|
Giovedì 13 novembre, organizzato
da Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), si è svolto a Ponteacco
(San Pietro al Natisone) un incontro dedicato alla sanità
territoriale e alle problematiche sempre più evidenti
che stanno emergendo in merito al diritto alla tutela della salute
nei territori di montagna.
La prima constatazione fatta nel corso del dibattito è
che, negli ultimi 7 anni, la situazione della sanità regionale
è significativamente peggiorata. Permangono le carenze
di personale medico e infermieristico, continua l'azione di smantellamento
dei distretti e di alcune realtà assistenziali periferiche,
le liste di attesa sono sempre lunghe, procede l'esternalizzazione
di alcuni servizi e permangono le incertezze sul futuro della
sanità in FVG, una Regione in cui l'età media continua
a crescere e con essa la richiesta di salute.
Nonostante
le "razionalizzazioni" (ovvero tagli di servizi) portate
avanti dall'attuale Governo regionale a trazione centrodestra
e da quello precedente, sempre a guida Fedriga, la Sanità
rimane sempre la prima fonte di spesa del bilancio regionale.
E' un dato di fatto che, pur rimanendo ancora sotto il 10%, è
quasi raddoppiato il finanziamento alla sanità privata.
Di recente sono stati assegnati circa 70 milioni di euro per
gli stipendi e i premi a favore del personale medico e infermieristico.
Questo però non ha determinato il rientro nella sanità
pubblica del personale che, negli ultimi anni, ha scelto di lavorare
nella sanità privata dove ha trovato più attenzione,
carichi di lavoro meglio programmati e più rispettosi
nei confronti dei lavoratori.
Permane la carenza dei medici di base che, nelle attuali condizioni,
si trovano spesso a dover seguire 1500-1800 assistiti. E' stato
rilevato che con numeri così alti, all'avvicinarsi alla
a fine del servizio in ambulatorio, diventa difficile per un
medico di base rimanere concentrato sul paziente ed è
possibile che lo stress da super lavoro possa incidere sulla
qualità della prestazione medica.
Non è chiaro cosa faranno le farmacie del territorio chiamate
ad svolgere nuove funzioni quali il supporto attivo nelle campagne
vaccinali, test diagnostici, erogazione di servizi di tele medicina,
..(a Cividale la Farmacia Fontana sta attrezzandosi per svolgere,
fra l'altro, anche alcuni test diagnostici - N.d.R.)
Intanto, il prossimo primo dicembre, negli spazi del vecchio
ospedale di Cividale dovrebbe iniziare l'attività della
Casa di Comunità e dell'Ospedale di Comunità.
Questa notizia ha sollecitato alcune domande: "Come
mai, visti gli spazi disponibili nei padiglioni dismessi, questa
apertura non è avvenuta prima?" e "Che
senso ha costruire una nuova struttura, dai costi milionari,
per ospitare la Casa di Comunità e l'Ospedale di Comunità
se c'è spazio nei padiglioni del vecchio ospedale?".
Nelle Valli è stato chiuso il poliambulatorio di San Pietro
e si parla della prossima realizzazione a San Leonardo di una
Casa di Comunità da realizzare in spazi pubblici sotto
utilizzati. Non è chiaro dove si troverà il personale
(medici infermieri, ...) che dovrà gestirla e non è
nemmeno chiaro come verranno utilizzati, all'inteno di essa,
i medici di base.
Il rischio flop, come nella passata esperienza della Case di
Assistenza Primaria, è una possibilità concreta.
Tutti hanno concordato sulla necessità i ridurre i finanziamenti
alla sanità privata a favore di quella pubblica e di inserire
i medici di base nel SSN facendoli diventari dipendenti pubblici.
Importante è ora aumentare gli stipendi del personale
sanitario in modo che gli emolumenti siano dignitosi e gratificanti.
Doveroso è anche aumentare, in numero e in valore, le
borse di studio per i laureati che si stanno formando per diventare
medici di medicina generale e territoriale.
Infine una riflessione è stata fatta anche sulla scarsa
attenzione della popolazione locale al tema della tutela della
salute. Sull'argomento sembra essere calato una cortina di sfiducia
e rassegnazione. Nonostante il depotenziamento di molti servizi
nel territorio, permane il sostegno elettorale verso gli attuali
amministratori locali e regionali di centrodestra che, nelle
Valli del Natisone e nel Cividalese, possono contare sulla maggioranza
dei voti. Scoraggiante e osservare il modesto contribuito dei
3 Consiglieri Regionali espressi dal territorio a favore della
tutela dei servizi e dello sviluppo di queste aree.
Fra le proposte emerse nel corso dell'incontro, quella di migliorare
l'informazione sulla situazione della sanità sensibilizzando
i cittadini su questo tema.
Al temine dell'incontro si è anche accennato al ritorno
imminente delle Province nella nostra Regione. Non è chiaro
come saranno distribuite sul territorio, non è noto come
saranno formati i Consigli Provinciali, non sono stati definiti
i compiti che dovranno svolgere, ...
Il timore è che si aggiungano ad altre realtà sovracomunali
(es. Comunità di montagna), non facilitando l'efficienza
e la coerenza amministrativa o, peggio, diventino dei nuovi "poltronifici"
in cui collocare politici locali. Se ne discuterà nel
corso di un prossimo incontro
|
Cividale del Friuli, 14 novembre
2025 |
la
redazione del sito |
|