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ciclo della vita |
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Riceviamo
e volentieri pubblichiamo
Quando si percorreva
il tratto di strada che da Tarcetta porta ad Antro, era facile
imbattersi in 3 caprette che stavano comodamente adagiate sull'asfalto
in prossimità del cimitero. Ci si poteva avvicinare a
loro fino a meno di un metro prima
che si alzassero, si spostassero un po' più in là
e lasciassero libero il transito all'automobile che aveva disturbato
la loro tranquillità. Se invece si provava ad avvicinarsi
a loro a piedi, scappavano nei prati circostanti quasi avessero
più paura dell'uomo che dei veicoli in transito.
Erano una presenza costante ed erano ciò che rimaneva
di un gregge più grande che era stato venduto da tempo.
Loro no, perché avendo scelto, come si diceva in altri
tempi, la libertà, non si facevano prendere da nessuno
né tanto meno vendere. Non davano fastidio ed erano diventate
una presenza rassicurante, un elemento del paesaggio, un simbolo
di convivenza fra animali e autombilisti.
Oggi non ci sono più. Di due di loro sono state trovate
le carcasse e della terza non c'è più traccia.
Sono state aggredite da qualche animale selvatico e Il consumo
solo parziale della preda fa pensare all'azione di un piccolo
nucleo di sciacalli. E' il ciclo della vita nel mondo naturale
ed è normale che i predatori agiscano così, però
le tre mascotte di Antro ci mancheranno.
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Cividale del Friuli, 22 gennaio
2026 |
lettera
firmata |
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