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Il PD e la sanità cittadina

Lunedì 7 luglio abbiamo partecipato all'incontro organizzato dal PD cittadino sulla Sanità nel Cividalese e sulle sue prospettive.
Un incontro interessante nel quale si sono ricordati alcuni passaggi fondamentali della storia dell'ospedale cittadino che attualmente non esiste più. Con la chiusura dell'ospedale e del pronto soccorso oggi, nella vecchia struttura, possiamo trovare alcune attività ambulatoriali, una RSA, un centro prelievi e poco più.
Mentre si depotenziava, pezzo a pezzo, l'ospedale cittadino, fiorivano le proposte più varie sul suo rilancio. Nel 2015 si presentò un progetto per la realizzazione a Cividale di un Polo geriatrico. Non se ne fece nulla così come non ebbero seguito altre idee e proposte (RSA ad alta intensità di cura). Il Punto di Primo Intervento originario non c'è più e oggi, in sua vece, c'è un servizio dedicato a urgenze non complesse gestite da Arkesis, un ente privato di Portogruaro.
Dal giugno dell'anno scorso si sta lavorando alla realizzazione di una Casa di Comunità con annesso Ospedale di Comunità. Incerte le prospettive e molti dubbi sulla reale operatività di questa nuova struttura, probabilmente un contentino per salvare la faccia al centro-destra locale che non ha fatto quasi niente per fermare il progressivo depotenziamento dell'ospedale di Cividale.
I lavori per la sua realizzazione, finanziati con i fondi del PNRR, dovranno essere completati inderogabilmente entro il mese di giugno del 2026, ma questo non significherà che la Casa di Comunità sarà operativa appena collocata l'ultima tegola sul tetto. Dovranno essere svolte delle verifiche, si dovrà procedere ai collaudi e all'installazione degli arredamento e della strumentazione.
Per ridurre i tempi di attivazione del servizio qualcuno ha ipotizzato l'uso a questo scopo dei locali dismessi del vecchio ospedale. Ipotesi suggestiva ma poco realistica perché bisognerebbe spiegare il motivo per il quale non si è scelta questa opzione fin da subito, risparmiando il denaro per la realizzazione della nuova struttura ora in costruzione nel giardino (ormai ex) del vecchio ospedale.
Le prospettive future sulla Casa di Comunità e sull'Ospedale di Comunità sono incerte perché si tratta di strutture in cui interagiscono la sanità e il contesto sociale. Si devono considerare i bisogni della comunità e si devono fornire servizi concordati con i medici di base, con le Amministrazioni comunali del territorio, con gruppi di cittadini attivi sul tema della salute, con le organizzazioni sindacali, ...
A tuttora, in questa direzione si è fatto ben poco.
L'unica cosa certa è che la Casa di Comunità dovrà essere accessibile per 24 ore al giorno per 7 giorni alla settimana con la presenza di medici e infermieri pronti a farsi carico delle richieste dei cittadini e dei loro problemi di salute, specie se sono fragili e malati cronici. In essa dovrà operare una medicina di "iniziativa" che sia complementare con la medicina di "attesa" (vedi
nota).
La Fondazione GIMBE, in un rapporto relativo allo stato di attivazione delle Case di Comunità pubblicato lo scorso 31 marzo, ha sottolineato che sei Regioni italiane (incluso il Friuli Venezia Giulia) sono molto indietro nel percorso di realizzazione di queste strutture. Il ritardo nell'avvio della loro realizzazione comporterà con ogni probabilità anche un ritardo nella loro operatività. Solo di recente l'Amministrazione regionale ha deliberato le linee di indirizzo per l'attivazione delle Case di Comunità, ma rimangono al momento incerte la disponibilità di infermieri e personale OSS e non si sa se c'è una reale disponibilità di medici di base ad operare al loro interno. Non è stato ancora firmato il contratto integrativo regionale e per di più in Regione c'è una importante carenza di medici di base.
Non crediamo che questa operazione (la casa di Comunità) funzionerà perché attorno ad essa c'è il deserto sanitario, perché per molti pazienti potrebbe essere solo un punto di transito verso l'ospedale di Udine sempre più saturo e con personale super spremuto. Se teniamo poi conto che, per le urgenze provenienti dalle Valli del Natisone, l'arrivo al Pronto Soccorso di Udine può richiedere tempi superiori all'ora, dobbiamo essere consapevoli che per i casi più gravi si mette a repentaglio la vita delle persone.
Intanto cresce la Sanità privata a cui la Regione FVG destina circa il 6% delle spese di esternalizzazione nazionali; un dato preoccupante per una Regione, la nostra, che ha solo il 2% degli abitanti di tutta Italia.
Un quadro desolante e la sensazione che lo smantellamento della sanità pubblica sia l'obbiettivo non dichiarato di una gang composta da personale politico e da operatori privati della sanità che vogliono fare profitto sulla salute dei cittadini.
Un secondo rilievo lo vogliamo riservare al PD. L'attuale situazione della sanità è sicuramente responsabilità del centro-destra regionale che governa dal 2018, ma le amministrazioni precedenti, fra cui quella di Debora Serracchiani (PD), hanno partecipato attivamente al processo di "riorganizzazione" della sanità pubblica i cui esiti disastrosi sono davanti agli occhi di tutti.
Chi allora, all'interno della maggioranza di centrosinistra, si opponeva alla "riforma" era considerato un pericolo e veniva marginalizzato senza neanche prendere in considerazione le sue argomentazioni. Tirarsi fuori dalle proprie responsabilità o giudicare positiva quella stagione politica non ci permetterà di fare passi avanti in una Regione in cui il Presidente Massimiliano Fedriga, come segnalato dal Sole 24 Ore, ha il maggior livello di gradimento fra i Presidenti di Regione italiani.
Se poi l'incontro sulla Sanità organizzato dal PD fosse parte di una serie di iniziative finalizzate alle prossime elezioni comunali, ci troveremo di fronte ad una operazione propagandistica di dubbia efficacia

nota: per medicina di "iniziativa" si intende un modello assistenziale di gestione dei malati cronici che va loro incontro prima che le patologie insorgano o si aggravino. La medicina "di attesa" è il modello tradizionale in cui il paziente si rivolge al medico quando ha un problema di salute o deve eseguire dei controlli programmati.

Cividale del Friuli, 8 luglio 2025

la redazione del sito

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