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casa per anziani di Cividale:
dimissioni pilotate e resa dei conti

Grande risalto sui media locali ha avuto la notizia del defenestramento (in senso figurato) di Carlo Monai dal ruolo di Presidente dell'ASP "Casa per Anziani" di Cividale del Friuli, avvenuta nei giorni scorsi a seguito delle dimissioni in blocco di tre consiglieri d'amministrazione legati al centrodestra cittadino. Secondo noi, non si trata del solito caso da manuale di spoil system, ossia il "fisiologico" ricambio dei vertici amministrativi al cambio di un colore politico usato in modo "bipartisan" per mettere al loro posto uomini fedeli e fidati, ma piuttosto di un'operazione politica interna alle dinamiche del centrodestra locale.
Facendo appello alla nostra memoria, ricordiamo che la nomina di Carlo Monai alla guida del CdA, avvenuta poco più di un anno fa (luglio del 2025) con decreto sindacale, aveva già incrinato i rapporti all'interno della maggioranza di centrodestra che sosteneva allora la giunta comunale. L'insediamento di Monai non è stato il frutto di una convergenza pacifica, bensì il risultato di forti frizioni tra le diverse anime della coalizione che guidava allora la nostra città.
Con la nuova amministrazione cittadina (sempre di centrodestra, ma senza la Lega che ora è all'opposizione) l'uso delle dimissioni come strumento politico ha provocato la decadenza automatica dell'intero consiglio, evidenziando una precisa strategia politica volta ad aggirare l'impossibilità di una revoca ordinaria del mandato.
Spoil system o riassestamento di potere? Definire questa mossa come semplice "spoil system" risulta inesatto per due ragioni:
- continuità di colore politico: La coalizione che ha rimosso Monai è la stessa, o comunque espressione della medesima area di centrodestra, che ne aveva guidato l'ascesa o con cui doveva trovare una sintesi programmatica;
- controllo interno e pesi politici: L'operazione assume i tratti di un riequilibrio di forze interno e di una prova di forza della nuova giunta comunale. Le frizioni sembrano legate alla governance dell'ente, alla gestione dei servizi e alle nomine dei delegati, in un momento in cui la struttura affronta importanti percorsi di riorganizzazione qualitativa e investimenti.
Al posto di Carlo Monai verrà insediato Paolo Marseu, un uomo politico tutt'altro che nuovo: è stato consigliere provinciale di Forza Italia dal 1999 al 2001, poi dal 2001 fino al 2011 per due mandati ha ricoperto il ruolo di Sindaco a Torreano, ha avuto numerosi incarichi professionali in organi di revisione e controllo in vari enti locali regionali e in società pubbliche e fino a pochi giorni fa ha ricoperto, all'interno della casa per anziani, l'incarico di vicepresidente di Carlo Monai. Di lui ricordiamo il ruolo ricoperto nella gestione della zona artigianale voluta agli inizi degli anni 2000 dall'allora amministrazione cittadina di centrodestra guidata, allora come oggi, da Attilio Vuga.
Un'operazione fallimentare, come già previsto a suo tempo dalla lista Rinascita, che ha visto l'insediamento di una ditta di logistica, di un deposito di pietra piasentina, di un parco fotovoltaico installato su un'area che si è degradata in seguito all'abbandono e, più di recente, di un'autofficina. Ben poca cosa rispetto alle risorse pubbliche investite e alle rosee prospettive declamate allora "urbi et orbi".
L'intera vicenda, dalle dimissioni alla nomina del nuovo presidente, dimostra come le nomine all'interno delle storiche Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona (ASP) friulane non siano solo una questione tecnica, ma rimangano un terreno di scontro cruciale per i pesi politici del territorio.
C'è poi un problema più generale che riguarda la qualità e la fruibilità dei servizi assistenziali, in particolare per gli anziani non autosufficienti. Le rette delle case per anziani non sono alla portata di tutti e superano abbondantemente i 2.000 euro mensili (senza contare le sovvenzioni delal Regione). Poi c'è un'ampia presenza di strutture private che del diritto all'assistenza possono fare fanno il solito mercato speculativo.
L'assistenza agli anziani e la gestione delle non autosufficienze devono basarsi sul potenziamento del welfare pubblico, sulla territorialità e sull'integrazione socio-sanitaria. Le famiglie non devono essere abbandonate a sé stesse e l'assistenza non può essere mercificata e data in mano ai privati.
La Regione, in questo momento di grandi elargizioni per mille voci di spesa, dovrebbe investire nel recupero di edifici abbandonati, ad esempio nelle tante borgate delle Valli del Natisone, destinandoli a centri diurni per anziani oppure a piccole strutture pubbliche con personale qualificato. La Regione, inoltre, dovrebbe adoperarsi per venire incontro alle amministrazioni comunali (specie quelle più piccole) per far fronte alle rette degli utenti indigenti; tutt'ora a carico di Comuni che hanno risorse molto limitate e con scelte non facili da fare.
L’esperienza dell’ultimo mandato alla Casa per Anziani di Cividale è stata inoltre caratterizzata da un forte aumento delle attività culturali e ludiche, apprezzate da utenti e familiari. Questo ci insegna che il contrasto alla solitudine e le iniziative di animazione fuori dall’ordinario possono essere strumenti importanti per migliorare la qualità della vita.
Pensiamo a quanto potrebbero essere utili attività analoghe nei centri diurni per anziani, che con costi contenuti e con una ricaduta positiva sul territorio, valorizzerebbero competenze artistiche, musicali e culturali locali. Un investimento economico contenuto, ma con un valore umano elevatissimo per anziani e familiari.
Con una popolazione sempre più anziana e l’aumento delle forme lievi di non autosufficienza, serve poi un potenziamento delle visite domiciliari dell’Ambito socio-assistenziale.
Tornando a Cividale, speriamo che nel frattempo a fare le spese di queste tensioni politiche non sia la qualità di un servizio importante in un territorio in cui calo demografico ed invecchiamento della popolazione sono dati evidenti e in cui i servizi assistenziali alla persona saranno sempre più richiesti.

Cividale del Friuli, 12 agosto 2026

Sinistra Italiana
sezione delle Valli del Natisone e del Cividalese

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