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riesumazioni politiche:
il caso Attilio Vuga

In un'intervista pubblicata sul Messaggero Veneto di giovedì 5 febbraio, apprendiamo che Attilio Vuga, già Sindaco di Cividale per due mandati, dal 2000 al 2010, sempre a guida di una coalizione di centrodestra, si "rimette a disposizione" della nostra Città per guidarne l'Amministrazione comunale.
Dopo aver respinto negli anni scorsi, come ha tenuto a sottolineare, molte proposte di incarichi politici e amministrativi importanti, ora sulla spinta di persone a lui vicine e del Comitato che alcuni mesi fa avanzò la sua candidatura a Sindaco, ha sciolto le riserve. Lui è pronto!
Per non farci mancare nulla in questo spettacolare festival dell'ipocrisia (altro che Sanremo), Vuga ha ritenuto anche di informarci di aver appoggiato, a suo tempo, la candidatura a Sindaco di Daniela Bernardi e di averla aiutata all'inizio del suo mandato (altrimenti chissà cosa sarebbe accaduto!). Dopo questo cortese richiamo ai suoi meriti, ha affermato che non può esprimere un giudizio positivo sul suo mandato anche se si guarda bene, parole sue, dal parlare di bocciatura. Una posizione "cristallina", come quella di molti esponenti del centrodestra locale, che hanno sostenuto fino in fondo l'operato della Bernardi, ma che ora non ne vogliono sapere di appoggiarla come candidata a Sindaco. In pochi mesi è diventata un corpo estraneo per una parte significativa della maggioranza di centrodestra.

Non pago delle banalità delle sue affermazioni, ha ribadito che:
- la richiesta del famoso comitato spontaneo che pochi
--mesi fa lo aveva indicato come candidato Sindaco del
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centrodestra, ha fatto breccia nella sua resistenza ad
--accettare l'idea della discesa in campo;
- non fa parte del Comitato di cui sopra (e ci mancava altro!);
- naturalmente la sua discesa in campo è condizionata
--da un programma di alto livello (orpo!) come quelli,
--immaginiamo, prodotti dalla sua maggioranza quando
--era Sindaco.

Ricordiamo, fra i tanti "successi" della sua Amministrazione:
- la Zona Artigianale in ingresso ad ovest di Cividale, oggi desolatamente sottoutilizzata;
- l'operazione Palazzetto Polifunzionale, inizialmente una collaborazione pubblico-privato (Project Financing),
--i cui costi sono ricaduti completamente sul Comune che in questa operazione ha versato un bel po' di denaro
--pubblico (denaro di tutti);
- il Piano Regolatore che, approvato nel luglio 2006, ha aperto la strada ad una edificazione estesa, anche in
--mancanza di popolazione (se non ci fossero gli stranieri oggi Cividale avrebbe meno di 10 mila abitanti);
- il progetto del terzo ponte urbano a monte del Ponte del Diavolo di cui aveva trovato un disegno in una tesi di
--laurea di una studentessa di architettura. E potremmo andare avanti.

Velenoso e inusuale, è l'invito rivolto alla Lega per un ricambio dei suoi vertici locali predicendo, in caso contrario, un inesorabile declino per mancanza di rinnovamento.
Chiedere il rinnovamento agli altri, dopo aver presentato la propria candidatura a 15 anni dalla fine del suo secondo mandato, lascia, a dir poco, sbalorditi.
Uno spettacolo sgradevole in cui si fa finta di non ricordare che le Amministrazioni comunali che si sono succedute dopo la sua esperienza a Sindaco erano e sono in perfetta continuità con quelle da lui dirette.
Se oggi Cividale non versa in buone condizioni è anche per responsabilità del suo operato.
Intanto nessuna novità circa il candidato Sindaco del centrosinistra. Registriamo solo l'invito ai delusi dal centrodestra a lavorare con loro. Ci verrebbe da dire: "un programma impegnativo" con il solo difetto di non aiutare a fare chiarezza, proprio nel momento in cui sarebbe necessario. E ci fermiamo qui.

Cividale del Friuli, 5 marzo 2026

la redazione del sito

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