Il drammatico conflitto a Gaza
continua nell'indifferenza dei Governi europei e con l'appoggio
esplicito degli USA. I quasi 60 mila morti, le centinaia di migliaia
di senza tetto che vivono in condizioni disperate nelle tendopoli,
la denutrizione, l'assenza di medicine e di assistenza sanitaria
e altre crudeltà che quotidianamente si susseguono nella
Striscia di Gaza non sono ancora sufficienti per far terminare
il conflitto fra Israele e i palestinesi. L'approccio colonialista
di Israele alla questione palestinese, con i continui attacchi
dei coloni ai villaggi palestinesi della Cisgiordania e la guerra
infinita a Gaza, evidenziano in modo drammatico la volontà
di eliminare il popolo palestinese. Un altro popolo di troppo
da far sparire e consegnare alla storia.
Quello
che vediamo nei reportage di guerra e l'inconsistenza delle azioni
di molti Governi europei (di solito 4 parole di circostanza e
ipocriti inviti alla moderazione rivolti a Israele) stanno a
dimostrare che i tanto celebrati valori delle democrazie occidentali
a Gaza sono stati definitivamente seppelliti.
Cosa possono dire i Governi europei, i civilissimi governi della
attuale civilissima Europa?
I bombardamenti indiscriminati in corso a Gaza non sono molto
diversi da quelli dell'aviazione tedesca e italiana su Guernica
(Spagna) nel lontano 1937 o da quelli condotti nel 1999 dalla
NATO su Belgrado, il regime di separazione a cui sono sottoposti
i palestinesi e gli arabo-israeliani ricorda molto il regime
di apartheid sudafricano, la violenza sui palestinesi non è
molto distante dalla ferocia del colonialismo di alcuni paesi
europei (Belgio, Inghilterra, Francia Italia, ....). A Israele
si chiede ragionevolezza, misura e pace, ma poi gli si danno
armi e altre dotazioni tecnologiche per completare il massacro
a Gaza, per colpire il Libano, per occupare un pezzo di Siria,
per bombardare Damasco, ...
I valori occidentali, portati nel mondo sulla punta delle baionette
anche dall'imperialismo europeo, non ci danno nessun titolo di
superiorità. Israele sta facendo al popolo palestinese
quanto da noi fatto ad altri popoli dal '500 in poi. Genocidi
e stragi si sono susseguiti dalla scoperta delle Americhe, alla
tratta degli schiavi, nell'Europa occupata dai nazisti (non dobbiamo
dimenticare lo sterminio degli ebrei e degli zingari), fino alle
recenti guerre in Iraq, Balcani, Afghanistan, Libia, ...
Al punto in cui siamo, crediamo che la proposta "due popoli,
due stati" non sia più praticabile e temiamo che
l'espulsione dei palestinesi da Gaza e dalla Cisgiordania sia
una drammatica realistica prospettiva.
Molto utile per capire cosa sta
succedendo al popolo palestinese è stato l'incontro sul
tema "Genocidio e apartheid in Palestina" organizzato
da Sinistra Italiana a San Pietro al Natisone. Nel corso della
riunione abbiamo trovato molto interessanti l'intervento (on
line) di Aida Touma-Sliman, deputata arabo-israeliana alla Knesset,
e l'intervento (in presenza) di Salim el Maoued, medico palestinese
che lavora a Padova e che fa parte della organizzazione "Sanitari
per Gaza".
Nelle righe successive proponiamo i loro interventi nella convinzione
che possano essere utili a comprendere meglio la situazione a
far capire l'importanza della mobilitazione internazionale.
Domanda: ci può aiutare a capire cosa
sta accadendo a Gaza e come sta reagendo la popolazione israeliana
a un conflitto sanguinoso che si protrae da più di un
anno e mezzo? Perché è importante una mobilitazione
internazionale a difesa dei palestinesi?
Aida Touma-Sliman: Buona sera amici, grazie per l'invito e per aver
promosso questa serata. E' importante parlare di questa guerra
e dare voce alle persone che a Gaza stanno soffrendo.
Dall'ottobre del 2023 il popolo palestinese sta affrontando uno
dei momenti più difficili della sua storia e quanto sta
avvenendo a Gaza rappresenta uno dei periodi più oscuri
della storia recente. L'azione di Israele, che è stata
giustificata dall'esigenza di dare sicurezza ai suoi cittadini
dopo l'attacco dell'ottobre 2023, ha causato Ia morte di più
di 50 mila palestinesi.
Noi crediamo però che questa guerra non sia stata motivata
da ragioni di sicurezza e che il conflitto sia cominciato prima
del 7 ottobre.
Sono
convinta che Netanyahu abbia programmato prima del 7 ottobre
il genocidio contro i palestinesi a Gaza. Gli attacchi a Israele
del 7 ottobre hanno portato paura e dolore per i cittadini israeliani
e forte è la preoccupazione per la sorte degli ostaggi
e per il loro rilascio. Netanyahu ha usato i tragici fatti del
7 ottobre per implementare la sua politica volta all'eliminazione
del popolo palestinese. In 19 mesi di guerra sono stati presi
di mira decine di migliaia di cittadini che non sono in grado
di difendersi e io credo che i continui attacchi in corso a Gaza
non abbiano nessuna reale motivazione. Il mondo, in un anno e
7 mesi, non ha fatto abbastanza per aiutare un popolo che soffre
e che è vittima di un genocidio.
Netanyahu con il suo governo di destra vuole continuare le sue
azioni criminali portando in Israele un nuovo fascismo.
Israele ha commesso numerosi crimini, ma adesso il popolo di
Israele sta cominciando a capire che questa guerra non porta
a nessun risultato se non morte, dolore e distruzione. E' un
processo di presa di coscienza molto lento che ora interessa
una parte minima di israeliani, ma che speriamo possa diventare
presto più significativa.
Chi critica il Governo di Netanyahu per quanto accade a Gaza
è una minoranza di persone, per questo le le voci e le
richieste di pace che vengono dal resto del mondo in questo momento
sono importanti.
Chiediamo di mettere pressione ai vostri governi perché
si adoperino per la fine della guerra e sia riconosciuto lo Stato
palestinese. Ora sono necessarie il cessate il fuoco e la liberazione
di tutti gli ostaggi e la fine dell'occupazione.
Grazie per la vostra solidarietà.
Domanda: abbiamo la possibilità di sapere,
tramite la voce di Salim el Moued, cosa succede a Gaza dal punto
di vista sanitario. Sappiamo che c'è carenza di cure,
che mancano i farmaci e che le strutture specifiche per gli interventi
medici e sanitari che sono state distrutte dai continui bombardamenti
dell'esercito di Israele?
Salim el Maoued: grazie per l'invito e desideravo essere qui per
questa iniziativa. La dottoressa Aida Toma, è nata a Nazareth,
così come i miei genitori. Io sono nato in Libano come
profugo e rifugiato, così come sono profughi altri milioni
di palestinesi dispersi nel mondo (la popolazione palestinese
compresi i profughi ospitati in vari paesi del mondo è
costituita da circa 14 milioni di persone, un numero non molto
distante da quello degli ebrei che vivono in Israele e nel resto
del mondo - N.d.R.). In Cisgiordania e nella Striscia
di Gaza vivono milioni di palestinesi in famiglie numerose perché
anche la prolificità è un atto di resistenza.
Israele
vuole annientare il popolo palestinese e anche un singolo palestinese
è visto come un ostacolo.
La morte di Rabin per mano di un nazionalista ebraico, un anno
dopo la firma degli accordi di Oslo del 93, ha visto sfumare
la possibilità di avere uno stato palestinese; quello
che oggi esiste è una autorità palestinese screditata,
corrotta e collaborazionista. Uno stato palestinese non rientra
nell'ordine di idee di chi governa Israele e Netanyahu rifiuta
l'idea di uno stato palestinese vero.
La nostra situazione è drammatica, a Gaza non arrivano
più aiuti da nessuno perché i confini sono stati
chiusi. Oggi Gaza, da anni una prigione a cielo aperto, è
assediata.
Non arriva cibo, non ci sono medicinali, i dissalatori non funzionano,
le persone vivono in tendopoli dove le condizioni igieniche sono
precarie e dove le prevedibili alte temperature estive possono
determinare gravi problemi sanitari. La mancanza di farmaci è
un problema gravissimo, parliamo di farmaci essenziali per la
sopravvivenza dei malati e dei feriti. Alcune medicine ce le
prepariamo da soli, ma non possiamo sopperire al fabbisogno della
popolazione che ne ha bisogno. Ci sono i morti prodotti dalla
guerra (circa 60 mila di cui 18 mila giovanissimi compresi anche
i quasi 1.000 morti con età inferiore a una anno).
Israele ha buttato su Gaza circa 100 mila tonnellate di esplosivo
(secondo una valutazione del programma delle Nazioni Unite
per l'ambiente ogni metro quadrato di Gaza ha circa 100 kg di
detriti costituiti da cemento, ferro, amianto, residui di bombe
esplose e inesplose e resti umani - N.d.R.). I rischi
per la salute di chi sopravviverà alla guerra sono enormi.
L'acqua, a causa della porosità del suolo rischia di essere
contaminata, è prevedibile la morte di moltissimi palestinesi
per malattie dell'apparto respiratorio, del fegato. Adesso si
muore di gastroenterite, sono diffuse le epatiti A e B, ci sono
moltissimi malati che non sono curati a dovere perché
dei 35 ospedali presenti nella Striscia di Gaza prima della guerra,
ne sono stati distrutti 34 così come sono state distrutte
molte altre strutture socio-sanitarie.
Oltre ai morti dobbiamo ricordare che ci sono circa 18 mila invalidi
per cause di guerra, che ci sono decine di migliaia di malati
cronici che non riusciamo a curare, che molti palestinesi catturati
in questi ultimo anno e mezzo sono usciti dalle carceri israeliani
in pessime condizioni psico-fisiche a seguito di torture, che
circa 1.300 fra medici e infermieri sono stati uccisi.
Circa 20 mila palestinesi hanno dovuto ricorrere a cure all'estero
e anche il popolo italiano ha dato un importante contributo.
Alcuni bambini sono stati curati in cliniche del Veneto e del
Friuli Venezia Giulia. Una solidarietà di cui siamo riconoscenti,
ma che non riguarda il Governo italiano che continua a fornire
armamenti e sostegno a Israele.
Ho parlato con questi giovani ricoverati e tutti hanno espresso
il desiderio di tornare a Gaza Le donne palestinesi stanno dando
un contributo fondamentale alla resistenza, alcune di esse non
vogliono abbandonare le loro case, anche se distrutte e se la
loro permanenza mette a rischio la loro vita.
Agli interventi dei due ospiti
palestinesi, hanno fatto seguito le relazioni Andrea Di Lenardo,
che ha parlato del sionismo come movimento nazionalista nato,
come molti altri, nell'800, e di Emanuel Ojan che ha parlato
della situazione attuale a Gaza dal punto di vista del diritto
internazionale.
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Cividale del Friuli, 29 aprile 2025 |
la
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