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fuffa a 360° e oltre

"Turismo, a Cividale, è capacità di coglierlo, il cambiamento. Di anticiparlo, di gestirlo, di saper guardare oltre. Più che una sfida per la città ducale, un nuovo modo di organizzarsi e riorganizzarsi."
Con queste parole di cui è arduo comprendere il senso, il Messaggero Veneto del 15 giugno apre un articolo dedicato alla svolta turistica che l'Amministrazione cittadina immagina per il futuro economico di Cividale.
Dopo la città "polo di riferimento" di un distretto commerciale sovracomunale che le è stato costruito attorno e che non sta dando i risultati sperati, ora si pensa al centro storico come polo turistico che "deve raccontare ai cittadini e ai visitatori la nostra storia fra passato, presente e futuro".
Naturalmente il cambiamento di prospettiva richiede tempo, ma la determinazione a lavorare in questa direzione è granitica. Si parla di un calendario di iniziative da proporre con una certa regolarità nel corso dell'anno, di attenzione al cicloturismo, di valorizzazione di musei e del fiume Natisone, ...
Circa il calendario di iniziative, temiamo una esplosione di eventi enogastronomici e di adunate delle più varie che, richiamando turisti da ogni dove, con ogni probabilità, determineranno un aumento dei costi della vita per chi vive e lavora nella nostra città. Sicuramente interessante è l'attenzione rivolta al cicloturismo, ma sottolineiamo che della rete ciclabile che da Udine, passando per Cividale, dovrebbe portare, attraverso il valico di Stupizza, in Slovenia si parla da anni. Fra ritardi, errori di progettazione nel tratto Stupizza - Confine di Stato, costi dei lavori, in alcuni punti, "spaventosi", a tuttoggi si è mosso ben poco.
Speriamo non finisca come con le biciclette destinate a un turismo lento e responsabile che, acquistate dal Comune di Cividale ai tempi dell'Amministrazione Vuga e parcheggiate a lungo inutilizzate nel piccolo edificio del parco vicino alla vecchia stazione ferroviaria, sparirono presto dai radar.
L'ospitalità alberghiera è modesta e dubitiamo che i B&B presenti in città siano in grado di garantire una ospitalità sufficiente in caso di un incremento del flusso turistico.
Circa la valorizzazione del Natisone, abbiamo già detto che lo stato delle rive cittadine è desolante sia per la presenza di ramaglie e arbusti che ne ostacolano la visuale (es.: piazza San Biagio) che per l'accumulo di detriti trasportati dalle piene (es.: Riva della Broscandola).
Se aggiungiamo che la linea ferroviaria Udine-Cividale è inattiva da tempo, che lo spazio per i camper è avvilente, che le colonnine dei parcheggi non accettano i numeri di targa di automobili straniere che non hanno la successione 2 lettere, 3 numeri e 2 lettere, ci sembra di trovarci di fronte alla solita fuffa elargita a piene mani.
In una città che non ha più servizi, in cui la speculazione edilizia ha fatto man bassa di suolo, in cui alcune "combriccole" economiche e finanziarie hanno stabilito le priorità per la città, in cui cala il numero dei residenti, in cui i giovani pensano di andare ad abitare altrove per il caro affitti e per i costi esorbitanti delle case nuove e vecchie, ci saremmo aspettati proposte più serie.
Ma dal centro-destra cittadino, che da almeno 25 anni si adopera per il decesso assistito di Cividale, non si poteva aspettare altro.

Cividale del Friuli, 16 giugno 2025

la redazione del sito

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