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strade e boschi: nuovi
assalti |
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Si è da poco avviato l'iter
per risistemare la vecchia strada militare che da Rubignacco
(Cividale) porta verso Spignon (Pulfero) e farla diventare una
pista forestale.
La strada militare da anni versa in pessime condizioni sia per
l'azione delle piogge che per incuria dell'uomo; in alcune punti
il margine stradale evidenzia chiari segni di cedimento e il
fondo stradale è fortemente sconnesso con buche e rilievi
che ostacolano il transito dei veicoli agricoli.
I Comuni in cui corre la strada (Cividale, Torreano e Pulfero)
si sono già rivolti alla Regione per ottenere gli opportuni
finanziamenti e sono già stati attribuiti gli incarichi
ai professionisti che dovranno occuparsi dei lavori.
Con opportune macchine sarà fresato il fondo stradale
in modo da eliminare le pietre sporgenti e conferire alla strada
un profilo a "dorso di mulo". Verranno risistemate
le canalette di scolo dell'acqua e ripristinato qualche muretto
e forse sarà realizzata qualche piazzola e poco più.
Non abbiamo una idea precisa dei costi complessivi dell'opera,
sappiamo però che per il ripristino del tratto di competenza
del Comune di Torreano è stato richiesto un finanziamento
di circa 50 mila euro.
Alla
fine il ripristino della strada ad uso forestale permetterà
l'accesso ai boschi di macchine operatrici pesanti, di camion
e rimorchi per il trasporto del legname.
Nelle Valli del Natisone ci sono circa una decina di ditte boschive
(a cui bisogna aggiungere i privati che fanno i boscaioli come
seconda attività, più i produttori di legna ad
uso proprio) alcune delle quali dotate di macchinari avanzati
per il taglio e la rimozione e trasporto del legname.
Quello che sembra più significativo è l'uso del
bosco come risorsa economica e la politica regionale sembra privilegiare
questo approccio. Che il bosco sia un elemento del paesaggio
che stabilizza il suolo, ne blocchi l'erosione, protegga le riserve
d'acqua, tuteli la vegetazione, catturi la CO2, ... sembra
essere un dato poco rilevante. Se poi percorriamo le piste realizzate
per l'uso boschivo si possono vedere i segni dell'erosione e
delle frane alcune delle quali collegabili a lavori di ripristino
fatti in modo non appropriato.
Non mancano neanche i danni ambientali più gravi. Un recente
taglio boschivo ha compromesso un'area (stazione) in cui prosperava
una specie vegetale rara sul lato italiano delle Alpi Giulie,
la Scopolia carniolica. Il progetto di taglio, in sede
di approvazione, probabilmente è stato studiato in modo
sommario e non ha preso in considerazione la presenza in loco
(Obenetto) di questa specie.
Temiamo anche che il protrarsi dei tagli alla primavera inoltrata
possa comportare, con l'abbattimento degli alberi, anche la distruzione
dei nidi di uccelli con la conseguente morte delle covate.
Con l'aumento dei costi dell'energia conseguenti alle guerre
in atto in Europa e nel vicino Medio-oriente, il taglio dei boschi
sta diventando una attività impattante sull'ambiente per
di più da noi, dove non è previsto l'impianto di
nuove piante in sostituzione di quelle abbattute. Si ritiene
che la natura possa provvedere a sistemare tutto da sola nel
giro di pochi anni. Non è così perché il
cambiamento climatico e le estati calde e siccitose favoriscono
la crescita di rovi e cespugli e ostacolano la crescita delle
nuove piantine degli alberi.
Per non parlare poi dei boschi meno accessibili che sono abbandonati
sostanzialmente a sé stessi e in cui gli alberi schiantati
sono lasciati a terra. C'è poi il problema del deperimento
del frassino, specie nelle zone umide, causato da un fungo importato
accidentalmente dall'Asia orientale.
Crediamo che i boschi debbano essere curati di più e meglio
e che molto dovrebbe essere rivisto anche in termini normativi,
anche alla luce dell'aumento delle temperature medie e della
diminuzione della quantità di pioggia e neve che cadono
in montagna.
Il rischio è che fra cave e disboscamenti, con un processo
economico che ricorda più la rapina di risorse che lo
sviluppo, si finisca per impoverire le nostre Valli anche dal
punto di vista paesaggistico
A trarre beneficio i soli noti che operano con il sostegno del
denaro pubblico, agli altri le briciole e i problemi derivanti
da questo tipo di economia.
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Cividale del Friuli, 14 aprile 2025 |
la
redazione del sito |
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