche quella verso l'aldilà.

Le tematiche ambientali le abbiamo messe un po' da parte, il cambiamento climatico va minimizzato, così come vanno ridotti gli interventi a tutela dell'ambiente, della biodiversità e del paesaggio. Disinteressarsi di tutto questo creerà nuovi posti di lavoro nella protezione civile!

La pensione è un lusso che non ci si può più permettere. Se la goda chi ce l'ha, anche se miserevole, per gli altri "fine lavoro mai".

Lo Stato Sociale? Un retaggio del passato da superare perché i ricchi si arrangiano da soli. I poveri si arrangino e basta. Meglio investire in armamenti da usare in guerra, dove i poveri potranno trovare il conforto di una occupazione sicura, quello della carne da cannone.

Meno soldi anche all'istruzione. Basta con una istruzione che aiuti a pensare e analizzare il perché di disparità e ingiustizie. Meglio investire quello che c'è nella formazione professionale al servizio delle imprese. Lavorare e tacere e poi tutti al bar, che riflettere non giova alla salute.

E basta anche con la democrazia popolare. Meglio una democrazia elitaria e padronale perché l'uomo forte al comando piace un po' a tutti. Se non riusciremo a risolvere i problemi, statene certi, li nasconderemo. Se non manterremo le promesse non dovrete arrabbiarvi, perché ci sono sempre altre priorità. Comunque non è giusto farci sentire il fiato sul collo perché, per fare quanto detto, c'è sempre una prossima legislatura. Siamo fiduciosi nel vostro consenso.

Infine un pensiero ai giovani. Se non vi piacciono contratti precari a tempo determinato, paghe da fame, pensioni che non vedrete mai, allora avete sbagliato Paese. Andate pure all'estero!

Felice anno nuovo a tutti!
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Nota: la lettera riportata nelle righe precedenti è una esagerazione sarcastica che non rappresenta la realtà, ... o
---------forse sì?

Cividale del Friuli, 31 dicembre 2025

la redazione del sito

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