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la scuola pubblica sta
attravesando un momento difficile

Con ripetitività ciclica, da alcuni anni assieme al picco influenzale, arriva a gennaio la campagna mediatica per rendere attrattive alcune scuole superiori e invitare i ragazzi che stanno facendo l'ultimo anno delle scuole medie ad iscriversi a questo o quell'Istituto.
Sul TgR del Friuli Venezia Giulia, trasmissione in cui alle notizie si affianca anche una buona dose di propaganda, si moltiplicano i servizi dedicati alle scuole con nuovi indirizzi di studio. L'ultima novità è il Liceo del Made in Italy. Un indirizzo di studi promosso da Adolfo Urso, Ministro del Made in Italy, presentato con grande enfasi da Giorgia Meloni a Verona nell'aprile 2023 a Vinitaly.
Che si presenti un percorso scolastico durante un salone internazionale dei vini e dei distillati già non ci era sembrato a suo tempo un bel segnale. Comunque il corso avviato lo scorso anno scolastico, non ha raccolto un grande numero di iscrizioni, ma come sempre, lasciamo al tempo la verifica della qualità del corso e l'esito occupazionale per i giovani che lo frequenteranno.
Questo indirizzo di studi, secondo le intenzioni dei promotori, "deve approfondire lo studio dell'economia e del diritto dedicando attenzione anche alle Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali e all'analisi degli scenari storici, geografici e artistici e culturali alla base del tessuto produttivo del nostro paese". Non poteva mancare la precisazione che questo corso deve "fare conoscere l'evoluzione storica e industriale dei settori produttivi del Made in Italy e far acquisire competenze e conoscenze relative alla gestione dell'impresa, alle strategie di mercato, allo sviluppo di processi produttivi e organizzativi delle imprese e del Made in Italy". Un vasto programma per un percorso scolastico che ci sembra mirato a fornire una infarinatura di cultura generale concentrata in 4 anni e da approfondire eventualmente in successivi studi economici o manageriali.
Il TgR ha dato un discreto rilievo anche al progetto di corsi quadriennali in Istituti Professionali da integrare con due anni di studi successivi in Istituti Tecnici Superiori gestiti da Fondazioni in cui un ruolo significativo è ricoperto dalle imprese. Il loro scopo è formare personale qualificato da inserire nel mondo produttivo.
La copertura mediatica di queste presunte "eccellenze" nasconde lo stato desolante dell'istruzione pubblica in cui gli studenti sono condannati a una preparazione di modesta qualità, finalizzata a preparare giovani obbedienti e cittadini fragili, poco consapevoli del loro ruolo al di fuori dell'azienda in cui presteranno servizio.
Contrapposte a queste realtà "innovative" ci sono le altre scuole, quelle che spesso non hanno fondi a sufficienza, operano in edifici insicuri, riuniti in plessi pluriaccorpati, ...
Di queste scuole si parla solo per censurare le scritte maschiliste indirizzate ad alcune ragazze o per gravi fatti di sangue (il caso dello studente ucciso da un compagno in una scuola di La Spezia) o per altri piccoli reati. Queste scuole fanno sempre più fatica ad essere uno strumento per l'ascesa sociale e per la crescita culturale e umana dei giovani che la frequentano. Non bastasse, nell'immaginario collettivo sta passando sempre più il concetto che la presenza di immigrati o dei loro figli sia il problema centrale di una scuola frequentata da stranieri e dal proletariato.
In una scuola "povera" si annuncia l'installazione di metal detector e, nel delirio securitario promosso dalla destra, non escludiamo l'installazione futura di posti permanenti di polizia.
E se le cose non vanno per il verso giusto ecco la colpevolizzazione dei genitori degli studenti "asociali" a cui, spesso già in difficoltà economiche, si aggiungerà la mazzata di una multa onerosa. I poveri e le famiglie in difficoltà vanno bastonati fin da subito per far capire loro come stare al mondo.
Ma anche qui, come per la Sanità, non siamo all'anno zero. Questo stato di cose è l'esito di un percorso avviato almeno 25 anni fa con tagli e deviazioni aziendalistiche che hanno indebolito e frammentato la scuola pubblica e ferito il sistema democratico, la libertà individuale e la consapevolezza dei diritti.

Nota aggiuntiva: siccome al peggio non c'è mai un limite, segnaliamo che Azione Studentesca, un movimernto studentesco di estrema destra, ha proposto agli alunni di alcuni licei di Pordenone un questionario per schedare i presunti docenti di sinistra che fanno propaganda durante le lezioni.
Siamo prossimi alla fase in cui invitare a leggere Marx il filosofo, parlare di Evoluzione da Darwin in poi, approfondire il fenomeno della Resistena (quella elettrica) e accennare a Tito (l'imperatore romano il cui nome è dannatamente simile al Tito che ha guidato la lotta per la liberazione della Jugoslavia dal nazifascismo) possa procurare seri guai a chi li propone.
Cerchiamo di sorridere a denti stretti, ma sentiamo aria di liste di proscrizione.

Cividale del Friuli, 24 gennaio 2026

la redazione del sito

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