Questa mattina dalle 10 alle
13, in largo Boiani a Cividale, si è svolto un flash mob
per la difesa e il rilancio dell'ospedale cittadino. Una iniziativa
voluta dal comitato sorto in difesa della nostra struttura ospedaliera
e organizzata dopo la notizia della imminente chiusura notturna
del punto di primo intervento.
Purtroppo la partecipazione è stata modesta e crediamo
che questo dato sia solo in parte imputabile alle non buone condizioni
meteo. C'è sicuramente sfiducia e delusione, ma proprio
sulla indifferenza per il destino della sanità pubblica
gioca chi, in Regione, vuole ridimensionarla ulteriormente.
Rinfacciare ai comitati, come ha fatto un buontempone in transito,
che la responsabilità della situazione dei piccoli ospedali
dipende dalle scelte dell'allora Presidente Regionale Debora
Serracchiani (che ha sicuramente molte responsabilità)
non solo è inutile, ma è sbagliato perché
la situazione odierna è la sommatoria di anni di interventi
demolitivi da parte di tutte le Giunte regionali dal 2000 in
poi. I vari comitati si sono battuti strenuamente contro la chiusura
dei piccoli ospedali fin dall'inizio indipendentemente da chi
era alla guida della Regione.
A
Cividale i problemi della sanità sono molti: mancano medici
di base e quelli che ancora operano hanno visto un incremento
notevole del numero dei loro assistiti per tamponare temporaneamente
la loro mancanza. Temiamo che i prossimi pensionamenti di altri
medici che lavorano a Cividale possa ulteriormente complicare
la situazione degli assistititi specie se questi hanno bisogno
di una attenzione particolare dal punto di vista sanitario.
Anche le carenze di personale infermieristico sono preoccupanti
se, come ci è stato riferito, ci sono anche alcune difficoltà
a coprire i turni di lavoro.
Molte persone mugugnano, altre si lamentano per i disservizi,
per gli spostamenti e le lunghe liste di attesa, spesso prendendosela
con il personale sanitario e non con chi, a livello politico,
è responsabile dei problemi della sanità in Regione.
Molti, quelli che stanno bene, non pensano alla sanità
pubblica, altri pensano di superare le difficoltà ricorrendo
a reti di conoscenze o, se hanno soldi, al privato. Di sicuro
manca una consapevolezza diffusa che la sanità pubblica
è un bene di tutti che va difeso e valorizzato.
Le riorganizzazioni (cioè tagli) nella sanità regionale
stanno continuando anche se la spesa sanitaria non accenna a
diminuire, aumenta poi la quantità di denaro destinata
al privato, per visite ed analisi spesso tocca spostarsi in vari
ospedali regionali.
Segnaliamo infine la latitanza al flash mob di quasi tutti i
Consiglieri della minoranza del Consiglio comunale di Cividale,
così come quella dei Consiglieri regionali (tutti di centrodestra)
eletti a Cividale. Se l'assenza di questi ultimi è comprensibile
(avrebbero dovuto spiegare cosa fanno in Regione per la sanità
del nostro territorio), l'assenza dei primi è a dir poco
imbarazzante.
Nota: abbiamo appreso che il nuovo contestato
piano regionale della medicina oncologica che vuole portare a
Udine e a Trieste molti specifici interventi oncologici, è
stato redatto da Giampiero Fasola, a suo tempo assessore alla
sanità in Regione. Il suo nome lo ricordiamo come autore
del progetto della riforma che, con le integrazioni da parte
delle successive amministrazioni di centro-destra e centrosinistra,
ha portato alla attuale situazione della Sanità pubblica
in Regione. Un nome, una garanzia, ... di altri tagli, depotenziamenti
e chiusure.
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Cividale del Friuli, 6 gennaio 2025 |
la
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