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virus giallo

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Ancora una volta ci troviamo qui a commentare una dichiarazione del consigliere regionale Roberto Novelli, un personaggio politico che, quando si tratta di cannoneggiare gli stranieri (minori non accompagnati, clandestini, regolari), non va mai in vacanza. Al grido di ordine e legalità, riesce a dire delle enormità che meriterebbero di essere studiate anche per definire un quadro antropologico della comunità che politicamente lo sostiene e lo vota.
Ma veniamo a quanto riportato i
n una nota pubblicata dall'agenzia ACON e ripresa dalla stampa locale nella cronaca di Manzano.
In riferimento a delle indagini per frode fiscale da parte di 14 imprenditori di origine cinese ha dichiarato che "Questo meccanismo criminale ha coinvolto aziende insediate nel cuore del triangolo della sedia, un distretto che per decenni ha rappresentato un modello internazionale di eccellenza artigiana e manifatturiera. Da tempo è costretto a subire la concorrenza sleale di imprese che che prosperano grazie a pratiche fraudolente inquinando il mercato e distruggendo il lavoro onesto. Questa non è solo una evasione fiscale: è un attacco sistemico all'identità economica e culturale del Friuli."
Ha inoltre affermato che l'operazione della Guardia di Finanza "ripropone con forza l'urgenza a debellare il virus giallo che da anni intossica e avvelena il nostro tessuto artigianale"

Alcune nostre considerazioni

Vogliamo ricordare che il distretto della sedia, così come conosciuto una ventina di anni fa, non esiste più e lo vediamo dai numerosi capannoni vuoti che contraddistinguono quello che una volta era definito il "Triangolo della sedia" (Manzano, San Giovanni al Natisone e Corno di Rosazzo).
Molte piccole realtà produttive che non hanno saputo rinnovarsi e che non hanno preso il considerazione la possibilità di aggregarsi in realtà più grandi (quanti danni ha fatto lo slogan "piccolo è bello") sono sparite e oggi sopravvivono solo le aziende che meglio hanno saputo adattarsi alla nuova situazione con l'internazionalizzazione (spostamento all'estero della produzione) e con l'innovazione del prodotto. L'evasione fiscale, nel caso in oggetto si parla di 11 milioni di euro, è un reato (per noi molto grave) che riguarda anche quelle imprese italiane che, nel centro-destra, vedono un punto di riferimento importante. Ricordiamo che circa l'80% dell'IRPEF è pagata da lavoratori dipendenti e pensionati e l'evasione dell'IVA in Italia rappresenta circa un terzo dell'IVA evasa nella UE (dati riferiti al 2023).
I 14 imprenditori cinesi hanno evaso delle tasse? La legge, a indagini concluse, faccia il suo corso. Però, a questi sepolcri imbiancati vorremmo ricordare che, in quanto a evasione fiscale, gli imprenditori italiani sono dei maestri, la cui scarsa "fedeltà fiscale" è giustificata descrivendo le tasse come "pizzo di Stato", inventando il concetto di "evasione fiscale di necessità" e proponendo con regolarità una miriade di condoni e altre amenità simili. Alle prestazioni degli imprenditori cinesi ricorrono poi molte aziende italiane per tagliare i costi di produzione, incuranti delle condizioni di vita e lavoro degli operai cinesi e in barba anche a quei codici etici a cui fanno cenno un giorno e sì e un giorno pure.
Nell'articolo del MV, Roberto Novelli richiede inoltre l'attuazione di un "Piano Marshall" di controlli capillari, costanti e coordinati.
Un richiamo, quello al Piano Marshall, inappropiato perché questo, al momento del varo nel 1948, prevedeva una serie di aiuti per il sostentamento della popolazione e la ripresa economica dell'Europa occidentale economicamente devastata dalla guerra al nazifascismo. Non ci risulta richiedesse la caccia agli evasori fiscali e serrati controlli di polizia.
Parlare di "virus giallo" dà al tutto una connotazione razzista da suprematista bianco.
In conclusione, chiediamo a Roberto Novelli di uscire dall'abisso della propaganda e di entrare nel mondo della politica seria.

Cividale del Friuli, 4 agosto 2025

la redazione del sito

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