--Proponiamo nelle righe seguenti alcuni
punti di uno
--studio elaborato dal dr.Stefano Pustetto
in merito allo
--stato della Sanità Pubblica in
Italia. Lo pubblichiamo
--in 2 puntate di cui quella che segue
è la prima parte.
--Entro mercoledì 11 marzo pubblicheremo
la seconda
--parte.----------------------------------------------Buona lettura. |
Le linee guida per la sanità
pubblica sono state contrassegnate da tre verbi:
sbagliare (la programmazione), mortificare (il
personale) e non incentivare (il merito). Tre azioni in
cui i gestori della Sanità Pubblica sono riusciti ad eccellere
in modo incontrastato.
Programmazione: ogni anno, su mille laureati in medicina,
260 non entrano mai negli ospedali perché i finanziamenti
alle Scuole di Specialità sono insufficienti. A questo
punto diventa ragionevole chiedersi se alla base di questo problema
ci sia il numero chiuso (parlare di numero programmato, visto
che non si è programmato un gran che, è fuori luogo)
o la volontà di risparmiare sulla formazione?
Di chi è la responsabilità se su 1.000 ospedalieri
che vanno in pensione si programmano solo 650 nuovi ingressi?
Adesso aumentano in numero le borse di studio, ma non si vuole
incentivare l'accesso alle specialità nelle quali mancano
i medici. Chi è il responsabile di questa situazione?
Medici
di Medicina Generale (MMG), detti anche medici di famiglia o
medici di base: Il primo
anello della catena che tutela la salute dei cittadini è
rappresentato dai medici di famiglia che sono considerati spesso
dei medici di serie B perché prescrivono visite, farmaci,
esami, ...
Molti di loro si stanno organizzando per fornire prestazioni
a pagamento secondo il modello già rodato della sanità
privata.
La connivenza pubblico-privato è fatta di coincidenze
di interessi. Siamo al livello di "Tu mi porti voti,
io ti accredito e tu fai quello che ti pare". La
professione dei medici di base deve essere rivista completamente
con regole nuove e più chiare e questo è il periodo
migliore per farlo.
Il compito principale del Medico di Base medici di base è
il triage territoriale: valutare se il disturbo di un paziente
è di lieve entità, se deve essere inviato in pronto
soccorso o necessita di una visita specialistica. Questo filtro
oggi non funziona più bene.
Pier Luigi Bortoletti, il Vice Segretario della FIMMG, il principale
sindacato autonomo dei medici di base (raccoglie le adesioni
del 63% dei professionisti sindacalizzati), nel corso di una
riunione svoltasi il 21 ottobre 23 ha affermato che i colleghi
si devono dotare nei propri ambulatori di ECG, ECO, Spirometri
in modo da poter eseguire gli esami di primo livello a pagamento.
Preso atto che ci sono 40 miliardi di euro di spese mediche pagate
dai cittadini di tasca propria, senza rimborso assicurativo e
copertura del Sistema Sanitario Nazionale (SSN), ci sono associazioni
professionali che pensano che questa fascia di mercato debba
essere presa in carico da loro per poter incrementare gli stipendi
dei medici.
Il medico di base è un libero professionista convenzionato
e ogni 3 anni i loro sindacati contrattano i servizi che devono
garantire ai pazienti. I contratti nazionali non definiscono
mai nei dettagli quali sono le cure di cui devono farsi carico.
Alcune prestazioni se non previste dall'Accordo Collettivo Nazionale
(ACN) ricadanono sulla tasca del paziente.
Come vengono
formati i MMG: in Germania
i corsi di specializzazione, che sono equiparati a quelli delle
altre specialità, durano 5 anni e gli allievi medici sono
stipendiati e lavorano come assistenti. Nei loro corsi sono previsti
3 anni obbligatori in ospedale, di cui 2 in Medicina e, a rotazione,
in Chirurgia, Pediatria, Ostetricia e Ginecologia. Nei restanti
2 anni devono frequentare gli studi dei Medici di famiglia fungono
loro da tutor.
In Francia i corsi specialistici dei medici di base durano 3
anni con 200 ore di lezioni teoriche più vari tirocini
semestrali in ospedale.
In Spagna i corsi di specializzazione dei medici di base durano
4 anni con 18 mesi di frequenza a rotazione nei vari reparti
ospedalieri.
In Italia le Regioni si fanno carico della formazione post laurea
dei medici di base con un corso che dura 3 anni. I corso dovrebbe
essere articolato in 1.600 ore di teoria e 3.200 ore di pratica
da svolgersi in Ospedale o negli ambulatori dei Medici di Base.
Di fatto non si insegna nemmeno allutilizzo dellelettrocardiografo,
dell'ecografo e dello spirometro e le loro borse di studio solo
di recente sono state parificate a quelle dei dottorandi di altre
specialità.
I Medici Formatori dei futuri Medici di Base (docenti universitari,
ricercatori e medici tutor territoriali) dovrebbero essere selezionati
in base a criteri quali la competenza, la capacità e l'esperienza.
Molto spesso questi criteri non sono seguiti e finiscono in mano
a docenti che hanno ruoli di rilievo nei sindacati medici (FIMMG,
SNAMI e SIMG).
Non sempre sono chiari i rapporti che i referenti di questi sindacati
hanno con il Ministero delal Salute e con i Medici di Base.
Claudio Cricelli, attualmente Presidente Emerito della Società
Italiana dei Medici di Medicina Generale (SIMG) ha promosso per
anni l'informatizzazione degli studi medici proponendo il software
di Millenium, azienda leader internazionale nel settore dei software
clinici. In un conflitto di interessi che a noi pare evidente,
Claudio Cricelli dal 2004 al 2013, è stato membro del
CdA di questa azienda.
I direttori
sanitari: considerato
che la sanità è di competenza delle Regioni, nelle
ASL la collocazione dei Direttori privilegia più la fedeltà
politica più che la competenza. Per facilitare le cose,
si sommerge la Sanità Pubblica di burocrazia facendo in
modo che la sanità privata possa concentrarsi sulle prestazioni
più remunerative e non su quelle più necessarie.
I soldi: I soldi aiutano a saltare le code, ma
tutto dipende dal problema sanitario che si deve affrontare.
Considerato che lo stipendio medio degli italiani è di
1.700 euro mensili diventa chiaro come non a tutti sia possibile
saltare le code, spesso lunghe anche molti mesi, pagando spesso
cifre importanti.
Le nuove mutue: cominciano a farsi avanti le polizze
sanitarie (fondi sanitari integrativi) fornite da compagnie di
assicurazione il cui atteggiamento rimanda alle vecchie mutue
di 50 anni fa. Molto diffuse sono le assicurazioni sanitarie
inserite nei contratti di lavoro. Sono pagate dal datore di lavoro
al posto degli aumenti salariali, ma garantiscono una copertura
modesta e di solito scadono il giorno del pensionamento o, in
alcuni casi, al compimento del 75° compleanno.
Lobbies: Il sistema sanitario è in mano
alle lobby. Gli stessi sindacati dei Medici di Base sembrano
essere sempre meno interessati alla difesa della sanità
pubblica preferendo privilegiare battaglie e interessi corporativi.
Probabilmente sono più interessati al fatto che le cose
rimangano così, piuttosto che a un miglioramento reale
della Sanità Pubblica, la sanità di tutti.
I pronti soccorsi: il finanziamento al SSN è sistematicamente
insufficiente e mancano molti specialisti della medicina durgenza
e della chirurgia. L'Agenzia Nazionale Per i Servizi Sanitari
Regionali (AGENAS) nel 2023 ha certificato che su 18,5 milioni
di accessi ai Pronti Soccorsi (+ 7% rispetto al 2022) 12,4 milioni
sono stati codici bianchi e verdi e 4 milioni sono stati impropri.
Se i medici di base svolgessero bene la loro funzione di filtro,
si ridurrebbe "la spesa sanitaria pubblica" e si ricostruirebbe
il rapporto fra medici di base e pazienti
Redditi e
pensionamento: nel 2022 il reddito medio pro capite dei
medici di base è stato di 107.270 euro lordi (in Friuli
Venezia Giulia 114.000 euro lordi). Da questi importi vanno tolte
le tasse, i contributi e le spese di gestione dello studio però,
se vogliono, possono integrare il loro reddito svolgendo attività
in libera professione.
Dal 2024 al 2030 andranno in pensione 12.600 su 40.000 medici
di base e al loro posto subentreranno 10.714 nuovi assunti.
Le farmacie: le farmacie presenti in Italia nel 2025
sono poco più di 20 mila (una ogni 3.300 abitanti). Tre
sono le attività che possono svolgersi al loro interno:
la vendita di farmaci/ cosmetici/integratori, l'offerta di servizi
sanitari a pagamento (es.: analisi del sangue, spirometrie, ...)
e le prenotazioni al CUP finanziate dall'Azienda Sanitaria Locale
(ASL).
Dal 26
marzo 2024 possono somministrare vaccini ( sopra i 12 anni )
e fare servizi di telemedicina. Andrea Mandelli, Presidente dell'Ordine
dei Farmacisti, già Vice Presidente dell aCamer adei Deputati
e responsabile sanità di Forza Italia, ha auspicato che
in un prossimo futuro anche queste prestazioni siano rimborsate
dal SSN. Per ora sono a carico del cittadino.
Di fatto le farmacie si stanno trasformando in facilitatori di
prestazioni a pagamento: dalla diagnosi, al farmaco curativo.
Il paziente in Lombardia, previa prescrizione medica, può
recarsi in farmacia per eseguire un esame che poi verrà
inviato in una centrale operativa in cui lo specialista redigerà
una diagnosi comprensibile e utile per il paziente e il medico
curante. Naturalmente la Regione riconosce un rimborso per la
prestazione, che prima di una sentenza derl TAR, è stata
superiorte rispetto a quello riconosciuto all'ambulatorio ospedaliero.
Questa strada potrebbe ridurre le liste di attesa, ma presenta
due rischi: un incremento di consumo di prestazioni anche non
necessarie e il doversi recare dal medico di base o al pronto
soccorso al primo esame che riporti dati fuori norma. Non è
detto che questo tipo di attività riduca
le liste di attesa.
Allarmi inascoltati: il 27 settembre 2011, l'Associazione
Nazionale Aiuti e Assistenti Ospedalieri (ANAAO) dichiarò
che nel 2021 sarebbero mancati circa 25.000 medici ospedalieri
per esodo pensionistico e per carenza di posti nelle Scuole di
Specialità. Si sapeva infatti che a fronte di 60.000 medici
in uscita era prevista lentrata nel SSN di 35 .000.
Per formare un medico specialista ci vogliono circa 10 anni e
il costo per il conseguimento della sola Laurea in Medicina ammonta
a circa 115 mila euro.
Fino al 2014 il numero dei posti nelle varie specialità
era stabile e solo dopo sono iniziate a crescere in modo graduale.
Il problema è dato dal fatto che il numero dei medici
che si devono formare non è programmato in rapporto alle
necessità, ma in base ai soldi stanziati per la loro formazione.
Nel 2024 al 2030 le stime prevedono una uscita dal SSN di 78.252
medici. Andranno in pensione 27.568 Medici di Base e Pediatri
di Libera Scelta, 43.370 Medici Dirigenti e 7.414 Medici Specialisti
Interni.
Posti letto:
in Germania ci sono 8
posti letto per acuti (persone affette da patologie a rapida
evoluzione e con sintomi violenti in un breve intervallo di tempo)
ogni 1.000 abitanti, in Francia sono 6,2; in Corea del Sud 13,1
e in Italia solo 3,2 (di cui solo 2,6 per acuti). Una differenza
rispetto agli altri paesi molto marcata che dà l'idea
dei tagli eseguiti nel corso degli ultimi 20 anni.
Gettonisti: solo dopo il primo anno della pandemia
del Covid le Scuole di Specialità registrano un aumento
dei posti del 75%. Le specializzazioni che dovrebbero essere
privilegiate sono quelle di Medicina d'Urgenza, Rianimazione
e Medicina di laboratorio perché proporio in questi settori
è più marcata l'esigenza di Medici Specialisti.
L'incremento dei posti nelle varie specialità arriva in
ritardo e non permetterà di coprire i turni scoperti di
molte corsie ospedaliere. Per fare fronte a questa situzione
si decide di ricorrere ai "medici gettonisti".
I gettonisti sono liberi professionisti esterni alla struttura
ospedaliera pagati a turno. Lospedale non riuscendo a coprire
i turni di lavoro li individua con una gara di appalto e di solito
sceglie una cooperativa (di solito quella garantisce prezzi più
bassi).
i requisiti di accesso sono spesso minimi e ben lontani da quelli
richiesti ad un medico interno allospedale che, come minimo,
deve essere specializzato.
Uno studio dellestate 2022 ha segnalato che un paziente
in Pronto Soccorso ha 1 probabilità su 4 di essere assistito
da un gettonista. Durante la notte questa percentuale raddoppia
(1 su 2).
Un medico ospedaliero, con più di 15 anni di servizio,
può arrivare a guadagnare 85.000 euro lordi all'anno.
La stessa cifra può esser percepita da un gettonista in
84 turni (poco più di 4 mesi di lavoro) anche se le ferie
e la malattia sono a suo carico.
La cooperativa guadagna dal 7 al 15% e la scelta del medico è
a sua discrezione. Un medico ospedaliero, prima di entrare in
un ospedale ha dovuto laurearsi, specializzarsi, sostenere una
prova scritta, una orale e una pratica e deve obbligatoriamente
avere un riposo settimanale.
La presenza dei gettonisti presenta alcuni problemi che vanno
dalla continuità dellassistenza, allintesa
con i colleghi e alla conoscenza dellorganizzazione dellospedale.
Senza regole chiare in merito al loro utilizzo, non è
facile eseguire controlli sulla loro esperienza professionale
e sul reale carico di lavoro che effettuano nei vari reparti.
Nel solo anno 2022 i turni appaltati ai gettonisti in Lombardia,
Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna sono stati di poco superiori
ai 100.000 e dal 2019 al 2023 i medici e gli infermieri gettonisti
sono costati alleRegioni 1,7 miliardi di euro.
Alcune Regioni hanno tentato di porre rimedio a questa situazione
aumentando la paga oraria da 60 a 100 euro per quei medici che
si fossero resi disponibil a fare turni extra. In un contesto
in cui il personale sanitario è inferiore a quello previsto
dall'organico questa soluzione non poteva che essere un tampone
di modesta efficacia.
Nel 2023 una norma dello Stato ha stabilito di interrompere i
contratti con queste cooperative di servizi, lasciando alle Aziende
Sanitarie la verifica dell'idoneità del personale e e
della qualità delle prestazioni (cure).
Come sempre gli errori commessi dai Governi di turno ricadono
sui cittadini. La progressiva disaffezione dei medici nei confronti
del SSN è dovuto alle frustrazioni che derivano da richieste
di prestazioni quasi impossibili da soddisfare. In più,
con una svalutazione professionale ed economica conclamata. Le
cifre relative ai loro stipendi sono riportae qui di seguito:
- ai Medici Ospedalieri - Primari
i con più di 15 anni di anzianità di servizio,
uno stipendio 8.600 euro lordi al mese;
- ai Medici con 15 anni di servizio, 6.665 euro lordi mese;
- ai Medici tra 5 - 10 anni di servizio, 6.300 euro lordi al
mese;
- ai Medici con meno di 5 anni di servizio, 4.600 euro mensili.
I medici italiani, considerati
gli aumenti contrattuali del 2024, percepiscono il 73% in meno
dei medici olandesi, il 67% meno dei medici tedeschi e il 39%
meno dei britannici (cifre elaborate in base alla parità
del potere di acquisto). Nonsiamo sicuri che con queste cifre
si riesca a convincere i medici a restare negli ospedali pubblici
e nei reparti in cui i medici preferiscono non andare per gli
alti carichi di lavoro.
Con la legge Bindi i medici ospedalieri possono rinunciare al
vincolo di esclusiva per poter così lavorare a pagamento,
fuori dallorario di lavoro, nelle strutture private. Quello
che perdono (dai 250 a 1.800 euro mese comprensivi di una idennità
specifica) lo incassano con meno di 10 visite. E' probabile che
i 200 euro in più nello stipendio non bastino a tenerli
in corsia. Gli ospedali privati pagano in media il 20-30 % in
meno del pubblico, ma il personale prende una percentuale su
visite, esami ed interventi. Più operi più guadagni.
Professionisti
stranieri:
solo nel 2027, almeno sulla
carta dovrebbe finire lemergenza legata alla carenza di
personale. Attualmente. lavorano in Italia 28.000 medici stranieri
di cui 87 % extra Ue . Al termine degli studi solo il 45% dei
neolaureati stranieri resterà in Italia.
Dal 1989 (legge Martelli) è possibile per chi ha studiato
in Italia iscriversi allordine dei medici anche senza la
cittadinanza Italiana (bisogna però essere in regola con
permesso di soggiorno).
Lesercizio delle funzioni pubbliche, quindi anche del medico,
è riservato ai cittadini italiani. Solo nel 2020 in piena
emergenza Covid si è stabilito che, per la durata dellemergenza
epidemiologica, si poteva andare in deroga ai precedenti decreti
sul riconoscimento dei titoli di studio.
Nel 2019 solo il 25% dei medici stranieri lavorava nel SSN oggi
il loro numero è salito al 40% dei medici stranieri.Per
loro non è prevista nessuna assunzione a tempo indeterminato.
I gravi errori commessi dalla politica (mancanza di una programmazione
sanitaria lungimirante) e lincompetente gestione sanitaria
hanno prodotto danni molto pesanti alla professione medica. Le
contromisure adottate per far fonte alla carenza medica hanno
già espresso il massimo della loro potenzialità.
Intanto la metà dei posti nelle scuole di specializzazione
in Medicina di Emergenza - Urgenza resta vuoto, idem in Radioterapia,
Patologia Clinica, Anatomia Patologica, Biochimica clinica. Quasi
tutti occupati i posti in Chirurgia Plastica, Dermatologia, Oftalmologia,
specializzazioni che permettono di svolgere una attività
privata remunerativa.Il rischio concreto è rappresentato
dal fatto che ci siano troppi medici che non servono.
Infermieri: in Italia, dati risalenti al 2024, sono
iscritti all'albo circa 456.000 infermieri e circa 415.800 medici
con un rapporto infermieri/medici di circa 1,5 lontano dalal
merdia OCSE di 2,7.
Le case della comunità richiederanno, una volta ultimate
in tutta Italia, ulteriori 20.000 infermieri.
La situazione paradossale in cui ci troviamo è data dal
fatto che il numero di laureati in Infermieristica, pur con un
trend in crescita, è inferiore ai laureati in Medicina.
Non è un problema legato ai posti a disposizione nei corsi
universitari di Infermieristica, ma al numero degli abbandoni
che secondo alcune stime, oscilla dal 19% al 25%.
Fra le cause di questi abbandoni la progressiva consapevolezza
di entrare in un percorso professionale pesante, non adeguatamente
remunerato e che offre poche possibilità di carriera nelle
strutture ospedaliere.
I turni vanno dalle 7 alle 10 ore giornaliere con decine di pazienti
in carico, con turni di notte spesso consecutivi, con festività
e riposi che saltano per carenze di personale.
Un altro dato interessante è dato dal numero di Infermieri
di Libera Professione che, nel 2017 erano 38.000, ora sono 45.700
con remunerazioni annuali medie di circa 29 mila euro lordi (dati
relativi al 2024). Bisogna però considerare che circa
10.000 all'anno si cancellano per abbandono o trasferimento all'estero.
Ricordiamo inoltre che, nel corso del 2023, circa 3.000 infermieri
sono andati a lavorare allestero (in Svizzera gli infermieri
hanno retribuzioni di circa il 60 % superiori a quelle italiane).
Nei prossimi anni, nel personale infermieristico, il saldo tra
ingressi e uscite, sarà di meno 35.000.
Per rimediare a questa situazione si può agire aumentando
la retribuzione, favorendo con borse di studio la frequenza a
master post laurea quinquennale e riducendo il numero delle professioni
sanitarie da 23 a 8 o 10 (in Germania sono 8).
Al momento l'unica lunica soluzione adottata risale al
2023 e prevede l'eliminazione del vincolo di esclusività.
Non potendo garantire stipendi migliori, la Sanità pubblica
permette agli infermieri di lavorare anche nel privato una volta
finito il tuo turno presso l'ospedale in cui esercita la sua
professione.
Scuole di
specializzazione: nel
1999 il Governo D'Alema introduce il numero chiuso (numero programmato)
per evitare una pletora di disoccupati e per permettere ai medici
una formazione adeguata.
Ogni anno le università comunicano i posti disponibili
e la Conferenza Stato-Regione raccoglie i dati sul fabbisogno
dei medici da lì a 10 anni.
Fino al 2018 su 60.000 domande di accesso alle scuole di specializzazione,
solo circa 10.000 medici sono riusciti ad entrare nei corsi specialistici.
Nel 2024-25 gli studenti ammessi alle scuole di specializzazione
sono stati 20.867 con un incremento, rispetto al 2018, di circa
il 113%.
Il vero problema è limbuto formativo "al contrario"
; ci sono più contratti di specializzazione che candidati
idonei o intererssati in alcune branche (es.: Medicina d'Urgenza)..
Nel 2018 il fabbisogno stimato di specialisti era di 8.569 medici,
ma i contratti di formazione specialistica sono stati appena
6.200 vale a dire 2.369 specialisti in meno. Ricordiamo inoltre
che la formazione di un medico specialista costa allo Stato dai
102.000 euro a 128.000 euro.
Non meno significativo è il dato relativo all'occupazione
dei posti disponibili nelle Scuole di Specialità perché,
come abbiamo già detto, non tutti i posti disponibili
sono occupati. Per ovviare a questo problema il Ministero dell'Università,
in base al fabbisogno stimato, dovrebbe ridurre i posti in alcune
specialità e aumentarli in altri dove le carenze di personale
ospedaliero specialistico è più marcata.
Scuole di
Specialità "fuori legge": un altro problema rilevante è la qualità
e la competenza dei futuri specialisti. Le Scuole di Specialità
sono 1.438 e fanno a capo alle 45 Università sede dei
corsi di specializzazione. Lo Stato le finanzia con 1,6 miliardi
e le Regioni ci aggiungono altri 121,5 milioni.
Una scuola di specializzazione richiede i seguenti requisiti:
- due docenti competenti in base
alla loro attività scientifica
- un tutor ogni 3 specializzandi;
- aule, laboratori, supporti informatici e biblioteche adeguate;
- essere inserita in una rete di strutture sanitarie (pubbliche
o private) che offrano una sufficiente casistica clinica
--indispensabile per imparare;
- un numero minimo di interventi chirurgici ( 90 interventi da
primo operatore e 145 da secondo operatore)
All'Osservatorio Nazionale della
Formazione Medica Specialistica spetta il compito di decidere
quali strutture abbiano i requisiti richiesti per laccreditamento.
Dal 2017 le Scuole di Specialità vengono censite e valutate
con criteri precisi. L'osservatorio, nell'agosto del 2017 accertò
che 135 scuole non erano in grado di garantire una formazione
adeguata. Il 47,2% non era del tutto in regola e il 43,3% erano
state autorizzate con riserva.
Nel febbraio 2019 lOsservatorio ha evidenziato che, in
386 scuole, gli insegnati o non sono in numero sufficiente o
non hanno i requisiti minimi di qualità scientifica richiesti.
In conclusione, su 1.359 Scuole di Specializzazione, 1 su 4 dovrebbe
essere chiusa e con l'aumento del numero degli specializzandi
la situazione non migliorerà.
In un quadro di sciatteria e inadeguatezza, ottenere l'accreditamento
comporta l'incasso delle tasse universitarie, un po' di prestigio
per i docenti e la facoltà e forza lavoro gratis in corsia.
Laumento dei posti disponibili nelle Scuole di Specialità
riduce lattrattività della carriera di Medico di
Base e in alcune Regioni gli aspiranti che possono accedere ai
sono meno dei posti disponibili.
Se gli interventi di programmazione sanitaria sono fatti in modo
approssimativo e scoordinato non solo non producono i risultati
sperati, ma rischiano di essere anche controproducenti.
Le liste di
attesa: nell'ultimo trimestre
del 2023 ci sono stati 8 milioni di esami a carico del SSN in
meno rispetto ai tre mesi di inizio anno. Il crollo delle analisi
si è registrato soprattutto nelle strutture private convenzionate,
meno 6 milioni, mentre nel pubblico il calo è stato di
circa 2 milioni. Un sensibile calo si è registrato per
le TAC, le ecografie, le risonanze, ...
Un dato imputabile al fatto che il privato esegue gli esami fin
tanto che ci sono i soldi dei rimborsi. Quando terminano, gli
esami e le visite sono rinviati all'anno successivo. In caso
di necessità e urgenza si può ricorrere alle prestazioni
a pagamento.
Un sistema sanitario che fino a pochi anni fa era uno fra i migliori
al mondo ha subito nel corso degli ultimi anni un pesante indebolimento
a cui tutti i politici promettono di porre rimedio. Nel frattempo
liste di attesa si allungano, molte prestazioni sono a pagamento
e molte persone rinunciano alle cure perché non riescono
a sostenere le spese ad esse necessarie.
Dal 2019 il Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa
(PNGLA) ha istituito le classi di priorità:
- U = urgente (la prestazione
deve essere fornita entro 72 ore);
- B = breve (entro 10 giorni);
- D = differibile (entro 30 giorni per una visita ed entro 60
giorni per un esame);
- P = programmabile (la prestazione deve essere erogata entro
4 mesi).
Tutte queste tempistiche sono
saltate con la pandemia da Covid-19.
Gli evidenti ritardi nel fornire le risposte che, a termine di
legge, dovrebbero essere soddisfatte nei termini sopra citati
sono dovute al fatto che il meccanismo di controllo delle Regioni
non funziona.
Il calcolo dei tempi di attesa viene eseguito su periodi ristretti,
l'indice che verifica i tempi di attesa è stabilito a
discrezione della Regione, non sono monitorate tutte le prestazioni
stabilite per legge e non sono specificati i tempi entro cui
le prestazioni andrebbero eseguite in base ai codici di priorità.
La normativa obbliga le Regioni a rendere pubblici i dati dei
tempi di attesa, ma le lascia libere di scegliere i criteri di
misurazione. Infine, fino al 2024, non c'è nessuna sanzione
per le Regioni inadempienti.Con il Decreto Liste di Attesa sono
stati introdotti controlli più stringenti e "poteri
sostitutivi" del Governo in caso di gravi inadempienze.
nota relativa
alle liste di attesa:
la Legge prevede che, se i tempi massimi dio attesa sono superati,
il cittadino abbia diritto alla prestazione intramoenia (all'interno
dell'ospedale) pagando solo il ticket. Un diritto ancora poco
noto.
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Cividale del Friuli, 7 marzo 2026 |
la
redazione del sito |
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