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sanità pubblica: codice rosso

i problemi della Sanità Pubblica (parte seconda)

Trucchi per nascondere i dati: dopo il Covid le impegnative sono aumentate, ma la domanda che dobbiamo porci è "Quante prestazioni sanitarie sono state erogate nel 2022 rispetto al 2019?" I dati (fonte AGENAS) evidenziano un calo preoccupante:

- prima visita - meno 14%;
- visita di controllo - meno 14% (5,3 milioni di prestazioni in meno);
- ecografia addominali – meno 7 %;

Questo decremento è riconducibile a due fattori principali:

- le strutture pubbliche, già in affanno prima del Covid, soffrono di una carenze cronica di pesonale medico e sanitario;
- il privato accreditato preferisce fornire le prestazioni più remunerative, incentivando il canale a pagamento.

Se la richiesta di prestazioni sanitarie cresce, ma l'offerta resta stagnante o cala, allora l'unico risultato che ne consegue è l’allungamento delle liste di attesa.
Per non far risultare ufficialmente i ritardi nei monitoraggi regionali ci sono diverse modalità:

1 - filtro alla prima chiamata, con l’operatore comunica che "non c’è posto" invitando a richiamare più avanti. Il tempo di attesa ufficiale inizia a decorrere dalla seconda o terza chiamata, quando l’appuntamento viene finalmente registrato. Per svelare l’inganno basta valutare la data di emissione dell’impegnativa del Medico di Base con la data di effettiva esecuzioone della visita o dell'esame.
Circa i dati delle priorità, per i codici U solo il 18% dei pazienti ottiene l'appuntamento nei giorni previstio (24-72 ore), per i codici B la quota è del 41%, per i codici P è del 51%.
E' statisticamente improbabile che solo il 18% dei pazienti che necessita di una visita urgente telefoni il giorno stesso; è più versosimile che solo il 18% riesca entrare nel sistema di tracciamento ufficiale.
2 - i dati delle Regioni aggregano solo le telefonate ai call center (CUP) ignorando effettuate fisicamente agli sportelli o i rifiuti verbali.
Bisogna anche considerare la possibilità che talvolta il paziente rinunci al primo appuntamento proposto per andare in un reparto o struttura che reputa più adeguate.
L’enormità delle liste di attesa e il tracollo della sanità pubblica è certificato dalla spesa dei cittadini: nel 2022 sono stati spesi 5,4 miliardi di euro per visite ambulatoriali e 3,2 miliardi di euro per esami diagnostici privati.
Attualmente circa il 50% delle visite specialistiche ambulatoriali e il 33% degli esami avvengono a pagamento (intramoenia o in strutture private).
È importante ricordare che, per legge (D.Lgs. 124/1998), se la prestazione non è garantita nei termini previsti dalla classe di priorità, il paziente ha il diritto di richiederla in libera professione pagando solo il ticket, con l'eccedenza a carico dell'Azienda Sanitaria.

Il nodo del Privato Accreditato e il "caso" Lombardia: le strutture private accreditate dovrebbero garantire volumi concordati, pena sanzioni sui rimborsi. Tuttavia, nel 2023 si sono registrate circa 10,7 milioni di prestazioni pubbliche in meno rispetto al 2019, a fronte di un aumento di 400.000 prestazioni a pagamento. Spesso alle strutture conviene rinunciare ai fondi regionali (tetti di spesa) perché l'attività puramente privata è più redditizia.
In Lombardia, il progetto di un’agenda unica di prenotazione (pubblico-privata) risale all'era Maroni (2017), ma l’integrazione dei software dei privati è stata costantemente rimandata. Nonostante i finanziamenti regionali (6,7 milioni nel 2020), la scadenza è slittata più volte senza l'applicazione di sanzioni per gli inadempienti. Un nuovo contratto da 23 milioni per il CUP unico è stato siglato solo a marzo 2024

Il Decreto "Liste d'Attesa" 2024 (Governo Meloni): il Decreto Legge n. 73 del 7 giugno 2024 introduce misure urgenti, tra cui:

- una Piattaforma Nazionale per il monitoraggio centralizzato dei tempi;
- il divieto esplicito di chiudere le agende di prenotazione (pratica già vietata dalla Legge 266/2005);
- Sanzioni per i Direttori Generali, che rischiano la rimozione o il taglio della quota variabile dello stipendio in
--caso di mancato rispetto degli obiettivi;
- Detassazione al 15% sui compensi per le prestazioni aggiuntive del personale sanitario (straordinari per abbattere
--le liste).

Tuttavia, molti osservatori ritengono che il decreto riproponga norme già esistenti e che manchi una vera strategia per la verifica dell’appropriatezza. Ad esempio, le risonanze magnetiche sono aumentate del 38% in 4 anni: un eccesso di domanda alimentato da chi ha interesse economico a mantenere alti i volumi delle prestazioni.

Appropriatezza diagnostica e il ruolo del Medico di Base: il ruolo del Medico di Base è fondamentale: dovrebbe limitarsi a prescrivere quanto clinicamente necessario dopo un'attenta anamnesi e visita fisica, evitando la medicina "difensiva" o le richieste improprie dei pazienti.

Sbilanciamento tra prestazioni redditizie e urgenti: il sistema dei rimborsi (DRG) crea distorsioni. Un esempio eclatante è l'artodesi vertebrale: il SSN rimborsa circa 19-22 mila euro per intervento. Questo ha portato il privato accreditato a coprire il 65% di queste operazioni (rispetto al 35% del pubblico). Al contrario, le prestazioni meno redditizie o ad alta complessità (emergenze, trapianti, oncologia polmonare, emorragie cerebrali) restano a carico del pubblico per quote superiori all'80%.

Esternalizzare: da 15 anni la competenza dei dirigenti non è più tema di interesse e si preferisce esternalizzare a società di consulenza. I consulenti finiscono per sostituirsi non solo ai manager interni all’istituzione, ma all’istituzione stessa.
Dal 2005 (finanziaria 311/2004) sussiste l’obbligo, per le Regioni che hanno bilanci in rosso, di risanamento e di farsi certificare i rendiconti da un advisor esterno. Compito questo che il Ministro dell’Economia affida, senza gara d’appalto, alla Kpmg (società di revisione contabile USA) . Questo contratto viene reiterato nel 2011, 2014 e 18. Sucessivamente le Regioni affidano a questa società anche la riorganizzazione della spesa sanitaria.
Dal 2007 al 2019 Abruzzo, Calabria,Campania, Lazio, Molise e Sicilia hanno pagato in consulenza 85,4 milioni di euro. La Corte dei Conti obietta che per aiutare le Regioni a spendere meglio c’è l’Agenas e allora nel 2022 Lazio, Calabria, Campania e Sicilia affidano, per 8,17 milioni di euro a Kpmg un nuovo contratto. Abruzzo e Molise si affidano a Intellera per 3,16.milioni di euro.
I conti sono effettiva migliorati, ma molte Regioni non sono riuscite ad azzerare il disavanzo e il numero dei medici è calato dal 14 al 22% . In Toscana ed Emilia Romagna sono aumentati dell’8% e del 10% rispettivamente.
A questo punto è doveroso porsi alcune domande:

- a cosa servono i vari Dirigenti Pubblici se poi le decisioni (opache) vengono appaltate a società di consulenza?
- Che certezza abbiamo che i dati sanitari non arrivino alle compagnie assicurative in modo che possano pianificare
--le loro strategie (chi assicurare e chi no .)?
- La perdita di competenze dei funzionari pubblici ci sta mettendo nelle mani di compagnie le cui finalità sono
--"fare affari"?

Ospedali: Un ospedale può definirsi ben gestito quando soddisfa otto requisiti fondamentali:

- Pronto Soccorso - Gestione dei codici bianchi e verdi entro 8 ore;
- liste d’attesa - visite ed esami erogati entro i limiti di legge;
- appropriatezza - ricoveri mirati e nel reparto corretto;
- tempestività chirurgica - tempi ridotti tra ricovero e intervento;
- personale - numero adeguato di medici e infermieri;
- tecnologia - parco macchine moderno e non vetusto;
- attrattività - capacità di attrarre pazienti da altre regioni (mobilità attiva).
- bilancio - conti economici in ordine.

Dal 2019, AgGENAS monitora il raggiungimento degli obiettivi da parte dei Direttori Generali e, dal 2023, valuta le performance dei manager e delle strutture.

L'emergenza Pronto Soccorso: il Pronto Soccorso è lo specchio del funzionamento ospedaliero, ma soffre di gravi criticità:

- affollamento improprio - i codici bianchi e verdi rappresentano il 70% degli accessi; l’88% di questi non richiede
--ricovero. Spesso il Pronto Soccorso diventa l'unica risposta alle liste d’attesa infinite della specialistica.
- carenza di personale - mancano 4.500 medici e 10.000 infermieri. Il settore è poco attrattivo: nel 2023 il 74%
--delle borse di specializzazione è andato deserto e ogni mese si dimettono circa 100 medici.
- incentivi inadeguati - i compensi extra sono irrisori (12 euro lordi per turni di 12h, 100 euro lordi per le ore eccedenti).
- rete territoriale su 1.400 ospedali, solo 615 hanno un Pronto Soccorso (279 di base, 243 Dipartimenti di
--Emergenza e Accettazione (DEA) di I livello, 94 DEA di II livello). Il 75% dei Pronti Soccorsi di base non
--
raggiunge la soglia minima di 20.000 accessi annui.

Soluzione potrbbe trovarsi nell'implementare le Case della Salute, chiarendo però governance, professionalità coinvolte e incentivi per il personale (ammesso che le Case di Comunità entrino in attività correttamente).

Punti Nascita e Sicurezza: la sicurezza neonatale è garantita solo sopra i 500 parti l’anno. Con il calo demografico (solo 387.000 nati nel 2022), molti punti nascita sono a rischio chiusura.
Il Comitato Percorso Nascita valuta chiusure o deroghe basandosi su mobilità, viabilità e distanza tra i centri.
Per evitare molte chiusure si possono istituire equipe itineranti, procedere con la formazione obbligatoria per far ruotare periodicamente i medici e gli infermieri di centri piccoli (sotto i 500 parti) in grandi centri per mantenere l'esperienza clinica.

Obsolescenza delle Grandi Apparecchiature: Oltre i 10 anni, macchinari come TAC e risonanze sono considerati obsoleti (maggiori radiazioni e minore precisione). Il PNRR ha stanziato 1,2 miliardi di euro per sostituire 3.100 apparecchiature su 8.225. C'è il concreto rischio che una sostituzione massiva contemporanea possa rendere il parco macchine nuovamente obsoleto nel suo complesso nel giro di pochi anni.
Si potrebbero destinare le tecnologie avanzate ai centri d'eccellenza e differenziare i rimborsi SSN in base all'età del macchinario (superando la tariffa fissa attuale di circa 200 euro).

Assistenza agli Anziani e Non Autosufficienza: L’Italia, paese più vecchio d’Europa, offre solo 21,8 posti letto in RSA ogni 1.000 abitanti (media OCSE: 45,6).
I numeri ci dicono che ci sono 3,9 milioni di non autosufficienti, di cui 2,8 milioni senza alcun supporto pubblico.
Gli Operatori Socio Assistenziai (OSS) hanno uno stipendio medio modesto, hanno tempi standardizzati e ridottissimi (10 min) per la cura della persona, deumanizzando il paziente.
Il 57% delle strutture è no-profit e il 24% profit. I grandi gruppi (Korian, Segesta, ecc.) generano utili milionari mentre il pubblico arretra. Vale spesso l'assioma: "Si guadagna di più se si cura di meno".

Proposta di Riforma (Modello Europeo): mentre altri paesi europei hanno riformato l'assistenza tra il 1993 e il 2006, l'Italia è in forte ritardo.Serve l'istituzione di un Servizio Nazionale per i Non Autosufficienti, un accesso semplificato ai servizi senza dover consultare separatamente INPS, ASL e Comuni, un budget di cura personalizzato in base alla gravità della non autosufficienza, la regolarizzazione badanti e una loro formazione e inquadramento professionale.

Cividale del Friuli, 7 marzo 2026

la redazione del sito

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