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opportunismo e furbizia

ancora sul monumento
dedicato a Norma Cossetto

Il contenuto di un articolo apparso sul MV del 23 gennaio dedicato alla prossima installazione a Cividale di un monumento in memoria di Norma Cosetto, ci ha lasciato perplessi perché le poche parole dedicate a Norma Cossetto (solo alcuni riferimenti alla sua uccisione da parte dei partigiani jugoslavi) sono inserite in un contesto in gran parte dedicato a chi ha promosso e sostenuto l'intera operazione.
Leggendo l'articolo apprendiamo che "il cippo è frutto di una sinergia all'insegna della donazione perché sia la materia prima che il lavoro di realizzazione e installazione dell'opera sono stati offerti dalle realtà coinvolte nel progetto".
Scopriamo così:

- che l'input è partito dal sig. Davide Cantarutti, che, in quanto assessore in quota FdI, non è estraneo
--alla Giunta municipale;
- che l'Unione Ufficiali in Congedo d'Italia di Udine si è attivata per concretizzare la realizzazione
--del monumento;
- che la "campagna di reclutamento" degli ex ufficiali ha avuto successo perché ha coinvolto lo
--scultore Giorgio Benedetti che ha messo a disposizione le sue capacità artistiche, la ditta Iaconcigh
--che ha offerto la pietra piasentina, l'ingegnere Guido Frossi che si è fatto carico delle pratiche e dei
--calcoli statici, l'officina ORA che ha fornito l'acciaio e l'impresa edile Diego Cappelli che metterà in
--opera il cippo.

Il tutto, ci pare di capire gratuitamente, sotto l'attenta e puntuale regia dell'associazione promotrice e del Comitato 10 febbraio.
Secondo l'assessore Cantarutti si tratta di "un bel esempio di impegno congiunto che darà completezza Largo Martiri delle foibe", mentre il Sindaco auspica "che questa iniziativa, nell'anno giubilare, possa stimolare una continua riflessione sulla brutalità umana".
Davvero un bel esempio, ma di opportunismo e furbizia, diciamo noi. Per le aziende coinvolte uno spottone pubblicitario forse nemmeno richiesto, ma soprattutto un'operazione volta ad allontanare la responsabilità di una operazione ideologica dall'Amministrazione comunale scaricandola su una associazione d'arma di Udine, probabilmente, come molte altre, vicina alla destra cialtrona che guida questo paese.
Questi cultori della memoria a "passo variabile" hanno imposto alla città la commemorazione di una persona che nulla ha a che fare con Cividale e la sua storia, sono riusciti ad ottenere nell'arco di pochi mesi permessi e sostegni, mentre per intitolare qualche strada a un qualche deportato cividalese nei lager tedeschi o rendere accessibile permanentemente il monumento dei 105 fucilati dai nazisti alle fosse del Natisone stanno trascorrendo molti anni e chissà quanti ne trascorreranno ancora.
Ma fateci il piacere!.

Cividale del Friuli, 24 gennaio 2025

la redazione del sito

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