-

-

-

-

islamofobia e preghiera
dei mussulmani

Il 6 giugno i fedeli mussulmani hanno celebrato la Festa del Sacrificio, una delle ricorrenze di maggiore importanza del mondo islamico. Nel Monfalconese, la numerosa comunità islamica locale ha svolto il rito religioso grazie alla collaborazione di due parrocchie cattoliche, quella della Marcelliana a Monfalcone e quella dei Santi Pietro e Paolo a Staranzano, che hanno messo a disposizione degli spazi in cui pregare. Un gesto positivo che va nella direzione del dialogo e dell'accoglienza fra credenti nello stesso Dio. Tutto poteva finire tranquillamente così se non fosse intervenuta l'islamofobia che è costantemente alimentata da una parte del centrodestra.
Il tutto sarebbe nato da un asciugamano posto sopra una statua di Gesù presente ai margini del prato della Marcelliana. Qualcuno vi ha visto una atto blasfemo, qualcuno una mancanza di rispetto verso i cristiani. La comunità mussulmana si è scusata per il fatto, sottolineando che Gesù è per loro un profeta importante.
Naturalmente non poteva mancare il "prezioso" contributo al dibattito da parte dell'europarlamentare Anna Maria Cisint, già sindaco leghista di Monfalcone e attualmente consigliere comunale con delega al contrasto dell'islamizzazione radicale.
"Quattromila mussulmani hanno invaso il santuario della Marcelliana oltraggiandone i simboli sacri" precisando che "L'Italia sta arretrando continuamente ed è un grave errore; bisognerebbe lavorare per riportare le persone nelle chiese anziché cedere all'Islam pezzi così importanti. Tra l'altro erano presenti soltanto uomini". Ma il vero colpo d'ariete lo ha dato nel momento in cui, per completezza di informazione, ha sottolineato che in quel luogo ha ricevuto i sacramenti, si è sposata e si è congiunto in matrimonio suo figlio. Si parla addirittura di una sua possibile lettera al papa in cui, immaginiamo, chiederà di non dare spazi della chiesa ai mussulmani.
Cercando di essere misurati nel giudizio (cosa non facile davanti a cialtronerie di questo livello) vorremmo sottolineare che l'art. 3 della Costituzione scrive che "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociali e sono uguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali".
Se si continua, come fanno questi reazionari il cui sguardo verso il futuro non supera la punta del naso, a ostacolare il desiderio dei mussulmani di pregare e stare assieme in uno spazio pubblico, ad accusarli di essere contigui all'estremismo religioso e a escluderli dalla comunità civile (lavorare, tacere e sparire dagli sguardi), si preparano le condizioni per nuove tensioni che non faciliteranno la convivenza e potranno generare esplosioni di rabbia. Ma forse è quello che vogliono.

Cividale del Friuli, 7 giugno 2025

la redazione del sito

-

-