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un piccolo percorso attraverso
le prime pagine del nostro sito - 1

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In questa pagina sono riportate alcune note che hanno caratterizzato le pagina di ingresso al sito rinascitacividale.eu. Piccole note corredate da immagini che davano rilievo ad avvenimenti, situazioni o contraddizioni che noi ritenevamo opportuno evidenziare nel nostro lavoro politico. Nel riproporle le abbiamo adattate alla nuova collocazione ingrandendole e, in alcuni casi, risistemandole dal punto di vistra grafico.

gennaio 2013

qualcosa di sinistra

 

dicembre 2012

un IV polo con una lista
unitaria
rossa e arancione

che ponga al centro del suo programma la questione morale e democratica e il rifiuto delle le politiche di austerità e di rigore liberista del governo Monti

qualcosa si muove a sinistra

 

novembre 2012

le elezioni sono vicine e il quadro politico appare più confuso che mai: volano gli stracci ed è guerra di tutti contro tutti. Cosa potrà accadere? Si cercherà di stoppare ogni ipotesi di cambiamento ricorrendo ai soliti "volti nuovi" della "società civile"? si procederà, con l'avvallo di alte figure istituzionali, a ritocchi cosmetici al sistema politico? Si vuole cambiare tutto perché non cambi nulla?

 

ottobre 2012

nei giorni scorsi la polizia ha effettuato cariche e pestaggi contro gli studenti che protestavano. Non si risponde al disagio con la repressione e non si risolve la crisi che attanaglia in nostro paese con l'intervento delle forze dell'ordine contro chi protesta.

 

settembre 2012

con il pretesto della crisi, il capitale sta preparando un nuovo attacco allo stato sociale e a quel poco che rimane dell'ombrello di protezione dalla povertà e dalle disparità sociali.

 

agosto 2012

---a prossima apertura a Udine di una mostra di alcune opere di Keith
---Haring sul tema dei 10 Comandamenti ha sollevato l'aspra reazione di
---alcuni esponenti autorevoli del mondo cattolico regionale.
---Perbenismo ipocrita?

 

luglio 2012

“L'Italia ha davanti a se un percorso di guerra durissimo!” - M. Monti
E' in corso una guerra senza esclusione di colpi! Una guerra contro il lavoro, contro il salario, contro i diritti, contro lo stato sociale, contro il sindacato, … contro qualsiasi cosa possa anche solo lontanamente disturbare le oligarchie europee e la "cupola" finanziaria globale. In questa guerra i comunisti sanno da che parte stare.

 

giugno 2012

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con l'arrivo dell'estate la produzione di alcuni rifiuti aumenta vistosamente: bottiglie di plastica, alluminio, materiale indifferenziato e carta si accumulano più del solito, mentre il servizio di rimozione dei rifiuti non viene adeguato alle nuove necessità. In ingresso a Cividale lo spettacolo fornito dai cumuli di rifiuti non è molto decoroso e c'è anche il rischio che il vento possa riversare sulla strada carte e imballaggi ostacolando, non bastassero le usuali interruzioni per lavori, la normale circolazione.

 

maggio 2012

 

aprile 2012

Un governo di "tecnici" catapultato sul Parlamento sta imponendo scelte che colpiscono i lavoratori, impoveriscono le vite delle persone, eliminano le "certezze" costruite in anni di lavoro, preparano un futuro incerto per giovani, anziani e lavoratori. Mentre la crisi non molla la sua morsa, assistiamo all'agonia dei partiti nel Parlamento e nella società; temiamo che a questo governo che, in modo più presentabile fa "cose di destra", faccia seguito una sorta di fascismo bianco, probabilmente meno violento, ma ugualmente autoritario.

 

febbraio 2012

mentre autorevoli esponenti del mondo politico italiano continuano a dire, con una malcelata altezzosità, che "l'Italia non è la Grecia", noi ci sentiamo vicini a un popolo, quello greco, condannato dall'Europa a sacrifici durissimi per le ruberie di una elite corrotta e avida

 

dicembre 2011

E' la quinta manovra economica di quest'anno e l'ennesima degli ultimi 10 anni, come le precedenti non servirà a nulla e ne preparerà un'altra che, come sempre, ci verrà presentata come indispensabile per il futuro del nostro paese e, naturalmente, dei nostri figli. Balle! Non voglio sentirmi dire che ho vissuto al di sopra delle mie possibilità; da più di 20 anni mi alzo la mattina presto per andare a lavorare, faccio fatica ad arrivare al fine del mese e, per premio, ora mi spostano la pensione a chissà quando! Non voglio versare nemmeno una lacrima, né dare una goccia di sangue per chi ci governa e per chi, dall'opposizione, li aiuta!

(da un dialogo, ripulito dalle imprecazioni, ascoltato in un negozio a Cividale)

 

novembre 2011

Il futuro che si prepara è fatto di più sfruttamento, meno salario, meno welfare, meno possibilità di accesso all'istruzione, meno diritti, ...
La finanza ha dichiarato guerra al lavoro e democrazia e sovranità popolare stanno diventando parole vuote.
 

 

ottobre 2011

l'idea che alla crisi si debba rispondere con ancora più-privatizzazioni, più liberismo, meno stato e più libertà di licenziamento ci dice della poca "fantasia" che dimostrano economisti e uomini di stato. Intanto la Grecia, nonostante i durissimi sacrifici a cui è stata sottoposta negli ultimi mesi, è sull'orlo della bancarotta e sono imminenti nuovi pesanti provvedimenti economici per evitare il tracollo (140 mila licenziamenti nel settore pubblico).

Con le loro ricette stanno ammazzando "il cavallo" e, non contenti, lo bastonano pure.

 

luglio 2011

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non riusciamo a esprimere gratitudine per il senso di responsabilità con cui si il Parlamento ha approvato in un battibaleno l'ennesima manovra economica "lacrime e sangue". Forse perché la pagheranno i lavoratori e i ceti sociali meno abbienti che le crisi la pagano tutte da anni. Forse perché sappiamo che i sacrifici di oggi, come quelli di ieri e l'altro ieri,-preparano un futuro migliore solo-per i padroni e i loro-maggiordomi istituzionali.

 

maggio 2011

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Il primo maggio 2011 sarà probabilmente ricordato per la grande cerimonia di beatificazione di papa-Giovanni Paolo II.
Noi, più laicamente, in
questa data, vogliamo invece celebrare i-lavoratori e l'art. 1 della Costituzione repubblicana.

 

marzo 2011

nuova guerra "umanitaria" in Libia.
come in Iraq sentiamo un forte
odore di petrolio bruciato

 

febbraio 2011 - n°2

Il sud del Mediterraneo, armato di dignità, chiede il
cambiamento. Qui da noi qualcosa, poco, si sta muovendo

 

febbraio 2011 - n°1

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a casa per favore

la misura della compatibilità con le regole di convivenza istituzionale
proprie di un sistema democratico è vicina al livello di guardia

 

gennaio 2011 - n°2

Per il periodo di campagna militare che va dal 1 gennaio al 31 giugno 2011, è prevista una spesa giornaliera di 2,2 milioni di euro che verranno sottratti alla spesa sociale del nostro paese e non daranno nessun particolare sollievo alla popolazione afghana martoriata dall’occupazione. Se le spese destinate alla ricostruzione sono ormai poco più che simboliche, quelle destinate all’apparato militare crescono di 390 milioni di euro rispetto al precedente stanziamento. Cresce il numero di morti fra i soldati italiani e, anche se per loro non c'è nessuna commemorazione, lacrima o alzabandiera, cresce il numero delle vittime afghane. La guerra afghana sta durando da 10 anni e, nonostante le belle parole dei soliti esperti di guerra a tavolino, non ha prodotto nessun risultato decisivo.

Afghanistan: è ora
di tornare a casa

 

gennaio 2011 - n°1

Il problema della Fiat non è tanto quello di produrre poco per colpa dei privilegi dei lavoratori, bensì quello di non riuscire a piazzare quello che produce negli stabilimenti di mezzo mondo. Si è deciso di scaricare le difficoltà di un marchio e di un prodotto sui lavoratori peggiorando le loro condizioni di lavoro senza nessuna reale garanzia per il futuro. E c'è il rischio che l'accordo FIAT per Mirafiori e Pomigliano diventi riferimento per altre industrie del settore metalmeccanico (perché alla FIAT sì e ad altre industrie no?) in un spirale che penalizzerebbe ancora una volta il lavoro. Si salvano le banche e la finanza, si malmena il lavoro. E mentre si prepara il referendum sull'accordo FIAT-sindacati, arrivano i nuovi datti sulla disoccupazione che, per i giovani, ha superato la quota 25% Sperare di uscire dalla crisi infierendo sul lavoro e tagliando lo stato sociale e la spesa pubblica (scuola, sanità, cultura, ...) è illusorio. Ora più che mai è necessario lo

SCIOPERO GENERALE

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