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Torino e la violenza estremista

con una nostra nota in calce

riceviamo e volentieri pubblichiamo

La macchina della propaganda, ben oliata, lavora a pieno regime. Si mostrano in continuazione i video del poliziotto malmenato a Torino nel corso della manifestazione di sabato, mentre si nascondono le immagini dei manifestanti manganellati, inermi a terra, non soccorsi da nessuno.
La violenza è da condannare sempre; sia quando sono frange minoritarie di manifestanti a praticarla che quando sono le forze dell'ordine ad attuarla. Adesso fa più notizia la cronaca degli incidenti provocati da una minoranza di manifestanti che la constatazione che i cortei convenuti nel quartiere Vanchiglia (sede di Askatasuna) hanno coinvolto pacificamente decine di migliaia di persone. Un corteo contro la repressione del dissenso e lo sgombero degli spazi sociali autonomi chiusi dal Governo Meloni in nome di una legalità a corrente alternata.
L'onda lunga del movimento popolare contro il genocidio in Palestina è stata colpita per silenziarne la portata. E' in atto l'ennesima grande operazione di distrazione di massa: spostare l'attenzione sulla sicurezza per nascondere gli indicatori economici che descrivono il nostro paese in difficoltà, a partire dai salari reali degli italiani.
Ma d'altronde questo è il Governo dei Leonardo Maria del Vecchio, non dei giovani precari.
Chi ci governa va mandato a casa al più presto.

 Emanuel Ojan
Sinistra Italiana - AVS

Nota della redazione: ci associamo alla condanna della violenza in qualsiasi contesto sia usata e siamo vicini a tutti coloro che ne sono vittime.
Però anche noi ci poniamo alcune domande sull'efficacia delle misure di prevenzione e sulla gestione dell'ordine pubblico. Come è possibile che un poliziotto sia stato lasciato solo in mano a dei facinorosi, come mai questi teppisti, ammesso che i fatti siano andati nel modo descritto dai media, possono agire liberamente e perché, per loro, non c'è una sorta di DASPO che impedisca di essere presenti alle manifestazioni, come si fa per i tifosi violenti a cui è impedito l'accesso allo stadio?
Questi incidenti sono il pretesto per appesantire in termini sempre più restrittivi la normativa securitaria fino a intaccare il diritto a manifestare. Lasciando stare le dichiarazioni di alcuni ministri ed ex ministri (buon ultimo oggi, Oliviero Diliberto, ex Ministro della Giustizia al Tempo del Governo D'Alema), ogni giorno ci tocca sentire affermazioni di "esperti a tempo determinato" che credono di sapere tutto sulla condizione giovanile e sul mondo del lavoro. Sono sempre pronti a sostenere il potere o perché sono al suo servizio o per poter avere, ai suoi occhi, benemerenze future. Spesso hanno un passato di sinistra e oggi, comodamente seduti sulle poltrone di qualche studio televisivo e con un gruzzoletto non da poco messo da parte, si ergono come torrioni a difesa del potere costituito. Che sicurezza e giustizia sociale debbano andare assieme, a questi non importa nulla.

Cividale del Friuli, 2 febbraio 2026

la redazione del sito

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